7.1 Shock termico
Il metodo più comune. Portare l'ACS a ≥ 60 °C all'accumulo e far scorrere acqua a 70 °C per 30 minuti (o 60 °C per 60 minuti) a ogni terminale. Tempo totale: 8-24 h in funzione della complessità dell'impianto.
Vantaggi: economico, no residui chimici. Svantaggi: rischio scottature (segnalare), stress meccanico tubazioni, efficacia limitata se forte biofilm.
7.2 Iperclorazione
Dosaggio shock: 20-50 mg/L di cloro libero residuo per 1-2 ore, poi flussaggio a tutti i terminali, scarico, sciacquo fino a residuo normale (< 0,5 mg/L). Verificare compatibilità materiali (alcune guarnizioni si degradano).
7.3 Biossido di cloro (ClO₂)
Sistema in continuo: dosaggio 0,3-0,5 mg/L mantenuto in rete. Vantaggi: efficacia su biofilm, no THM, mantenimento. Svantaggi: investimento iniziale, sottoprodotti clorito.
7.4 Perossido di idrogeno + argento
Disinfezione continua a basso dosaggio (5-15 mg/L H₂O₂ + 50-100 µg/L Ag). Efficacia su biofilm. Costoso ma usato in setting sanitari critici.
7.5 UV
Lampade UV in ingresso/punto critico. Disinfezione locale, non residua. Da abbinare ad altre misure.
7.6 Procedura di sicurezza
- Cartellonistica "Bonifica in corso — pericolo scottature".
- Sospendere uso ai degenti/ospiti.
- DPI per gli operatori (guanti, occhiali, mascherina FFP2 per aerosolizzazione residua).
- Registro di bonifica firmato: data, metodo, parametri, operatore, esiti.
- Ricampionamento a 48-72 h (conferma efficacia) e a 30 giorni (mantenimento).