Nelle strutture sanitarie il protocollo è più severo: i pazienti immunodepressi richiedono soglie d'azione più basse e campionamenti più frequenti nei reparti a rischio. Le RSA della provincia, da Città di Castello a Todi, hanno spesso impianti cresciuti per ampliamenti successivi, con rami non più utilizzati. La valutazione del rischio individua questi tratti e propone interventi concreti, dalla rimozione del ramo morto all'installazione di filtri terminali nei punti più delicati.
Per le ispezioni dell'Azienda USL Umbria 1 prepariamo un fascicolo con planimetria dei punti di prelievo, esiti e azioni correttive.
Le palestre e i centri sportivi universitari meritano una nota a parte: docce collettive usate intensamente in alcune fasce orarie e quasi ferme in altre, spesso con produzione di acqua calda a pompa di calore e accumuli di grande volume. Qui il campionamento va fatto al mattino, prima dell'uso, per fotografare l'acqua rimasta ferma durante la notte.
Un ultimo aspetto riguarda gli edifici del centro storico: le quote alte del colle e le autoclavi che spingono l'acqua ai piani superiori creano differenze di pressione e di temperatura tra un piano e l'altro. Per questo nei palazzi perugini scegliamo i punti di prelievo per altezza, oltre che per distanza dalla centrale.