Nelle strutture ricettive il rischio legionellosi nasce dalla combinazione di tre elementi: impianti idrosanitari complessi, presenza di accumuli ad acqua calda e occupazione discontinua delle camere. Il documento di valutazione del rischio è lo strumento con cui il gestore dimostra di aver mappato queste variabili. Questa checklist riassume i punti che ogni hotel o B&B dovrebbe verificare prima di emettere o aggiornare il proprio piano.
1. Anagrafica dell'impianto idrico
- Schema aggiornato dell'impianto acqua calda e fredda con punti di prelievo numerati.
- Elenco degli accumuli con capacità, materiale, anno di installazione e ultima sanificazione.
- Mappatura dei rami morti (tratti non più utilizzati ma ancora collegati alla rete).
- Identificazione di miscelatori termostatici, scambiatori e sistemi di ricircolo.
- Presenza di torri evaporative, umidificatori centralizzati o vasche idromassaggio.
2. Parametri di temperatura
La temperatura è il principale fattore di controllo non chimico. Le linee guida nazionali indicano di mantenere l'acqua calda sopra i 50 °C in distribuzione e sopra i 60 °C nell'accumulo; l'acqua fredda deve restare sotto i 20 °C. Sono valori semplici da misurare ma quasi sempre disattesi nelle strutture con bassa occupazione invernale.
- Registro delle temperature settimanali in mandata, ritorno e punti distali.
- Verifica taratura sonde e termometri a immersione almeno annuale.
- Procedura di flussaggio termico per camere non occupate da oltre 7 giorni.
- Isolamento delle reti fredde dal calore (in particolare cavedi condivisi).
3. Programma di campionamento
Per una struttura ricettiva standard la prassi è di pianificare almeno due campionamenti annuali, distribuiti tra alta e bassa stagione. Punti tipici di prelievo: accumulo principale, punto distale acqua calda più lontano, doccia in camera campione, eventuale impianto SPA, torre evaporativa se presente.
Vedi anche:Quando un campionamento non basta
4. Gestione camere a bassa occupazione
- Procedura di flussaggio settimanale di docce e rubinetti delle camere chiuse.
- Tempi e portate di flussaggio definiti (minimo 3 minuti a temperatura massima).
- Modulo di registrazione firmato dall'addetto housekeeping.
- Procedura specifica per riaperture stagionali dopo chiusura prolungata.
5. Manutenzione preventiva
- Pulizia annuale dei boiler con rimozione del calcare.
- Sostituzione o disincrostazione di soffioni doccia e rompigetto.
- Verifica anodi di sacrificio negli accumuli.
- Manutenzione filtri e addolcitori con registro interventi.
- Sanificazione termica o chimica programmata almeno una volta l'anno.
6. Documentazione obbligatoria
Anche il piano migliore vale poco senza tracciabilità. La cartella legionella deve contenere: documento di valutazione del rischio firmato, piano di autocontrollo, referti analisi degli ultimi cinque anni, registro temperature, registro interventi manutentivi e sanificazioni, eventuali comunicazioni con la ASL.
Errori più frequenti nelle strutture ricettive
- Valutazione del rischio copiata da modello e non adattata all'impianto reale.
- Campionamenti effettuati sempre negli stessi punti, senza rotazione.
- Temperature registrate solo in caldaia, mai nei punti distali.
- Riapertura stagionale senza flussaggio completo della rete.
- Assenza di una persona formalmente responsabile del piano.
Domande frequenti
Quante volte all'anno una struttura ricettiva deve fare analisi legionella?
Le linee guida nazionali non fissano un numero unico, ma per hotel e residence la prassi consolidata è di almeno due campionamenti annui distribuiti tra alta e bassa stagione, con frequenze maggiori in presenza di torri evaporative, SPA o impianti complessi.
Il B&B con poche stanze è obbligato ad avere il piano legionella?
L'obbligo di valutazione del rischio si applica a tutte le strutture ricettive a uso collettivo, indipendentemente dalla dimensione. Per i B&B più piccoli il piano può essere semplificato, ma deve comunque esistere.
Cosa succede in caso di esito positivo dell'analisi?
Si applica il protocollo di bonifica (termica o chimica) seguito da un campionamento di verifica. In caso di superamento delle soglie alte è opportuno informare la ASL e bloccare temporaneamente l'utilizzo dei punti contaminati.
Affidaci la redazione o la revisione della valutazione del rischio: sopralluogo, mappatura punti e piano annuale già pronto per l'audit ASL.
Richiedi sopralluogoTag