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Analisi Legionella Italia

Diagnosi rischio legionella

DIAGNOSI RISCHIO LEGIONELLA IN 3 MINUTI

Rispondi a dieci domande sulla tua struttura e sul tuo impianto idrico: ottieni in pochi minuti una valutazione preliminare del rischio, con azioni prioritarie e frequenze di campionamento suggerite dalle Linee Guida nazionali.

  • 10 domande tecniche, 3 minuti di tempo
  • Basato sulle Linee Guida nazionali 2015
  • Gratuito, senza obbligo di registrazione
  • Le risposte restano sul tuo dispositivo

COME FUNZIONA

  1. 01

    Rispondi

    Dieci domande mirate su struttura, impianto, gestione e storico dei controlli.

  2. 02

    Ricevi il punteggio

    Calcolo immediato con fascia di rischio (basso, medio, alto, critico) e azioni prioritarie.

  3. 03

    Sopralluogo mirato

    Se vuoi, prepariamo una proposta operativa con frequenze e priorità di intervento.

Nota metodologica

Strumento orientativo, non diagnostico

La diagnosi è uno strumento di pre-screening: aiuta a identificare i principali fattori di rischio e a definire le priorità. Per una valutazione del rischio conforme alle Linee Guida nazionali è necessario un sopralluogo tecnico e un campionamento analitico in laboratorio accreditato.

Cosa valuta la diagnosi e come leggere il punteggio

La diagnosi stima il livello di rischio legionella da dieci risposte su struttura, impianto, gestione e storico dei controlli. Il risultato è un punteggio da 0 a 100 con quattro fasce: basso, medio, alto e critico. Serve a decidere cosa fare per primo, non sostituisce la valutazione del rischio né un’analisi di laboratorio.

Ogni risposta ha un peso. Il punteggio grezzo viene diviso per il massimo teorico, pari a 105 punti, e riportato su base 100. Le risposte con peso pari o superiore a 8 compaiono nel risultato come segnali di attenzione: sono i primi punti da discutere con il manutentore o con il tecnico.

Le quattro aree e i fattori che pesano di più

  • Struttura: destinazione d’uso e presenza di ospiti fragili. Peso massimo 12 per RSA e cliniche, 11 per l’utenza in contesto sanitario o assistenziale.
  • Impianto: numero di punti d’acqua, età della rete, accumuli e ricircolo, torri evaporative o altri impianti che generano aerosol. Peso massimo 14 per più impianti aerosolizzanti combinati.
  • Gestione: continuità d’uso nell’anno e presenza di un DVR aggiornato. Peso 9 per uso saltuario e per chi non sa se il documento esista.
  • Storico: data dell’ultima analisi e dell’ultima bonifica documentata. Peso 11 se l’analisi non è mai stata eseguita o non è documentata.

I pesi riflettono i fattori che le Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi, approvate in Conferenza Stato-Regioni il 7 maggio 2015, indicano come critici: ristagno, temperature in fascia di crescita, aerosol e vulnerabilità degli esposti. Rispondere “non lo so” ha un peso alto di proposito: un impianto che nessuno sa descrivere è, di fatto, un impianto non controllato.

Esempio di calcolo: un hotel stagionale

Esempio: un hotel con 50 punti d’acqua, rete di 20 anni, più accumuli con ricircolo, docce con soffioni, apertura stagionale e ospiti fragili solo occasionali. L’ultima analisi risale a 10 mesi prima, la bonifica a 2 anni prima, il DVR esiste ma non è aggiornato.

  • Tipo di struttura (hotel): 8 punti
  • Punti d’acqua (31-80): 8 punti
  • Età impianto (16-30 anni): 7 punti
  • Accumuli con ricircolo: 8 punti
  • Solo soffioni e idromassaggi: 4 punti
  • Ultima analisi tra 6 e 18 mesi: 3 punti
  • Apertura stagionale: 8 punti
  • Ospiti fragili occasionali: 4 punti
  • Bonifica tra 1 e 3 anni: 4 punti
  • DVR non aggiornato: 4 punti
  • Totale: 58 su 105, cioè 55 su 100: fascia alta

Se la struttura esegue un campionamento e aggiorna il DVR, il totale scende a 51 su 105, cioè 49 su 100: fascia media. L’esempio mostra un limite da conoscere. Le azioni documentali spostano il punteggio, ma accumuli, ricircolo e chiusure stagionali restano: il rischio reale cala solo se le misure tecniche funzionano davvero.

Come agire su ciascun esito

Rischio basso (0-24)

Non significa assenza di rischio, ma una gestione già impostata. Conviene confermare la frequenza dei campionamenti, controllare le temperature di mandata e ritorno dell’acqua calda e programmare la revisione del documento di valutazione. Il registro dei controlli deve restare aggiornato: in un’ispezione conta quello che è scritto e datato.

Rischio medio (25-49)

È la fascia in cui il piano di autocontrollo va consolidato. Le priorità sono il bilanciamento del ricircolo, la pulizia documentata di rompigetto e soffioni e i flussaggi dei rami poco usati. Lo strumento suggerisce campionamenti semestrali: la frequenza definitiva va fissata nella valutazione del rischio della singola struttura.

Rischio alto (50-74) e critico (75-100)

Qui serve un sopralluogo tecnico prima di qualsiasi altra spesa. Solo la mappatura della rete dice dove prelevare e quali interventi hanno senso. Nella fascia critica lo strumento suggerisce di avviare il campionamento completo entro 15 giorni e di coinvolgere il Servizio di Prevenzione e Protezione e, nelle strutture sanitarie, la Direzione Sanitaria.

  1. Raccogliete schemi d’impianto, ultimi referti, registro temperature e rapporti di bonifica.
  2. Prenotate il sopralluogo e fate mappare punti distali, accumuli e rami morti.
  3. Eseguite il campionamento in laboratorio accreditato secondo UNI EN ISO 11731:2017.
  4. Leggete i referti con le soglie delle Linee guida 2015: 100, 1.000 e 10.000 UFC/L, con il criterio del 20% dei campioni positivi.
  5. Aggiornate il DVR con le misure correttive e le nuove frequenze, poi ripetete la diagnosi per confronto.

Per gli esiti alto e critico: mappatura della rete e piano di campionamento.

Prenota un sopralluogo tecnico

Cosa fare quando il referto supera 100, 1.000 o 10.000 UFC/L.

Leggi le soglie UFC/L e le azioni correttive

Struttura del documento che trasforma il punteggio in misure scritte.

Guida alla valutazione del rischio e al DVR

Lo strumento più semplice per tenere sotto controllo mandata e ritorno.

Modello di registro temperature
FAQ

Domande frequenti

  • Posso ripetere la diagnosi dopo aver fatto degli interventi?

    Sì, ed è il modo corretto di usarla. Rifate il test dopo un campionamento, una bonifica o l’aggiornamento del DVR e confrontate i punteggi. Ricordate però che le risposte su età della rete, accumuli e torri evaporative non cambiano con la documentazione: se il punteggio resta alto per quei fattori, servono interventi tecnici sull’impianto e non solo nuove carte.

  • Perché rispondere “non lo so” alza il punteggio?

    Perché un elemento dell’impianto che nessuno conosce non può essere controllato. Accumuli non censiti, ricircolo non verificato o un DVR di cui si ignora l’esistenza sono lacune che un ispettore rileverebbe subito. Il peso alto vi segnala che il primo passo è ricostruire le informazioni, con il manutentore o con un sopralluogo, prima ancora di campionare.

  • La diagnosi vale anche per un condominio o un’abitazione?

    Vale come orientamento per i condomini con produzione centralizzata dell’acqua calda, che hanno un’opzione dedicata. Per una singola abitazione il modello è meno adatto, perché i pesi sono pensati per reti con molti punti d’uso. In entrambi i casi il D.Lgs. 18/2023 ha introdotto la Legionella tra i parametri da considerare per i sistemi di distribuzione domestici.