Stagione 1 · Episodio 6 · 51:22
Disinfezione termica vs chimica: cosa funziona davvero
Confronto tecnico fra shock termico, biossido di cloro stabilizzato, ioni rame-argento e UV. Quando applicare cosa, con quali costi e con quali limiti.
Pubblicato il
Capitoli
Ospiti
Prof. Luca Ferri
Ricercatore in ingegneria sanitaria
Dipartimento di ingegneria civile e ambientale, focus su trattamento acque.
Riferimenti citati
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Trascrizione integrale dell'episodio · ottimizzata per ricerca testuale e screen reader
[TRASCRIZIONE DI ESEMPIO — verrà sostituita con il testo reale alla pubblicazione della puntata]
Benvenuti all'Osservatorio Legionella, il podcast in cui ogni due settimane proviamo a fare ordine, con voci tecniche italiane, su un tema che resta ancora oggi tra i meno raccontati della prevenzione del rischio sanitario nelle strutture pubbliche e private: la legionellosi. In questa puntata intitolata "Disinfezione termica vs chimica: cosa funziona davvero", il nostro ospite è Prof. Luca Ferri, e affronteremo in profondità il rapporto fra disinfezione termica, biossido di cloro e UV, partendo dal contesto normativo italiano post Accordo Stato-Regioni 2015 e dalla revisione delle Linee Guida nazionali. Cercheremo di farlo con un linguaggio accessibile ma rigoroso, perché crediamo che il sapere tecnico debba poter raggiungere chi gestisce una RSA, chi conduce un hotel, chi è responsabile manutenzione di un condominio o di una piscina pubblica. Buon ascolto.
Cominciamo da una domanda apparentemente semplice: cos'è davvero la legionella, e perché continua a rappresentare un problema sanitario nonostante decenni di letteratura scientifica e di evoluzione normativa. Legionella pneumophila è un batterio Gram-negativo aerobio che prolifera negli impianti idrici caldi a temperature comprese fra i 25 e i 45 gradi, con un optimum di crescita intorno ai 37 gradi. La trasmissione avviene esclusivamente per via inalatoria, attraverso aerosol generati da docce, fontane decorative, torri evaporative, vasche idromassaggio e impianti di umidificazione. Non si trasmette da persona a persona. Questo aspetto, apparentemente di dettaglio epidemiologico, ha invece implicazioni enormi sulla gestione del rischio in struttura: la prevenzione passa interamente dalla manutenzione dell'impianto idrico e dalla capacità di mantenere parametri di temperatura, biofilm e disinfezione coerenti con la valutazione del rischio prevista dalle Linee Guida.
Prof. Luca Ferri, vorrei chiederti subito di entrare nel cuore del tema disinfezione termica. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un cambio di passo importante nella consapevolezza degli operatori di settore, ma la mia impressione è che ci sia ancora una distanza significativa tra cosa la norma richiede e cosa effettivamente viene attuato nella pratica quotidiana. Tu che lavori sul campo da molti anni e vedi sopralluoghi, audit ASL e gestioni reali di impianti complessi, qual è oggi la fotografia che restituisci? Le strutture italiane sono pronte a gestire in autonomia un Documento di Valutazione del Rischio Legionella, o c'è ancora bisogno di un accompagnamento tecnico esterno per arrivare a piani di autocontrollo realmente efficaci? E soprattutto: quali sono gli errori più frequenti che incontri nei DVR già redatti?
Un punto che mi sembra cruciale, e che spesso viene sottovalutato, riguarda la frequenza dei campionamenti e il modo in cui vengono interpretati i risultati. La normativa italiana, sulla scia delle Linee Guida 2015 e degli aggiornamenti regionali, indica criteri minimi che però vanno adattati al rischio reale della struttura. Una RSA non è un hotel stagionale, un condominio non è una palestra con piscina riscaldata. biossido di cloro significa anche capire quando un valore di carica batterica fra 100 e 1000 UFC/litro richiede solo un'azione correttiva e quando invece, in una struttura sanitaria con pazienti immunodepressi, lo stesso valore impone un blocco immediato delle utenze. Il salto di qualità che chiediamo agli operatori del settore è proprio questo: leggere il dato non come adempimento, ma come informazione sanitaria.
Vorrei aprire ora un tema che riceviamo spesso in redazione dagli ascoltatori: il rapporto fra UV e responsabilità professionale. In caso di cluster epidemico in una struttura ricettiva o sanitaria, chi risponde davvero? Il datore di lavoro ai sensi del D.Lgs 81/2008, il responsabile della manutenzione tecnica, il laboratorio che ha effettuato i campionamenti, il consulente che ha redatto il DVR? La giurisprudenza italiana recente, sulla scorta di alcune sentenze di legittimità, ha chiarito che la responsabilità è tendenzialmente sistemica, ma che la corretta tenuta del registro degli autocontrolli e la dimostrabile applicazione del piano di prevenzione costituiscono una difesa concreta. Questo è un messaggio che dovrebbe arrivare con forza a tutti i gestori: investire in un piano serio è anche e soprattutto una protezione legale.
Parliamo di tecnologia. Negli ultimi anni stanno emergendo nuove soluzioni di disinfezione e monitoraggio: dal trattamento con biossido di cloro stabilizzato, alla disinfezione termica controllata, ai dispositivi a base di ioni rame-argento, fino ai sistemi IoT che monitorano in continuo temperatura e flusso ai punti d'uso. Prof. Luca Ferri, qual è la tua posizione su queste tecnologie? C'è il rischio che vengano vendute come "soluzioni magiche" che eliminano la necessità di una manutenzione strutturale dell'impianto, o possono effettivamente complementare un piano di autocontrollo robusto? Vorrei anche che entrassimo nel dettaglio del rapporto costi/benefici, perché i nostri ascoltatori spesso lavorano con budget limitati e devono giustificare ogni euro speso ai propri amministratori.
Una cosa che teniamo a sottolineare in questo podcast è il valore del dato aperto. L'Osservatorio Legionella Italia pubblica con cadenza annuale un report sullo stato della prevenzione nel Paese, con dati aggregati provenienti da centinaia di laboratori e migliaia di campionamenti reali. È un patrimonio informativo unico in Europa, e vorrei chiederti, come ultimo blocco di questa puntata, come secondo te i dati aperti possono trasformare la cultura della prevenzione. Pensi che possano arrivare a influenzare le scelte di un consumatore — pensiamo a un viaggiatore che sceglie un hotel — o resteranno strumento principalmente per addetti ai lavori? E quali altri dati ti piacerebbe vedere pubblicati e resi navigabili al pubblico?
Concludiamo con uno sguardo al futuro. Le prossime tappe normative europee, l'aggiornamento atteso della Direttiva Acque Potabili, l'evoluzione delle Linee Guida nazionali italiane, l'integrazione progressiva del rischio legionella nei capitolati pubblici e nei sistemi di certificazione di qualità delle strutture sanitarie e ricettive: tutto questo disegna un orizzonte in cui la prevenzione smetterà di essere un'attività accessoria per diventare elemento strutturale della reputazione di una struttura. Prof. Luca Ferri, ti ringraziamo per il tempo che ci hai dedicato e per la chiarezza con cui hai affrontato temi tecnici complessi. Ai nostri ascoltatori ricordiamo che la trascrizione completa di questa puntata, le slide citate e i link agli studi scientifici sono disponibili sulla pagina della puntata su osservatoriolegionella.it. Alla prossima puntata. [FINE TRASCRIZIONE DI ESEMPIO]
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