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Analisi Legionella Italia

Approfondimento tecnico

Legionella negli impianti di climatizzazione: torri evaporative e UTA

Torri di raffreddamento, condensatori evaporativi e unità di trattamento aria sono le sorgenti più temute. Una lettura tecnica dei punti critici e degli interventi efficaci.

TecnicoIng. Lorenzo Ferri10 min di lettura

Quando si parla di legionellosi su larga scala, l'attenzione tecnica si sposta dai rubinetti agli impianti di climatizzazione. Torri evaporative, condensatori evaporativi e unità di trattamento aria possono generare aerosol respirabili a centinaia di metri di distanza. Diversi cluster epidemici italiani sono stati ricondotti proprio a questi impianti: per chi gestisce sedi industriali, centri commerciali, ospedali o grandi alberghi è uno degli ambiti più sorvegliati dalle ASL.

Perché le torri evaporative sono ambienti ideali per la legionella

Le torri di raffreddamento e i condensatori evaporativi funzionano con acqua in ricircolo continuo, esposta all'aria, a temperature comprese tra 25 e 45 °C: l'intervallo ottimale per la proliferazione di Legionella spp. A questo si aggiungono biofilm, depositi di calcare, alghe e detriti aerodispersi che alimentano la colonia. Il vapore generato dal contatto aria-acqua trasporta poi gocce respirabili nell'ambiente esterno.

Censimento e notifica delle torri

Molte Regioni hanno introdotto l'obbligo di censimento delle torri evaporative e dei condensatori. Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Toscana e Lazio dispongono di registri o piattaforme dedicate dove il gestore deve notificare numero, posizione e caratteristiche tecniche degli impianti. La mancata iscrizione, anche in assenza di eventi, costituisce violazione amministrativa.

Punti critici di una torre o di un condensatore

  • Vasca di raccolta: deposito di sedimenti, biofilm, materiale aerodisperso.
  • Pacco di scambio: superficie ampia, temperatura ideale, biofilm strutturato.
  • Separatori di gocce: se danneggiati, lasciano passare aerosol contaminato.
  • Bypass e tratti di tubazione non in uso: rami morti del circuito.
  • Sistema di reintegro: qualità dell'acqua di rabbocco e dosaggio biocidi.

Frequenze di controllo e parametri

Per le torri evaporative la prassi consolidata prevede campionamento trimestrale di Legionella spp., controllo settimanale dei biocidi e ispezione visiva almeno mensile. I parametri chimico-fisici da registrare includono pH, conducibilità, durezza, residuo di biocida ossidante (cloro libero o bromo) e non ossidante. La pulizia e sanificazione integrale è richiesta almeno una volta l'anno, con frequenza aumentata in caso di esiti positivi.

Vedi anche:Piano di autocontrollo annuale

Unità di trattamento aria (UTA): quando contano

Le UTA con sezione di umidificazione adiabatica o a vapore possono diventare fonte di aerosol contaminato se la qualità dell'acqua di alimentazione non è controllata. Il rischio è particolarmente alto negli umidificatori a pacco bagnato non manutenuti, dove l'acqua ristagna sulle superfici di scambio. Anche le batterie di raffreddamento producono condensa che può raccogliersi in vasche di drenaggio e diventare punto di sviluppo.

  • Verifica annuale dello stato del pacco umidificante o del sistema a ugelli.
  • Sanificazione e disincrostazione delle bacinelle di condensa.
  • Controllo dello scarico continuo e dei sifoni.
  • Qualità dell'acqua di alimentazione (analisi microbiologiche periodiche).
  • Sostituzione filtri secondo piano manutentivo del costruttore.

Trattamenti chimici e fisici nelle torri

Il controllo della legionella in torre passa da un trattamento combinato: biocida ossidante (ipoclorito stabilizzato, dicloroisocianurato, biossido di cloro) in dosaggio continuo o shock, biocida non ossidante a rotazione (isotiazolinoni, glutaraldeide, DBNPA) per evitare resistenze, dispersanti per il biofilm e inibitori di corrosione. Il dosaggio è normalmente automatizzato con centraline e sonde di redox o di residuo libero.

Bonifica in caso di positività

In presenza di esito positivo si applica un protocollo di shock: svuotamento della vasca, pulizia meccanica di pacco di scambio e separatori di gocce, lavaggio chimico ad alta concentrazione (di norma 50 mg/L di cloro libero per almeno 5 ore o protocolli equivalenti con biossido di cloro), risciacquo e ricampionamento di verifica a 48 ore e a 30 giorni dalla bonifica. La torre va isolata dal flusso d'aria del comprensorio durante l'intervento.

Vedi anche:Caso studio: positività in hotel 4 stelle

Una torre evaporativa correttamente progettata e regolarmente bonificata è un impianto sicuro. Una torre dimenticata diventa un emettitore continuo di aerosol contaminato.
Rapporto ISTISAN 2013/29

Errori progettuali ricorrenti

  • Torri installate in prossimità di prese d'aria di edifici.
  • Assenza o danneggiamento di separatori di gocce.
  • Tubazioni con rami morti mai isolati dopo modifiche di impianto.
  • Mancanza di accessi ispettivi per pulizia vasche e pacco.
  • Sistemi di dosaggio biocidi senza allarme di basso livello reagente.

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