Top 5 regioni per incidenza
Dove la pressione è più alta
- 1Trentino-Alto Adige16.6/100k
- 2Lombardia13.3/100k
- 3Friuli-Venezia Giulia11.9/100k
- 4Emilia-Romagna11.7/100k
- 5Veneto11.1/100k
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Incidenza regionale dei casi notificati nell'anno 2023, confronto con il 2022, top 5 regioni a maggior rischio e trend nazionale 2019-2023. Dataset open in CC BY 4.0 pronto per essere citato da redazioni, giornalisti e ricercatori.
Dati di esempio basati sulla distribuzione ISS — sostituire con i dati ufficiali del Rapporto annuale sulla legionellosi in Italia
Top 5 regioni per incidenza
Trend nazionale 2019-2023
Casi notificati 2023, confronto 2022, incidenza per 100.000 abitanti e variazione anno su anno.
| Regione | Casi 2023 | Casi 2022 | /100k | YoY |
|---|---|---|---|---|
| Abruzzo | 88 | 81 | 6.88 | +8.6% |
| Basilicata | 18 | 16 | 3.33 | +12.5% |
| Calabria | 54 | 48 | 2.92 | +12.5% |
| Campania | 244 | 228 | 4.39 | +7% |
| Emilia-Romagna | 520 | 470 | 11.74 | +10.6% |
| Friuli-Venezia Giulia | 142 | 128 | 11.93 | +10.9% |
| Lazio | 590 | 552 | 10.33 | +6.9% |
| Liguria | 138 | 121 | 9.20 | +14% |
| Lombardia | 1320 | 1210 | 13.27 | +9.1% |
| Marche | 122 | 110 | 8.24 | +10.9% |
| Molise | 14 | 12 | 4.83 | +16.7% |
| Piemonte | 412 | 388 | 9.69 | +6.2% |
| Puglia | 186 | 168 | 4.74 | +10.7% |
| Sardegna | 94 | 86 | 5.95 | +9.3% |
| Sicilia | 162 | 148 | 3.35 | +9.5% |
| Toscana | 392 | 360 | 10.71 | +8.9% |
| Trentino-Alto Adige | 178 | 162 | 16.64 | +9.9% |
| Umbria | 76 | 68 | 8.89 | +11.8% |
| Valle d'Aosta | 8 | 6 | 6.50 | +33.3% |
| Veneto | 540 | 498 | 11.13 | +8.4% |
Trasparenza completa su perimetro, definizioni e limiti del dataset.
Nota: i valori in pagina sono dati di esempio coerenti con la distribuzione storica ISS, utilizzati come placeholder fino al rilascio del prossimo aggiornamento annuale ufficiale. Per ricerche e citazioni accademiche fare sempre riferimento al sito ISS.
Per giornalisti e redazioni
Dataset completo delle 20 regioni in formato CSV. Licenza Creative Commons Attribution 4.0: puoi pubblicare grafici, articoli e dataset derivati citando 123 Legionella come fonte e linkando questa pagina.
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<iframe src="https://123legionella.com/embed/mappa-legionella" width="100%" height="780" frameborder="0" loading="lazy" title="Mappa casi legionellosi Italia — 123legionella.com"></iframe>Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, in Italia nel 2024 sono stati notificati 4.627 casi di legionellosi, pari a 78,5 casi per milione di abitanti, con un aumento del 18% rispetto al 2023. I valori regionali della mappa sono invece dati di esempio: per citazioni e confronti usate sempre il rapporto ISS.
La mappa serve a capire come si distribuisce il fenomeno e come si costruisce un indicatore regionale. I numeri ufficiali sono pubblicati dall’ISS sul Bollettino Epidemiologico Nazionale e ripresi da EpiCentro. Il rapporto sui dati 2024 è uscito sul Bollettino Epidemiologico Nazionale 2025, volume 6, numero 2; quello sui dati 2023 sul numero 3 del 2024.
Il tasso di notifica è il rapporto tra i casi segnalati in un anno e la popolazione residente. Si esprime per milione o per 100.000 abitanti. I rapporti ISS usano di solito il milione, la mappa usa i 100.000: 78,5 casi per milione corrispondono a 7,85 casi per 100.000 abitanti.
Il tasso misura i casi diagnosticati e segnalati, non tutte le infezioni avvenute. La legionellosi si conferma con esami specifici, come l’antigene urinario o la coltura, che non vengono eseguiti in ogni polmonite. Una regione con tasso basso può quindi avere meno casi oppure meno diagnosi.
La segnalazione segue un percorso definito. Il medico che diagnostica il caso invia la scheda di sorveglianza alla ASL e all’ISS entro 48 ore. I casi sono classificati come confermati o probabili secondo la definizione europea della Decisione di esecuzione (UE) 2018/945 della Commissione. Il sistema nazionale è attivo dal 1983.
Nel 2024 il tasso grezzo è stato di 110,6 casi per milione al Nord, 95,6 al Centro e 17,5 al Sud. Le regioni con i valori più alti sono state Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana; le più basse Sicilia, Calabria e Campania. Sei regioni hanno notificato da sole l’81% dei casi.
Il divario va letto con cautela. Nelle conclusioni del rapporto l’ISS ricorda che la legionellosi è considerata una malattia sottodiagnosticata e che in alcune Regioni non si può escludere una sottonotifica dei casi. Un valore basso, quindi, non dimostra un rischio minore negli impianti di quella regione.
Prima di pubblicare un dato conviene seguire una verifica in quattro passaggi.
Gli obblighi non dipendono dal tasso regionale. Le Linee guida nazionali del 7 maggio 2015 e il D.Lgs. 18/2023 si applicano in tutto il Paese, dal Nord alle Isole. Il dato epidemiologico aiuta però a fissare le priorità: quasi un caso su dieci è associato a viaggi, quindi hotel, campeggi e strutture ricettive sono osservati con attenzione anche dalla rete europea.
I casi nosocomiali sono pochi in percentuale, ma riguardano pazienti già fragili. Per ospedali, cliniche e RSA la sorveglianza ambientale va quindi pianificata con frequenze più strette, indipendentemente dalla regione in cui si trova la struttura.
Serie e indicatori raccolti dall’Osservatorio di 123Legionella.
Consulta i dati dell’OsservatorioCome funziona la segnalazione europea dei cluster nelle strutture ricettive.
Linee guida ECDC ed ELDSNet sui casi associati a viaggiProtocolli di controllo per strutture con utenza fragile.
Prevenzione nelle RSA e nelle clinicheValutazione dell’impianto e piano di campionamento.
Prenota un sopralluogo nella tua regionePerché i valori regionali in pagina sono dati di esempio, costruiti per mostrare il funzionamento della mappa in attesa del caricamento del dataset ufficiale. I numeri ufficiali sono quelli dell’Istituto Superiore di Sanità: 3.911 casi nel 2023 e 4.627 nel 2024. Per articoli, tesi o report citate sempre il Bollettino Epidemiologico Nazionale con anno, volume e numero.
Si divide per dieci. Il tasso di notifica italiano del 2024, pari a 78,5 casi per milione di abitanti, equivale a 7,85 casi per 100.000. Prima di confrontare due fonti controllate anche se il tasso è grezzo o standardizzato per età e sesso: il valore standardizzato è più basso e non è confrontabile con quello grezzo.
Il medico che pone la diagnosi. Secondo la procedura descritta dall’ISS, invia la scheda di sorveglianza alla ASL competente e all’Istituto Superiore di Sanità entro 48 ore. Il gestore della struttura non notifica il caso, ma deve collaborare all’indagine ambientale della ASL fornendo registri, referti e accesso agli impianti.