Quando si parla di legionellosi su larga scala, l'attenzione tecnica si sposta dai rubinetti agli impianti di climatizzazione. Torri evaporative, condensatori evaporativi e unità di trattamento aria possono generare aerosol respirabili a centinaia di metri di distanza. Diversi cluster epidemici italiani sono stati ricondotti proprio a questi impianti: per chi gestisce sedi industriali, centri commerciali, ospedali o grandi alberghi è uno degli ambiti più sorvegliati dalle ASL.
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In questo articolo
- 01Perché le torri evaporative sono ambienti ideali per la legionella
- 02Censimento e notifica delle torri
- 03Punti critici di una torre o di un condensatore
- 04Frequenze di controllo e parametri
- 05Unità di trattamento aria (UTA): quando contano
- 06Trattamenti chimici e fisici nelle torri
- 07Bonifica in caso di positività
- 08Errori progettuali ricorrenti
Perché le torri evaporative sono ambienti ideali per la legionella
Le torri di raffreddamento e i condensatori evaporativi funzionano con acqua in ricircolo continuo, esposta all'aria, a temperature comprese tra 25 e 45 °C: l'intervallo ottimale per la proliferazione di Legionella spp. A questo si aggiungono biofilm, depositi di calcare, alghe e detriti aerodispersi che alimentano la colonia. Il vapore generato dal contatto aria-acqua trasporta poi gocce respirabili nell'ambiente esterno.
Censimento e notifica delle torri
Molte Regioni hanno introdotto l'obbligo di censimento delle torri evaporative e dei condensatori. Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Toscana e Lazio dispongono di registri o piattaforme dedicate dove il gestore deve notificare numero, posizione e caratteristiche tecniche degli impianti. La mancata iscrizione, anche in assenza di eventi, costituisce violazione amministrativa.
Punti critici di una torre o di un condensatore
- Vasca di raccolta: deposito di sedimenti, biofilm, materiale aerodisperso.
- Pacco di scambio: superficie ampia, temperatura ideale, biofilm strutturato.
- Separatori di gocce: se danneggiati, lasciano passare aerosol contaminato.
- Bypass e tratti di tubazione non in uso: rami morti del circuito.
- Sistema di reintegro: qualità dell'acqua di rabbocco e dosaggio biocidi.
Frequenze di controllo e parametri
Per le torri evaporative la prassi consolidata prevede campionamento trimestrale di Legionella spp., controllo settimanale dei biocidi e ispezione visiva almeno mensile. I parametri chimico-fisici da registrare includono pH, conducibilità, durezza, residuo di biocida ossidante (cloro libero o bromo) e non ossidante. La pulizia e sanificazione integrale è richiesta almeno una volta l'anno, con frequenza aumentata in caso di esiti positivi.
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Unità di trattamento aria (UTA): quando contano
Le UTA con sezione di umidificazione adiabatica o a vapore possono diventare fonte di aerosol contaminato se la qualità dell'acqua di alimentazione non è controllata. Il rischio è particolarmente alto negli umidificatori a pacco bagnato non manutenuti, dove l'acqua ristagna sulle superfici di scambio. Anche le batterie di raffreddamento producono condensa che può raccogliersi in vasche di drenaggio e diventare punto di sviluppo.
- Verifica annuale dello stato del pacco umidificante o del sistema a ugelli.
- Sanificazione e disincrostazione delle bacinelle di condensa.
- Controllo dello scarico continuo e dei sifoni.
- Qualità dell'acqua di alimentazione (analisi microbiologiche periodiche).
- Sostituzione filtri secondo piano manutentivo del costruttore.
Trattamenti chimici e fisici nelle torri
Il controllo della legionella in torre passa da un trattamento combinato: biocida ossidante (ipoclorito stabilizzato, dicloroisocianurato, biossido di cloro) in dosaggio continuo o shock, biocida non ossidante a rotazione (isotiazolinoni, glutaraldeide, DBNPA) per evitare resistenze, dispersanti per il biofilm e inibitori di corrosione. Il dosaggio è normalmente automatizzato con centraline e sonde di redox o di residuo libero.
Bonifica in caso di positività
In presenza di esito positivo si applica un protocollo di shock: svuotamento della vasca, pulizia meccanica di pacco di scambio e separatori di gocce, lavaggio chimico ad alta concentrazione (di norma 50 mg/L di cloro libero per almeno 5 ore o protocolli equivalenti con biossido di cloro), risciacquo e ricampionamento di verifica a 48 ore e a 30 giorni dalla bonifica. La torre va isolata dal flusso d'aria del comprensorio durante l'intervento.
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«Una torre evaporativa correttamente progettata e regolarmente bonificata è un impianto sicuro. Una torre dimenticata diventa un emettitore continuo di aerosol contaminato.»
Errori progettuali ricorrenti
- Torri installate in prossimità di prese d'aria di edifici.
- Assenza o danneggiamento di separatori di gocce.
- Tubazioni con rami morti mai isolati dopo modifiche di impianto.
- Mancanza di accessi ispettivi per pulizia vasche e pacco.
- Sistemi di dosaggio biocidi senza allarme di basso livello reagente.
Domande frequenti
- Con quale frequenza va campionata una torre evaporativa?
- Le linee guida nazionali 2015 e le norme regionali indicano campionamento trimestrale per Legionella spp. come standard minimo. In presenza di esiti precedentemente positivi o di impianti con storico di problemi, la frequenza può essere aumentata a bimestrale.
- Sono obbligato a censire la torre evaporativa presso la Regione?
- Sì, in molte Regioni italiane (Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Toscana, Lazio e altre). L'obbligo di notifica riguarda torri evaporative, condensatori evaporativi e impianti di raffreddamento a rischio aerosol. La mancata iscrizione è una violazione amministrativa.
- Un impianto di climatizzazione con umidificazione adiabatica è a rischio legionella?
- Sì. Le UTA con umidificatori a pacco bagnato o a ugelli sono classificate come impianti a rischio se la qualità dell'acqua di alimentazione non è controllata. Vanno incluse nella valutazione del rischio e nel piano di manutenzione preventiva.
- Cosa fare durante la fermata invernale di una torre evaporativa?
- Il fermo stagionale non riduce il rischio: l'acqua residua a temperatura ambiente favorisce il biofilm. La buona pratica prevede svuotamento completo e pulizia meccanica prima della fermata, e sanificazione chimica al riavvio primaverile con ricampionamento prima della messa in servizio.
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