4.1 Mappa dell'impianto
Il primo passo del piano di autocontrollo è la mappatura dettagliata dell'impianto idrico-sanitario: planimetria con tutti i terminali, accumuli, ricircoli, addolcitori, filtri, miscelatori, vasche e torri. Senza mappa non è possibile identificare i punti critici.
4.2 Punti critici tipici
- Accumuli ACS: bollitori, serbatoi di riscaldamento centralizzato. La temperatura di fondo del bollitore deve essere ≥ 60 °C; verificare stratificazione termica.
- Ricircolo: pompa funzionante, temperatura di ritorno ≥ 55 °C, bilanciamento per garantire portata ai rami più sfavoriti.
- Dead-leg: tratti di tubazione "ciechi" (impianti modificati, bypass dismessi). Sono incubatori di biofilm. Eliminarli in ristrutturazione.
- Terminali poco utilizzati: rubinetti/docce con uso < 1 volta a settimana. Flussaggio settimanale ≥ 3 minuti a > 55 °C.
- Miscelatori termostatici: a valle del miscelatore l'acqua è tiepida → fascia di proliferazione. Includerli nella manutenzione semestrale.
- Vasche idromassaggio: massima criticità per aerosolizzazione.
- Torri evaporative / condensatori adiabatici: principale vettore di cluster epidemici. Piano scritto trimestrale.
- Addolcitori e filtri: substrato organico per biofilm; rigenerazione regolare.
4.3 Acqua fredda
Mantenere AF a < 20 °C (max 25 °C). Linee AF parallele a linee AC riscaldate possono superare 30 °C: prevedere isolamento termico.