In questo articolo
- 01Perché gli impianti geotermici possono essere a rischio Legionella
- 02Sistemi geotermici a circolo aperto
- 03Pompe di calore geotermiche con produzione di ACS
- 04Sistemi geotermici con circuiti di raffreddamento evaporativo
- 05Normativa applicabile agli impianti geotermici
- 06D.Lgs 81/2008 — obbligo di valutazione del rischio biologico
- 07Accordo Stato-Regioni 7 maggio 2015
- 08Frequenze di campionamento e soglie di allerta
- 09Piano di controllo per impianti geotermici: i passi operativi
- 101. Mappatura dei punti critici
- 112. Verifica delle temperature operative
- 123. Campionamento microbiologico accreditato
- 134. Manutenzione preventiva
- 14Bonifica in caso di positività
- 15FAQ — Domande frequenti
- 16La mia pompa di calore geotermica domestica è soggetta alla normativa legionella?
- 17Posso fare il campionamento legionella solo sull'acqua di falda, senza campionare la rete?
- 18Ogni quanto devo aggiornare il DVR Legionella per un impianto geotermico?
- 19Quali sono i costi di campionamento per un impianto geotermico?
- 20Conclusioni
Gli impianti geotermici — pompe di calore geotermiche, sistemi di teleriscaldamento da falda, circuiti a circolo aperto con acqua di pozzo — stanno diffondendosi rapidamente grazie agli incentivi per la transizione energetica, ma portano con sé un profilo di rischio biologico spesso ignorato dai progettisti e dai gestori: la proliferazione di Legionella pneumophila nei circuiti idrici a temperatura favorevole. Per i responsabili di impianti geotermici in strutture ricettive, edifici scolastici, ospedali o stabilimenti industriali, comprendere quando e come applicare il protocollo di controllo è un obbligo normativo prima ancora che una buona pratica.
TL;DR — Risposta in 60 parole
Gli impianti geotermici a circolo aperto (acqua di falda utilizzata direttamente) e i circuiti di distribuzione dell'acqua calda sanitaria collegati a pompe di calore geotermiche sono potenzialmente a rischio legionella. La normativa di riferimento è l'Accordo Stato-Regioni 7 maggio 2015 e il D.Lgs 81/2008. Il campionamento è annuale per impianti a basso rischio e semestrale per quelli ad alto rischio. La soglia di allerta è 100 UFC/L in ambienti sanitari, 1.000 UFC/L negli altri contesti.
Perché gli impianti geotermici possono essere a rischio Legionella #
La Legionella si trova naturalmente nelle acque dolci superficiali e nelle falde acquifere a bassa profondità. La sua proliferazione avviene quando confluiscono tre condizioni: temperatura dell'acqua tra 25 °C e 45 °C, ristagno o lento ricambio e presenza di nutrienti organici (biofilm, incrostazioni, sedimenti). Gli impianti geotermici possono creare esattamente queste condizioni in alcuni segmenti del circuito.
Sistemi geotermici a circolo aperto #
Nei sistemi a circolo aperto (open loop), l'acqua di falda viene prelevata, sfruttata termicamente e reiniettata nel sottosuolo. Il tratto più critico è il serbatoio di accumulo e la rete di distribuzione a valle della pompa di calore: l'acqua entra a temperatura di falda (tipicamente 10-15 °C), viene riscaldata dallo scambiatore, e se l'impianto non è progettato per mantenere la rete di distribuzione ACS costantemente al di sopra di 60 °C, i punti periferici (terminali, rami morti, punti di bassa portata) entrano nella finestra di proliferazione batterica.
Pompe di calore geotermiche con produzione di ACS #
Le pompe di calore geotermiche che producono anche acqua calda sanitaria presentano un rischio analogo agli altri sistemi di riscaldamento idrosanitario: se il bollitore integrato mantiene l'acqua a 45-50 °C anziché ai 60 °C raccomandati per inattivare la Legionella, il serbatoio diventa un incubatore. Il problema è amplificato dal fatto che molti bollitori abbinati a pompe di calore sono progettati per massimizzare l'efficienza energetica a temperature più basse, in conflitto con il requisito igienico-sanitario.
Sistemi geotermici con circuiti di raffreddamento evaporativo #
Alcune grandi installazioni geotermiche — in particolare quelle a supporto di processi industriali o di edifici terziari complessi — integrano torri evaporative o condensatori evaporativi per dissipare il calore in estate. Questi componenti sono classificati come impianti ad alto rischio legionella per le stesse ragioni dei sistemi di raffreddamento industriale: la nebulizzazione dell'acqua crea aerosol biologicamente attivo. Per l'analisi degli obblighi specifici delle torri, vedi l'articolo dedicato alle torri evaporative.
Normativa applicabile agli impianti geotermici #
Gli impianti geotermici non hanno una normativa dedicata al rischio legionella: si applicano le disposizioni generali in base alla tipologia di impianto e alla destinazione d'uso dell'edificio.
D.Lgs 81/2008 — obbligo di valutazione del rischio biologico #
Il D.Lgs 81/2008 impone al datore di lavoro di valutare il rischio da agenti biologici in tutti i luoghi di lavoro. I circuiti idrici geotermici collegati all'ACS o a sistemi di raffreddamento evaporativo rientrano nel perimetro della valutazione. Il DVR Legionella deve includere una sezione specifica per questi impianti, con la descrizione dei punti critici e il piano di controllo.
Accordo Stato-Regioni 7 maggio 2015 #
L'Accordo Stato-Regioni 2015 è il documento tecnico di riferimento nazionale. Non distingue la sorgente di energia termica (gas, geotermia, solare) ma classifica il rischio in base a:
- Tipologia dell'impianto (ACS centralizzata, torre evaporativa, umidificatore, ecc.)
- Destinazione d'uso (struttura sanitaria, ricettiva, scolastica, industriale)
- Condizioni operative (temperatura di esercizio, presenza di stagnazione, materiali)
Un impianto geotermico con produzione di ACS in un hotel è soggetto esattamente agli stessi obblighi di campionamento di un impianto a gas tradizionale.
Frequenze di campionamento e soglie di allerta #
Le frequenze di campionamento variano in base al profilo di rischio assegnato all'impianto nella valutazione iniziale.
| Livello di rischio | Tipologia impianto | Frequenza campionamento |
|---|---|---|
| Alto | ACS in struttura sanitaria, torre evaporativa | Semestrale (ogni 6 mesi) |
| Medio | ACS in hotel, RSA, struttura scolastica | Annuale (ogni 12 mesi) |
| Basso | ACS condominio, uso privato, circuito chiuso isolato | Non obbligatorio (raccomandato biennale) |
Per le soglie UFC/L di riferimento:
- < 100 UFC/L: nessuna azione correttiva obbligatoria (monitoraggio di routine)
- 100 – 999 UFC/L: allerta; revisione delle procedure di manutenzione, verifica temperatura di distribuzione
- 1.000 – 9.999 UFC/L: azione obbligatoria; bonifica dell'impianto entro 30 giorni
- ≥ 10.000 UFC/L: fermo impianto e bonifica immediata; notifica all'ASL in strutture sanitarie e ricettive
Piano di controllo per impianti geotermici: i passi operativi #
La gestione del rischio legionella in un impianto geotermico segue la stessa logica del piano di autocontrollo previsto per qualsiasi sistema idrico complesso. I passi specifici da adattare alla realtà geotermica sono:
1. Mappatura dei punti critici #
Identificare i segmenti del circuito geotermico che entrano nella finestra di temperatura 25-45 °C:
- Serbatoio di accumulo ACS (specialmente se a temperatura ridotta per efficienza)
- Rami morti e terminali periferici della rete
- Tratti di tubazione non isolati termicamente (dispersione di calore)
- Punti di campionamento esistenti e accessibilità
2. Verifica delle temperature operative #
Installare, ove assente, un sistema di monitoraggio continuo della temperatura nei punti critici. La legge di Pasteur applicata alla legionella richiede:
- ≥ 60 °C all'accumulo (pastorizzazione giornaliera minima o mantenimento continuo)
- ≥ 50 °C a ogni punto di erogazione entro 60 secondi dall'apertura
Per le pompe di calore che non riescono a raggiungere 60 °C autonomamente, è obbligatorio un resistenza elettrica ausiliaria (booster) o un sistema di pastorizzazione periodica programmata.
3. Campionamento microbiologico accreditato #
Il campionamento deve essere eseguito da un laboratorio accreditato ACCREDIA secondo la norma UNI EN ISO 11731. Per gli impianti geotermici a circolo aperto, è consigliato includere nel piano di campionamento anche il punto di presa dell'acqua di falda, per caratterizzare la contaminazione di base alla sorgente.
4. Manutenzione preventiva #
- Pulizia e disinfezione dell'accumulo: almeno annuale per gli impianti a basso rischio, semestrale per quelli ad alto rischio
- Controllo del biofilm nelle tubazioni: impiego di trattamenti chimici (biocidi approvati) o fisici (filtrazione, UV)
- Sostituzione anodi sacrificali nei bollitori: evitare accumulo di sedimenti che favoriscono la crescita batterica
Bonifica in caso di positività #
Se il campionamento rileva valori superiori alla soglia di azione, il protocollo di bonifica legionella per impianti geotermici prevede:
- Isolamento del tratto contaminato (se tecnicamente possibile senza interrompere l'erogazione a utenti critici)
- Shock termico (superchlorinazione o pastorizzazione a 70 °C per almeno 30 minuti) o shock chimico con biocidi a base di cloro, perossido di idrogeno o biossido di cloro
- Flussaggio di tutti i terminali alla massima temperatura per almeno 5 minuti ciascuno
- Campionamento di verifica a 15 e 30 giorni dalla bonifica
- Aggiornamento del DVR e del piano di autocontrollo con le non conformità rilevate
FAQ — Domande frequenti #
La mia pompa di calore geotermica domestica è soggetta alla normativa legionella? #
Gli impianti geotermici a uso strettamente privato (abitazione unifamiliare senza lavoratori dipendenti) non sono soggetti agli obblighi del D.Lgs 81/2008. Tuttavia, se l'impianto alimenta un appartamento con ospiti (affitti brevi, B&B) o un immobile con conduttori diversi dal proprietario, l'obbligo di valutazione del rischio si applica.
Posso fare il campionamento legionella solo sull'acqua di falda, senza campionare la rete? #
No. Il campionamento dell'acqua di falda può essere incluso come informazione di contesto, ma il campionamento normativo deve essere effettuato sui punti di utilizzo e sull'accumulo: è lì che si valuta il rischio reale per gli occupanti, indipendentemente dalla qualità dell'acqua alla sorgente.
Ogni quanto devo aggiornare il DVR Legionella per un impianto geotermico? #
Il DVR Legionella deve essere aggiornato ogni volta che cambiano le condizioni dell'impianto (ampliamento rete, sostituzione della pompa di calore, cambio destinazione d'uso) o in seguito a una positività al campionamento. In assenza di variazioni, la revisione periodica raccomandata è annuale.
Quali sono i costi di campionamento per un impianto geotermico? #
I costi dipendono dal numero di punti di prelievo. Per un impianto residenziale-commerciale con 3-5 punti, il costo analitico è compreso tra 180 e 350 € per campagna. Per impianti industriali con torri evaporative integrate, i costi possono superare i 600-900 € per campagna semestrale.
Conclusioni #
Gli impianti geotermici non sono intrinsecamente più pericolosi di altri sistemi di riscaldamento, ma richiedono la stessa attenzione analitica e documentale. La crescente diffusione di pompe di calore geotermiche — spesso installate da tecnici specializzati nella termodinamica ma non nel rischio igienico-sanitario — rende necessaria una maggiore consapevolezza tra progettisti, installatori e gestori. Se gestisci un impianto geotermico in una struttura con accesso del pubblico o con dipendenti, verifica che il tuo piano di autocontrollo copra esplicitamente i circuiti idrici geotermici e che le frequenze di campionamento siano allineate agli obblighi normativi vigenti.
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Autore
Team 123legionella
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