Azienda manifatturiera in Lombardia: due torri evaporative integrate in un piano legionella unificato
Stabilimento produttivo con due torri evaporative critiche per il raffreddamento di processo e una rete sanitaria con dodici punti di prelievo. Un piano integrato che ha ridotto la carica microbiologica del 99 percento sulle torri e abbattuto i costi di manutenzione idrica del 22 percento.
2
Torri monitorate
12
Punti rete sanitaria
−99%
Riduzione carica torri
▼
−22%
Costo manutenzione idrica
▼
Il problema
Lo stabilimento, attivo nel settore metalmeccanico con circa centottanta dipendenti, dispone di due torri evaporative per il raffreddamento di linee produttive sensibili alla temperatura. La gestione delle torri era affidata a un manutentore esterno che eseguiva trattamenti chimici e una rete sanitaria interna (uffici, mensa, spogliatoi con docce di fine turno) era invece presidiata da un altro fornitore per i campionamenti annuali. La frammentazione generava tre problemi: piano legionella di stabilimento incoerente, sovrapposizione di costi su trattamenti analoghi, difficoltà di rendicontazione consolidata verso il gruppo capogruppo. L'HSE Manager aveva mandato di unificare il piano entro l'esercizio fiscale.
L'approccio
Abbiamo strutturato un piano integrato a sei mesi articolato in tre fasi. Fase uno (mese 1-2): assessment completo con censimento documentale di torri e rete sanitaria, redazione di un nuovo DVR legionella unificato per lo stabilimento, definizione di un piano di campionamento integrato su quattordici punti (dodici rete sanitaria, due torri). Fase due (mese 3-4): implementazione operativa con primo campionamento di baseline su tutti i punti, revisione del trattamento chimico delle torri (continuità del manutentore esistente ma con piano di trattamento revisionato e KPI condivisi), formazione HSE al personale di stabilimento. Fase tre (mese 5-6): secondo campionamento di controllo, audit interno congiunto, reportistica consolidata.
Il risultato
Sulle torri evaporative la carica di Legionella spp. è passata da valori medi di circa 8.500 UFC/L (baseline su due torri) a meno di 100 UFC/L sul campionamento di controllo a sei mesi: una riduzione del 99 percento ottenuta non con shock chimici aggressivi ma con stabilizzazione del programma di trattamento e introduzione di controlli analitici intermedi. La rete sanitaria si è mantenuta sotto soglia su tutti e dodici i punti monitorati. La consolidazione del piano ha permesso di rivedere i contratti con i due fornitori storici: in totale i costi di manutenzione e analisi idrica dello stabilimento si sono ridotti del 22 percento su base annua, con un livello di copertura tecnica decisamente superiore. L'HSE Manager ha consegnato al gruppo un report consolidato unico, replicato come template per altri stabilimenti.
Il perimetro: torri e rete sanitaria, due mondi da unire
Lo stabilimento occupa circa quattordicimila metri quadri coperti tra capannone produttivo, palazzina uffici, mensa aziendale e blocco spogliatoi. Le due torri evaporative servono il raffreddamento di pressofusione e di una linea di trattamento termico, con esercizio continuo otto mesi l'anno. Sono entrambe a tiraggio meccanico, separatori di gocce in buono stato, ma con storicità di interventi diversa: una più recente con programma di trattamento consolidato, l'altra installata da circa quindici anni e con interventi più sporadici.
La rete sanitaria interna serve circa centottanta dipendenti con uffici, mensa, ventiquattro docce di fine turno distribuite su due blocchi. Impianto centralizzato con accumulo da cinquemila litri, ricircolo, sanificazione termica programmata annualmente. Sulla carta tutto in ordine, nella pratica due piani che non si parlavano.
L'assessment: censimento prima di tutto
Nei primi sessanta giorni abbiamo raccolto tutta la documentazione esistente: DVR legionella di stabilimento (frammentato in due documenti), schede tecniche delle torri, registri di trattamento chimico degli ultimi trentasei mesi, referti di laboratorio degli ultimi quattro anni sulla rete sanitaria, registro temperature. Da quel materiale è emersa una verità tipica di queste situazioni: nessuno guardava il quadro complessivo, ognuno presidiava bene la propria fetta.
Le torri: stabilizzare, non scioccare
Sulla torre più datata la baseline di Legionella spp. era a circa 12.000 UFC/L, sull'altra circa 5.000 UFC/L. Valori non da emergenza ma sufficientemente alti da raccomandare interventi correttivi mirati e un monitoraggio analitico intermedio. La tentazione, comune in queste situazioni, sarebbe stata uno shock chimico aggressivo. Abbiamo invece scelto di stabilizzare il programma di trattamento con il manutentore esistente, aggiungendo: campionamento mensile per i primi tre mesi (anziché trimestrale), revisione del biocida con introduzione di rotazione tra molecole diverse, monitoraggio di carica batterica totale come indicatore precoce.
Mese 0 (baseline): torre A 12.000 UFC/L, torre B 5.000 UFC/L.
Mese 1: torre A 4.200 UFC/L, torre B 2.100 UFC/L.
Mese 2: torre A 850 UFC/L, torre B 420 UFC/L.
Mese 3: torre A 180 UFC/L, torre B sotto 100 UFC/L.
Mese 6 (controllo): entrambe sotto 100 UFC/L.
La rete sanitaria: dodici punti, stabilità confermata
I dodici punti della rete sanitaria sono risultati sotto soglia su entrambi i campionamenti (baseline e controllo a sei mesi), con valori massimi a 65 UFC/L su un terminale distale di un blocco spogliatoi a basso utilizzo. La continuità di esito è stata interpretata come conferma di un piano sanitario già adeguato: il valore aggiunto, qui, è stato integrare quei dati nel report consolidato e mostrare alla direzione che l'attenzione era equilibrata tra rete sanitaria (a basso rischio reale) e torri (il vero perimetro critico).
Il consolidamento economico
La revisione contrattuale, fatta a piano già operativo per dimostrare il valore aggiunto, ha portato a una riduzione complessiva del 22 percento sui costi annui di manutenzione e analisi idrica. La quota maggiore di risparmio è venuta dall'eliminazione di sovrapposizioni: due fornitori che eseguivano campionamenti analoghi su punti contigui, due laboratori diversi con metodi differenti, due reportistiche che richiedevano riconciliazione manuale.
“Ho consegnato al direttore di stabilimento un report unico, dieci pagine, in cui la situazione legionella dell'azienda si legge in tre grafici. Prima avevo otto documenti che si contraddicevano sui dettagli e nessuna sintesi possibile in riunione di direzione.”
HSE Manager del gruppo industriale
“Il vero risultato non è il meno 99 percento sulle torri, che era prevedibile con un programma fatto bene. Il vero risultato è che ora abbiamo un cruscotto unico, un linguaggio tecnico coerente e una governance del rischio idrico che parla la stessa lingua del nostro sistema HSE.”
HSE Manager · Stabilimento manifatturiero centottanta dipendenti, Lombardia
Stabilimento alimentare con tre torri evaporative critiche per il processo produttivo e una rete idrica utilizzata anche per il lavaggio delle linee di produzione. Sei mesi per integrare in un singolo piano legionella torri, rete sanitaria e impianto idrico di processo, con vincoli HACCP cogenti.
Struttura ricettiva di collina chiusa per quattro mesi invernali. Al campionamento di riapertura quattro punti su otto risultano positivi: ricostruiamo il percorso che, in dodici giorni, ha riportato l'impianto sotto soglia e prodotto la documentazione richiesta dal tour operator.
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