In questo articolo
- 01Perché le strutture sanitarie sono una categoria a sé
- 02Aree critiche e classificazione del rischio
- 03Aree ad altissimo rischio (categoria 1)
- 04Aree ad alto rischio (categoria 2)
- 05Aree a rischio standard (categoria 3)
- 06Frequenze di campionamento per strutture sanitarie
- 07Il ruolo del Comitato per il Controllo delle Infezioni (CIO)
- 08Protocollo di risposta alla positività in ambiente sanitario
- 09Positività rilevabile fino a 999 UFC/L (aree categoria 1)
- 10Positività ≥ 1.000 UFC/L (qualsiasi area sanitaria)
- 11Positività ≥ 1.000 UFC/L in reparto trapianti/UTI
- 12Punti di campionamento specifici in ambito ospedaliero
- 13FAQ — Legionella in ospedali e strutture sanitarie
Negli ospedali e nelle strutture sanitarie la gestione del rischio Legionella richiede un approccio più rigoroso rispetto a qualsiasi altra categoria di struttura. Il motivo è semplice: i pazienti ricoverati — immunocompromessi, trapiantati, oncologici, neonati prematuri, anziani con comorbidità — hanno una probabilità di sviluppare la forma polmonare grave (Malattia dei Legionari) molto più alta rispetto alla popolazione generale, e una letalità sensibilmente superiore a quella dei casi comunitari. Un singolo caso nosocomiale di legionellosi è al tempo stesso un evento avverso grave, un fallimento del sistema di prevenzione e, nel contesto normativo italiano, un possibile reato.
Questa guida è rivolta a direttori sanitari, responsabili qualità, facility manager ospedalieri e referenti del Comitato per il Controllo delle Infezioni (CIO) che devono costruire o aggiornare il protocollo di controllo Legionella conforme alle normative 2026.
TL;DR — Risposta in 60 parole
Le strutture sanitarie applicano criteri più restrittivi: nei reparti con pazienti ad altissimo rischio la Legionella deve risultare non rilevabile, negli altri reparti si interviene a concentrazioni più basse del ricettivo. Campionamento trimestrale raccomandato nelle aree critiche e semestrale nel resto della struttura. La gestione integra il piano di autocontrollo con la sorveglianza epidemiologica del CIO. Una positività in reparto trapiantati o oncoematologia richiede misure immediate (filtri terminali, sospensione dei punti, bonifica) e la valutazione della chiusura alle nuove ammissioni.
Perché le strutture sanitarie sono una categoria a sé #
Le Linee guida dell'Accordo Stato-Regioni 7 maggio 2015 dedicano un capitolo specifico alle strutture sanitarie e socio-sanitarie (ospedali, RSA, lungodegenze), considerate ad alto rischio per tre ragioni convergenti:
- Vulnerabilità degli utenti: pazienti in terapia immunosoppressiva, chemioterapia, dialisi, post-trapianto presentano una risposta immunitaria compromessa che non riesce a contenere la polmonite da Legionella
- Intensità dell'esposizione: docce, nebulizzatori terapeutici, sistemi di umidificazione, ventilatori, broncoaspirazione — punti di generazione di aerosol sono molto più numerosi che in qualsiasi altra struttura
- Complessità impiantistica: gli impianti ospedalieri sono spesso datati, ampliati in più fasi, con tratti abbandonati o poco usati, e gestiti da più appaltatori con scarsa integrazione documentale
In questo contesto, lo schema di soglie previsto per le strutture non sanitarie è insufficiente. Le Linee guida 2015 e le ECDC European Technical Guidelines prevedono per le strutture sanitarie un regime più restrittivo.
Aree critiche e classificazione del rischio #
Aree ad altissimo rischio (categoria 1) #
Reparti dove anche una concentrazione moderata di Legionella può causare una polmonite fatale nei pazienti:
- UTI (Unità di Terapia Intensiva) e sub-intensiva
- Reparti di oncoematologia e trapianto di organi/midollo
- Neonatologia e terapia intensiva neonatale (TIN)
- Reparti di immunologia e HIV
- Sale operatorie e aree sterili
In queste aree le Linee guida 2015 chiedono che la Legionella sia non rilevabile: qualsiasi positività attiva immediatamente il protocollo di risposta, con campionamento aggiuntivo entro 48 ore, verifica del sistema impiantistico e comunicazione al CIO.
Aree ad alto rischio (categoria 2) #
- Reparti di pneumologia e malattie infettive
- Dialisi
- Reparti di geriatria e lungodegenza
- Pronto Soccorso con pazienti immunocompromessi
In queste aree si interviene comunque a concentrazioni più basse rispetto al ricettivo. Nello schema operativo che applichiamo l'allerta scatta da 100 UFC/L e la bonifica sopra 1.000 UFC/L, con intervento entro 24-48 ore.
Aree a rischio standard (categoria 3) #
- Reparti di degenza ordinaria con pazienti non immunocompromessi
- Ambulatori, laboratori, servizi amministrativi
- Aree di supporto (mensa, lavanderia, magazzini)
In queste aree si parte dallo schema delle Linee guida 2015 (≤ 100 / 101-1.000 / 1.001-10.000 / > 10.000 UFC/L, con il criterio della percentuale di campioni positivi), applicato con maggiore prudenza rispetto al ricettivo.
Frequenze di campionamento per strutture sanitarie #
Le frequenze di campionamento nelle strutture sanitarie sono le più elevate tra tutte le tipologie di struttura:
| Area | Frequenza base | Condizioni di intensificazione |
|---|---|---|
| Aree categoria 1 (UTI, trapianti, TIN) | Trimestrale | Semestrale post-bonifica con risultati favorevoli per almeno 12 mesi |
| Aree categoria 2 (dialisi, geriatria) | Trimestrale | — |
| Aree categoria 3 (degenza ordinaria) | Semestrale | Trimestrale in caso di impianto datato o primo anno di sorveglianza |
| Torri evaporative e HVAC | Trimestrale | E sempre prima della stagione estiva |
| Post-bonifica (qualsiasi area) | Mensile per 3 mesi, poi trimestrale per 9 mesi | Rientro a regime ordinario solo con 3 consecutive negatività |
Il ruolo del Comitato per il Controllo delle Infezioni (CIO) #
In struttura ospedaliera, il controllo della Legionella non può essere gestito dal solo facility manager: richiede il coordinamento con il CIO (o CCO - Comitato per il Controllo delle Infezioni Ospedaliere). Il CIO integra la sorveglianza ambientale con la sorveglianza epidemiologica clinica, creando un sistema di allerta incrociata.
Le competenze del CIO nel protocollo Legionella includono:
- Sorveglianza clinica attiva: ogni polmonite comparsa durante il ricovero va valutata anche per legionella, considerando l'origine nosocomiale finché non è esclusa; si esegue la ricerca dell'antigene urinario (UAT, che rileva il sierogruppo 1) e, quando possibile, la coltura da campioni respiratori per il confronto con gli isolati ambientali
- Notifica e indagine epidemiologica: un caso accertato di legionellosi nosocomiale va notificato all'ASL entro 48 ore (DM 15 dicembre 1990, sistema aggiornato con PREMAL, DM 7/3/2022); il CIO avvia l'indagine di correlazione ambientale
- Integrazione con i dati ambientali: i rapporti di prova delle analisi legionella vengono esaminati dal CIO che valuta la coerenza tra i dati ambientali e l'andamento clinico
- Decisioni di chiusura/riapertura reparti: in caso di focolaio nosocomiale, il CIO raccomanda la direzione sanitaria sulla sospensione delle attività nell'area interessata durante la bonifica
Protocollo di risposta alla positività in ambiente sanitario #
A differenza delle strutture ricettive, in ambito ospedaliero la risposta alla positività è più rapida e più articolata:
Positività rilevabile fino a 999 UFC/L (aree categoria 1) #
- Comunicazione immediata al CIO e al responsabile della struttura
- Sopralluogo tecnico entro 24 ore per identificare la fonte
- Campionamento aggiuntivo sui punti adiacenti entro 48 ore
- Verifica temperatura impianto e funzionamento ricircolo ACS
- Attivazione misure temporanee nelle aree colpite (es. docce su cui applicare filtri terminali 0,2 µm)
- Aggiornamento del DVR Legionella
Positività ≥ 1.000 UFC/L (qualsiasi area sanitaria) #
- Notifica immediata al CIO e alla direzione sanitaria
- Bonifica entro 24-48 ore (shock termico ≥ 70 °C o iperclorazione concentrazione 20-50 mg/L) sui punti positivi e sull'intera rete del settore interessato
- Sospensione temporanea dell'uso delle docce nelle aree colpite; installazione di filtri terminali a membrana 0,2 µm nei punti a rischio
- Campionamento di controllo post-bonifica entro 72 ore dalla fine dell'intervento
- Valutazione clinica attiva retrospettiva: screening dei pazienti ricoverati nei 2-10 giorni precedenti con sintomi respiratori
- Notifica all'ASL di ogni caso clinico confermato (entro 48 ore) e collaborazione all'indagine epidemiologica
Positività ≥ 1.000 UFC/L in reparto trapianti/UTI #
In aggiunta alle azioni precedenti:
- Chiusura temporanea del reparto alle nuove ammissioni durante la bonifica (valutata dalla direzione sanitaria in base alla disponibilità di aree alternative)
- Installazione di filtri terminali 0,2 µm su tutti i punti d'acqua del reparto per tutta la durata del monitoraggio post-bonifica
- Piano di monitoraggio mensile per almeno 12 mesi consecutivi
Punti di campionamento specifici in ambito ospedaliero #
Oltre ai punti standard indicati dalle Linee guida 2015 (punti distali, serbatoi, ricircoli), con analisi secondo UNI EN ISO 11731:2017, in ospedale vanno inclusi nel piano di campionamento:
- Docce reparti critici (UTI, trapianti, TIN): punto di prelievo da includere sempre
- Lavandini dei bagni dei pazienti in reparti categoria 1 e 2
- Punti di erogazione per broncoaspirazione e aerosolterapia (se alimentati da rete idrica non sterile)
- Vaschette di raccolta condensa nei fan coil dei reparti (spesso dimenticate nella mappatura)
- Rami ciechi dei tratti di rete non utilizzati dopo ristrutturazioni
- Fontanelle di idratazione nei corridoi e nelle aree di attesa
FAQ — Legionella in ospedali e strutture sanitarie #
Un caso di legionellosi in un paziente ricoverato è automaticamente nosocomiale? Non automaticamente. Si definisce legionellosi nosocomiale confermata se il paziente è stato ricoverato per tutti i 10 giorni precedenti l'insorgenza dei sintomi. Se ha avuto anche esposizioni esterne, il caso è classificato come "possibilmente nosocomiale" e richiede ugualmente l'indagine ambientale. In entrambi i casi la notifica è obbligatoria.
I filtri terminali sterili sostituiscono la bonifica? No. I filtri terminali 0,2 µm sono una misura tampone per proteggere i pazienti più vulnerabili durante il periodo di intervento, ma non eliminano la Legionella dalla rete idrica. La bonifica dell'impianto è indispensabile e deve essere completata nel minor tempo possibile.
L'analisi per Legionella con metodo qPCR è accettata nelle strutture sanitarie? La qPCR (biologia molecolare) fornisce risultati in 24-48 ore contro i 7-10 giorni della coltura ISO 11731:2017 ed è utile per decisioni tempestive in contesto di emergenza. Tuttavia, la coltura su terreno GVPC rimane il metodo di riferimento normativo per la reportistica ufficiale e non può essere sostituita dalla qPCR nei rapporti di prova destinati alle autorità sanitarie.
Le RSA hanno gli stessi obblighi degli ospedali? Le RSA e le strutture di lungodegenza seguono un protocollo analogo a quello ospedaliero per le aree dove sono accolti ospiti immunocompromessi o con gravi patologie. Le frequenze di campionamento sono trimestrali e si applicano i criteri più prudenti delle strutture sanitarie. Per il protocollo completo RSA vedi la guida specifica.
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Articolo redatto dal Team 123legionella. Fonti normative: D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 (Titolo X, artt. 266-286); Accordo Stato-Regioni 7 maggio 2015 (Rep. 79/CSR); ECDC European Technical Guidelines for the Prevention, Control and Investigation of Infections Caused by Legionella species, 2017; DM 15 dicembre 1990 (malattie infettive soggette a notifica) e DM 7 marzo 2022 (PREMAL); UNI EN ISO 11731:2017.
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Autore
Team 123legionella
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