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Legionella negli impianti geotermici: rischi, obblighi e controlli 2026

Legionella negli impianti geotermici: quali sistemi sono a rischio, normativa applicabile, frequenze di campionamento, soglie UFC/L e piano di controllo per gestori e RSPP nel 2026.

Team 123legionella8 min di lettura
In questo articolo
  1. 01Perché gli impianti geotermici possono essere a rischio Legionella
  2. 02Sistemi geotermici a circolo aperto
  3. 03Pompe di calore geotermiche con produzione di ACS
  4. 04Sistemi geotermici con circuiti di raffreddamento evaporativo
  5. 05Normativa applicabile agli impianti geotermici
  6. 06D.Lgs 81/2008 — obbligo di valutazione del rischio biologico
  7. 07Accordo Stato-Regioni 7 maggio 2015
  8. 08Frequenze di campionamento e soglie di allerta
  9. 09Piano di controllo per impianti geotermici: i passi operativi
  10. 101. Mappatura dei punti critici
  11. 112. Verifica delle temperature operative
  12. 123. Campionamento microbiologico accreditato
  13. 134. Manutenzione preventiva
  14. 14Bonifica in caso di positività
  15. 15FAQ — Domande frequenti
  16. 16La mia pompa di calore geotermica domestica è soggetta alla normativa legionella?
  17. 17Posso fare il campionamento legionella solo sull'acqua di falda, senza campionare la rete?
  18. 18Ogni quanto devo aggiornare il DVR Legionella per un impianto geotermico?
  19. 19Quali sono i costi di campionamento per un impianto geotermico?
  20. 20Conclusioni

Gli impianti geotermici — pompe di calore geotermiche, sistemi di teleriscaldamento da falda, circuiti a circolo aperto con acqua di pozzo — stanno diffondendosi rapidamente grazie agli incentivi per la transizione energetica, ma portano con sé un profilo di rischio biologico spesso ignorato dai progettisti e dai gestori: la proliferazione di Legionella pneumophila nei circuiti idrici a temperatura favorevole. Per i responsabili di impianti geotermici in strutture ricettive, edifici scolastici, ospedali o stabilimenti industriali, comprendere quando e come applicare il protocollo di controllo è un obbligo normativo prima ancora che una buona pratica.

TL;DR — Risposta in 60 parole

Gli impianti geotermici a circolo aperto (acqua di falda utilizzata direttamente) e i circuiti di distribuzione dell'acqua calda sanitaria collegati a pompe di calore geotermiche sono potenzialmente a rischio legionella. La normativa di riferimento è l'Accordo Stato-Regioni 7 maggio 2015 e il D.Lgs 81/2008. Il campionamento è annuale per impianti a basso rischio e semestrale per quelli ad alto rischio. La soglia di allerta è 100 UFC/L in ambienti sanitari, 1.000 UFC/L negli altri contesti.


Perché gli impianti geotermici possono essere a rischio Legionella #

La Legionella si trova naturalmente nelle acque dolci superficiali e nelle falde acquifere a bassa profondità. La sua proliferazione avviene quando confluiscono tre condizioni: temperatura dell'acqua tra 25 °C e 45 °C, ristagno o lento ricambio e presenza di nutrienti organici (biofilm, incrostazioni, sedimenti). Gli impianti geotermici possono creare esattamente queste condizioni in alcuni segmenti del circuito.

Sistemi geotermici a circolo aperto #

Nei sistemi a circolo aperto (open loop), l'acqua di falda viene prelevata, sfruttata termicamente e reiniettata nel sottosuolo. Il tratto più critico è il serbatoio di accumulo e la rete di distribuzione a valle della pompa di calore: l'acqua entra a temperatura di falda (tipicamente 10-15 °C), viene riscaldata dallo scambiatore, e se l'impianto non è progettato per mantenere la rete di distribuzione ACS costantemente al di sopra di 60 °C, i punti periferici (terminali, rami morti, punti di bassa portata) entrano nella finestra di proliferazione batterica.

Pompe di calore geotermiche con produzione di ACS #

Le pompe di calore geotermiche che producono anche acqua calda sanitaria presentano un rischio analogo agli altri sistemi di riscaldamento idrosanitario: se il bollitore integrato mantiene l'acqua a 45-50 °C anziché ai 60 °C raccomandati per inattivare la Legionella, il serbatoio diventa un incubatore. Il problema è amplificato dal fatto che molti bollitori abbinati a pompe di calore sono progettati per massimizzare l'efficienza energetica a temperature più basse, in conflitto con il requisito igienico-sanitario.

Sistemi geotermici con circuiti di raffreddamento evaporativo #

Alcune grandi installazioni geotermiche — in particolare quelle a supporto di processi industriali o di edifici terziari complessi — integrano torri evaporative o condensatori evaporativi per dissipare il calore in estate. Questi componenti sono classificati come impianti ad alto rischio legionella per le stesse ragioni dei sistemi di raffreddamento industriale: la nebulizzazione dell'acqua crea aerosol biologicamente attivo. Per l'analisi degli obblighi specifici delle torri, vedi l'articolo dedicato alle torri evaporative.


Normativa applicabile agli impianti geotermici #

Gli impianti geotermici non hanno una normativa dedicata al rischio legionella: si applicano le disposizioni generali in base alla tipologia di impianto e alla destinazione d'uso dell'edificio.

D.Lgs 81/2008 — obbligo di valutazione del rischio biologico #

Il D.Lgs 81/2008 impone al datore di lavoro di valutare il rischio da agenti biologici in tutti i luoghi di lavoro. I circuiti idrici geotermici collegati all'ACS o a sistemi di raffreddamento evaporativo rientrano nel perimetro della valutazione. Il DVR Legionella deve includere una sezione specifica per questi impianti, con la descrizione dei punti critici e il piano di controllo.

Accordo Stato-Regioni 7 maggio 2015 #

L'Accordo Stato-Regioni 2015 è il documento tecnico di riferimento nazionale. Non distingue la sorgente di energia termica (gas, geotermia, solare) ma classifica il rischio in base a:

  • Tipologia dell'impianto (ACS centralizzata, torre evaporativa, umidificatore, ecc.)
  • Destinazione d'uso (struttura sanitaria, ricettiva, scolastica, industriale)
  • Condizioni operative (temperatura di esercizio, presenza di stagnazione, materiali)

Un impianto geotermico con produzione di ACS in un hotel è soggetto esattamente agli stessi obblighi di campionamento di un impianto a gas tradizionale.


Frequenze di campionamento e soglie di allerta #

Le frequenze di campionamento variano in base al profilo di rischio assegnato all'impianto nella valutazione iniziale.

Livello di rischioTipologia impiantoFrequenza campionamento
AltoACS in struttura sanitaria, torre evaporativaSemestrale (ogni 6 mesi)
MedioACS in hotel, RSA, struttura scolasticaAnnuale (ogni 12 mesi)
BassoACS condominio, uso privato, circuito chiuso isolatoNon obbligatorio (raccomandato biennale)

Per le soglie UFC/L di riferimento:

  • < 100 UFC/L: nessuna azione correttiva obbligatoria (monitoraggio di routine)
  • 100 – 999 UFC/L: allerta; revisione delle procedure di manutenzione, verifica temperatura di distribuzione
  • 1.000 – 9.999 UFC/L: azione obbligatoria; bonifica dell'impianto entro 30 giorni
  • ≥ 10.000 UFC/L: fermo impianto e bonifica immediata; notifica all'ASL in strutture sanitarie e ricettive

Piano di controllo per impianti geotermici: i passi operativi #

La gestione del rischio legionella in un impianto geotermico segue la stessa logica del piano di autocontrollo previsto per qualsiasi sistema idrico complesso. I passi specifici da adattare alla realtà geotermica sono:

1. Mappatura dei punti critici #

Identificare i segmenti del circuito geotermico che entrano nella finestra di temperatura 25-45 °C:

  • Serbatoio di accumulo ACS (specialmente se a temperatura ridotta per efficienza)
  • Rami morti e terminali periferici della rete
  • Tratti di tubazione non isolati termicamente (dispersione di calore)
  • Punti di campionamento esistenti e accessibilità

2. Verifica delle temperature operative #

Installare, ove assente, un sistema di monitoraggio continuo della temperatura nei punti critici. La legge di Pasteur applicata alla legionella richiede:

  • ≥ 60 °C all'accumulo (pastorizzazione giornaliera minima o mantenimento continuo)
  • ≥ 50 °C a ogni punto di erogazione entro 60 secondi dall'apertura

Per le pompe di calore che non riescono a raggiungere 60 °C autonomamente, è obbligatorio un resistenza elettrica ausiliaria (booster) o un sistema di pastorizzazione periodica programmata.

3. Campionamento microbiologico accreditato #

Il campionamento deve essere eseguito da un laboratorio accreditato ACCREDIA secondo la norma UNI EN ISO 11731. Per gli impianti geotermici a circolo aperto, è consigliato includere nel piano di campionamento anche il punto di presa dell'acqua di falda, per caratterizzare la contaminazione di base alla sorgente.

4. Manutenzione preventiva #

  • Pulizia e disinfezione dell'accumulo: almeno annuale per gli impianti a basso rischio, semestrale per quelli ad alto rischio
  • Controllo del biofilm nelle tubazioni: impiego di trattamenti chimici (biocidi approvati) o fisici (filtrazione, UV)
  • Sostituzione anodi sacrificali nei bollitori: evitare accumulo di sedimenti che favoriscono la crescita batterica

Bonifica in caso di positività #

Se il campionamento rileva valori superiori alla soglia di azione, il protocollo di bonifica legionella per impianti geotermici prevede:

  1. Isolamento del tratto contaminato (se tecnicamente possibile senza interrompere l'erogazione a utenti critici)
  2. Shock termico (superchlorinazione o pastorizzazione a 70 °C per almeno 30 minuti) o shock chimico con biocidi a base di cloro, perossido di idrogeno o biossido di cloro
  3. Flussaggio di tutti i terminali alla massima temperatura per almeno 5 minuti ciascuno
  4. Campionamento di verifica a 15 e 30 giorni dalla bonifica
  5. Aggiornamento del DVR e del piano di autocontrollo con le non conformità rilevate

FAQ — Domande frequenti #

La mia pompa di calore geotermica domestica è soggetta alla normativa legionella? #

Gli impianti geotermici a uso strettamente privato (abitazione unifamiliare senza lavoratori dipendenti) non sono soggetti agli obblighi del D.Lgs 81/2008. Tuttavia, se l'impianto alimenta un appartamento con ospiti (affitti brevi, B&B) o un immobile con conduttori diversi dal proprietario, l'obbligo di valutazione del rischio si applica.

Posso fare il campionamento legionella solo sull'acqua di falda, senza campionare la rete? #

No. Il campionamento dell'acqua di falda può essere incluso come informazione di contesto, ma il campionamento normativo deve essere effettuato sui punti di utilizzo e sull'accumulo: è lì che si valuta il rischio reale per gli occupanti, indipendentemente dalla qualità dell'acqua alla sorgente.

Ogni quanto devo aggiornare il DVR Legionella per un impianto geotermico? #

Il DVR Legionella deve essere aggiornato ogni volta che cambiano le condizioni dell'impianto (ampliamento rete, sostituzione della pompa di calore, cambio destinazione d'uso) o in seguito a una positività al campionamento. In assenza di variazioni, la revisione periodica raccomandata è annuale.

Quali sono i costi di campionamento per un impianto geotermico? #

I costi dipendono dal numero di punti di prelievo. Per un impianto residenziale-commerciale con 3-5 punti, il costo analitico è compreso tra 180 e 350 € per campagna. Per impianti industriali con torri evaporative integrate, i costi possono superare i 600-900 € per campagna semestrale.


Conclusioni #

Gli impianti geotermici non sono intrinsecamente più pericolosi di altri sistemi di riscaldamento, ma richiedono la stessa attenzione analitica e documentale. La crescente diffusione di pompe di calore geotermiche — spesso installate da tecnici specializzati nella termodinamica ma non nel rischio igienico-sanitario — rende necessaria una maggiore consapevolezza tra progettisti, installatori e gestori. Se gestisci un impianto geotermico in una struttura con accesso del pubblico o con dipendenti, verifica che il tuo piano di autocontrollo copra esplicitamente i circuiti idrici geotermici e che le frequenze di campionamento siano allineate agli obblighi normativi vigenti.

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Autore

Team 123legionella

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