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Legionella negli impianti solari termici: rischi, obblighi e prevenzione 2026

Legionella negli impianti solari termici: perché i pannelli solari aumentano il rischio, temperature critiche, obblighi di legge, manutenzione preventiva e frequenza di campionamento. Guida 2026.

Team 123legionella9 min di lettura
In questo articolo
  1. 01Perché il solare termico è un fattore di rischio spesso sottovalutato
  2. 02Il ciclo termico critico
  3. 03La struttura dell'impianto favorisce la crescita batterica
  4. 04Impianti solari termici e normativa legionella: cosa dice la legge
  5. 05Chi è obbligato al campionamento
  6. 06Il D.Lgs 18/2023 e i sistemi di distribuzione dell'acqua
  7. 07Le condizioni critiche: quando il rischio è più elevato
  8. 081. Rientro dopo periodi di chiusura
  9. 092. Primavera e autunno
  10. 103. Guasti e manutenzione straordinaria
  11. 114. Sovradimensionamento dell'impianto
  12. 12Come prevenire la legionella negli impianti solari termici
  13. 13Misura 1 — Controllo e registrazione della temperatura
  14. 14Misura 2 — Corretta progettazione del serbatoio
  15. 15Misura 3 — Shock termico periodico (pastorizzazione)
  16. 16Misura 4 — Manutenzione preventiva programmata
  17. 17Misura 5 — Valvole miscelatrici termostatiche: attenzione all'impostazione
  18. 18Piano di campionamento per impianti solari termici
  19. 19Frequenza di campionamento raccomandata
  20. 20Dove prelevare i campioni
  21. 21FAQ — Domande frequenti sull'impianto solare termico e legionella
  22. 22Il solare termico garantisce temperature sufficienti a eliminare la legionella?
  23. 23Un impianto solare residenziale (casa privata) deve fare i campionamenti?
  24. 24Quanto costa un campionamento legionella su un impianto solare termico?
  25. 25Cosa succede se si trova legionella in un impianto solare termico?
  26. 26Quali sono i laboratori accreditati per l'analisi della legionella?
  27. 27Link correlati

Gli impianti solari termici sono diventati un elemento ricorrente negli edifici residenziali, negli hotel, nelle RSA e nelle strutture sportive grazie agli incentivi fiscali e alla spinta verso l'efficienza energetica. Tuttavia, pochi gestori sanno che questi impianti presentano condizioni particolarmente favorevoli alla proliferazione di Legionella pneumophila, a causa di range termici oscillanti, accumuli d'acqua e periodi di stagnazione prolungata.

TL;DR — Risposta in 55 parole

I pannelli solari termici creano zone a temperatura critica (25-50 °C) durante le ore notturne e nelle stagioni intermedie, favorendo la proliferazione di Legionella. Gli impianti con serbatoio di accumulo sono soggetti agli stessi obblighi di campionamento degli altri impianti di ACS (Accordo SR 2015). La manutenzione preventiva e la pastorizzazione periodica sono le misure chiave.


Perché il solare termico è un fattore di rischio spesso sottovalutato #

La percezione comune è che un impianto solare termico, portando l'acqua a temperature elevate, elimini automaticamente il rischio legionella. È un'idea parzialmente corretta ma pericolosamente incompleta.

Il ciclo termico critico #

Un collettore solare piano o a tubi evacuati porta l'acqua a 70-90 °C durante le ore centrali di una giornata soleggiata. Il problema è ciò che accade nelle altre fasi:

Fase temporaleTemperatura acqua serbatoioRischio Legionella
Ore centrali giornata soleggiata70-90 °CAssente (battericida)
Notte / prime ore del mattino30-50 °CCritico (proliferazione attiva)
Stagioni nuvolose / autunno-inverno20-40 °CMolto elevato (zona ottimale)
Stagnazione impianto fermo (vacanze)temperatura ambienteMassimo

La Legionella prolifera nella fascia 25-45 °C e sopravvive fino a 50-55 °C. Ogni volta che il serbatoio si raffredda sotto i 60 °C — cosa che avviene ogni sera — si ricrea la condizione ideale per la moltiplicazione batterica.

La struttura dell'impianto favorisce la crescita batterica #

Un impianto solare termico con accumulo presenta diverse caratteristiche che, dal punto di vista microbiologico, lo rendono un substrato ideale per Legionella:

Ampio serbatoio di accumulo: volumi di 150-500 litri (negli impianti condominiali anche 1.000-3.000 litri) offrono grande superficie interna per la formazione di biofilm.

Stratificazione termica: l'acqua calda tende a raccogliersi nella parte alta del serbatoio mentre quella fredda rimane nella parte bassa. La zona bassa del boiler solare può rimanere a 30-40 °C anche quando la parte alta ha raggiunto 70 °C.

Serpentine e scambiatori: le zone morte negli scambiatori di calore e nei raccordi tra circuito solare e circuito sanitario sono punti critici dove l'acqua stagna.

Integrazione con caldaia o pompa di calore: negli impianti ibridi, i periodi in cui la sorgente solare non è sufficiente e il sistema di integrazione non è attivo creano finestre temporali a temperatura di rischio.


Impianti solari termici e normativa legionella: cosa dice la legge #

L'Accordo Stato-Regioni del 7 maggio 2015 e le successive Linee Guida ISS non fanno distinzione tra acqua calda sanitaria prodotta da caldaia tradizionale, pompa di calore o solare termico. Il parametro di riferimento rimane l'impianto di distribuzione dell'ACS (Acqua Calda Sanitaria).

Chi è obbligato al campionamento #

Sono soggetti a obbligo di valutazione del rischio e campionamento:

  • Strutture ricettive (hotel, B&B, agriturismi) dotate di solare termico per ACS
  • RSA, case di cura e strutture sanitarie con qualsiasi sistema di produzione ACS
  • Palestre, piscine e centri sportivi con spogliatoi e docce alimentate da solare termico
  • Condomini con impianto solare termico centralizzato che alimenta più unità abitative
  • Campeggi e villaggi turistici con sistemi solari collettivi

Le abitazioni unifamiliari private con impianto solare ad uso esclusivo del nucleo familiare non rientrano negli obblighi di campionamento, ma le Linee Guida ISS raccomandano comunque misure preventive.

Il D.Lgs 18/2023 e i sistemi di distribuzione dell'acqua #

Il decreto legislativo 18/2023 (recepimento della Direttiva UE 2020/2184 sull'acqua potabile) ha introdotto il concetto di valutazione del rischio dei sistemi di distribuzione interni per edifici prioritari (ospedali, strutture a uso pubblico con pernottamento). In questo quadro, anche la tipologia di produzione dell'ACS — incluso il solare termico — deve essere documentata nel Water Safety Plan.


Le condizioni critiche: quando il rischio è più elevato #

1. Rientro dopo periodi di chiusura #

Gli impianti solari termici che rimangono fermi durante la chiusura stagionale di una struttura (hotel invernali, campeggi estivi fuori stagione, seconde case) accumulano Legionella nell'acqua stagnante. Il primo utilizzo dopo un periodo di inattività superiore a 7-10 giorni rappresenta il momento di massima esposizione.

2. Primavera e autunno #

Nelle stagioni di transizione, l'irraggiamento solare è insufficiente a portare l'acqua alle temperature battericida, ma sufficiente a mantenerla nella zona critica di 30-45 °C per ore. È il periodo più rischioso dell'anno per gli impianti a solare termico.

3. Guasti e manutenzione straordinaria #

Un guasto al collettore, al circolatore o alla centralina di controllo può mantenere l'acqua del serbatoio a temperatura costantemente critica per giorni senza che il gestore se ne accorga.

4. Sovradimensionamento dell'impianto #

Un impianto dimensionato per copertura estiva al 100% del fabbisogno tende a essere sovradimensionato nelle stagioni intermedie: l'acqua viene riscaldata parzialmente e poi si raffredda senza mai raggiungere la pastorizzazione completa.


Come prevenire la legionella negli impianti solari termici #

Misura 1 — Controllo e registrazione della temperatura #

La misura più semplice ed efficace è la registrazione sistematica delle temperature del serbatoio di accumulo:

  • Temperatura minima giornaliera del serbatoio (punto freddo): deve essere ≥ 60 °C almeno una volta al giorno
  • Temperatura di distribuzione all'uscita: ≥ 55 °C in tutti i punti d'uso
  • Temperatura di ritorno (circuiti ad anello): ≥ 50 °C

Molte centraline di controllo degli impianti solari moderni permettono di impostare una funzione di pastorizzazione notturna: il sistema di integrazione (caldaia o resistenza elettrica) interviene automaticamente se il serbatoio scende sotto i 60 °C.

Misura 2 — Corretta progettazione del serbatoio #

Dal punto di vista tecnico-impiantistico, i serbatoi a stratificazione e i sistemi a doppio serbatoio (buffer solare + accumulo ACS) richiedono un'attenzione specifica:

  • Inserire sonde di temperatura sia nella parte alta che nella parte bassa del serbatoio
  • Evitare zone morte e raccordi non bilanciati
  • Preferire serbatoi smaltati o in acciaio inox (meno favorevoli al biofilm rispetto al polistirene)
  • Dimensionare correttamente il volume in relazione al consumo effettivo

Misura 3 — Shock termico periodico (pastorizzazione) #

La pastorizzazione periodica — portare tutta l'acqua del sistema a ≥ 70 °C per almeno 30 minuti — è la misura di bonifica più efficace e raccomandata dalle Linee Guida ISS 2024.

Per gli impianti solari termici la pastorizzazione può essere automatizzata:

Procedura pastorizzazione solare termico:
1. Verificare che tutti i punti d'uso siano chiusi
2. Impostare la centralina per elevare la temperatura a 70-75 °C
   (tramite resistenza elettrica ausiliaria se irraggiamento insufficiente)
3. Mantenere 70 °C per 30 minuti
4. Aprire progressivamente tutti i rubinetti distali per 5 minuti ciascuno
5. Registrare l'operazione nel registro di manutenzione

Frequenza raccomandata: almeno mensile nelle strutture ad alto rischio, trimestrale per impianti residenziali.

Misura 4 — Manutenzione preventiva programmata #

InterventoFrequenzaNote
Ispezione visiva collettori e circuitoAnnualeVerificare perdite, corrosioni, accumulo calcare
Pulizia e decalcificazione serbatoioAnnualeRimuovere depositi calcarei (substrato per biofilm)
Verifica e sostituzione anodi di magnesioBiennaleAnodi deteriorati rilasciano materiale organico
Controllo valvole di sicurezza e miscelatriciAnnualeLe valvole miscelatrici termostatiche difettose abbassano T° ACS
Campionamento microbiologicoSecondo piano di rischioVedi sezione dedicata

Misura 5 — Valvole miscelatrici termostatiche: attenzione all'impostazione #

Le valvole miscelatrici termostatiche (VMT) sono obbligatorie per prevenire ustioni ai punti d'uso, ma rappresentano un punto critico per il rischio legionella se mal impostate:

  • La VMT deve essere impostata a un minimo di 48-50 °C (mai sotto i 45 °C)
  • La miscelazione avviene nell'ultimo tratto prima del rubinetto: il circuito principale deve rimanere a ≥ 60 °C
  • VMT difettose o incrostate di calcare tendono a bloccarsi in posizione "fredda" abbassando pericolosamente la temperatura del circuito

Piano di campionamento per impianti solari termici #

Frequenza di campionamento raccomandata #

Tipologia strutturaFrequenza baseNote
Hotel, B&B (< 50 camere)SemestraleAumentare a trimestrale in caso di positività
Hotel (> 50 camere)TrimestraleCampionamento in ingresso e nei punti distali
RSA / strutture sanitarieTrimestrale (minimo)Considerare monitoraggio continuo (sensori online)
Palestre / centri sportiviSemestraleCampionamento in estate e in primavera
Condomini (impianto centralizzato)Annuale (o su indicazione ASL)Prima dell'estate e prima dell'inverno
Campeggi / villaggiPrima dell'apertura stagionaleObbligatorio dopo periodi di chiusura > 30 giorni

Dove prelevare i campioni #

Per impianti solari termici, i punti di campionamento raccomandati dalle Linee Guida ISS includono:

  1. Acqua fredda in ingresso all'impianto (campione di controllo)
  2. Uscita del serbatoio solare (punto caldo, parte alta)
  3. Zona fredda del serbatoio (eventuale stratificazione, se accessibile)
  4. Punto d'uso più distale (doccia, rubinetto più lontano dalla fonte)
  5. Ritorno dell'anello di ricircolo (se presente)
  6. Torre di raffrescamento o unità di trattamento aria (se collegate all'impianto idrico)

FAQ — Domande frequenti sull'impianto solare termico e legionella #

Il solare termico garantisce temperature sufficienti a eliminare la legionella? #

Non in modo continuo. Durante le ore notturne e nelle giornate nuvolose la temperatura del serbatoio scende nella zona di rischio. Solo un impianto correttamente configurato con integrazione automatica garantisce ≥ 60 °C costanti.

Un impianto solare residenziale (casa privata) deve fare i campionamenti? #

No, salvo diversa indicazione dell'ASL locale. Le Linee Guida ISS 2015 escludono le abitazioni private ad uso esclusivo del nucleo familiare. Tuttavia, è raccomandata la manutenzione preventiva annuale.

Quanto costa un campionamento legionella su un impianto solare termico? #

Il costo dipende dal numero di punti di campionamento. Indicativamente:

  • 2-3 punti di prelievo: 120-250 € (analisi inclusa)
  • 5-6 punti di prelievo: 300-500 €
  • Piano completo con sopralluogo + 6 campioni + relazione tecnica: 450-800 €

Cosa succede se si trova legionella in un impianto solare termico? #

La procedura è la stessa di qualsiasi altro impianto ACS positivo: bonifica (shock termico o trattamento chimico con biocidi), verifica delle cause (temperatura, manutenzione), campionamento di conferma a 14-21 giorni. Se il gestore non interviene in tempi adeguati rischia sanzioni da 1.000 a 5.164,57 € (D.Lgs 81/2008) e, in caso di contagio di ospiti o lavoratori, responsabilità penale.

Quali sono i laboratori accreditati per l'analisi della legionella? #

I campioni devono essere analizzati da laboratori accreditati ACCREDIA secondo la norma UNI EN ISO 11731:2017. Puoi verificare l'accreditamento sul portale Accredia o richiedere l'elenco all'ASL competente.



Articolo redatto dal team tecnico di 123legionella.com. Le informazioni hanno scopo informativo e non sostituiscono la consulenza di un tecnico abilitato. Per un preventivo gratuito sull'analisi del rischio legionella del tuo impianto solare termico, contattaci.

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Autore

Team 123legionella

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