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Analisi Legionella Italia
CondominiRomaDurata: 9 mesi

Condominio storico a Roma: positività ricorrente risolta intervenendo sui rami morti dell'impianto

Edificio di trentacinque unità in centro a Roma, impianto centralizzato anni Cinquanta con stratificazioni di interventi successivi. Tre cicli di campionamento e nove mesi di lavoro coordinato con il termoidraulico per individuare e isolare le porzioni di rete responsabili della contaminazione persistente.

6 + 6 + 6

Prelievi totali

3

Cicli di ricontrollo

9

Mesi a stabilizzazione

3

Rami morti rimossi

Il problema

Lo stabile, trentacinque unità abitative su sei piani in una zona centrale, presentava da due anni positività intermittenti sui campionamenti annuali commissionati dall'amministratore. Il dato era tecnicamente preoccupante: i valori non erano elevatissimi (tra 350 e 1.800 UFC/L) ma la positività si spostava di anno in anno su terminali diversi, segno che il problema non era localizzato ma sistemico. Tre interventi di shock termico nei due anni precedenti avevano dato esiti positivi al ricontrollo immediato ma non avevano stabilizzato la situazione. L'amministratore, sotto pressione di alcuni condomini più informati, ha chiesto un'analisi strutturale piuttosto che l'ennesima bonifica.

L'approccio

Abbiamo proposto un percorso a tre cicli su nove mesi, accettato dall'assemblea. Primo ciclo (mese 1): sopralluogo approfondito con rilievo termografico e mappatura idraulica reale, sei prelievi su punti strategici, intervista al termoidraulico storico dello stabile. Emergono tre rami morti significativi (una vecchia colonna montante isolata negli anni Novanta ma non sezionata, due derivazioni a unità sfitte da oltre dieci anni). Secondo ciclo (mese 4): interventi di modifica idraulica proposti da noi ed eseguiti dal termoidraulico, con sezionamento dei rami morti, sostituzione di una valvola di non ritorno difettosa sul ricircolo e ribilanciamento termico. Sei prelievi di ricontrollo. Terzo ciclo (mese 9): campionamento di verifica stabilizzazione su sei punti.

Il risultato

Al secondo ciclo, due punti su sei rimanevano leggermente positivi (210 e 380 UFC/L), valori inferiori alla soglia di intervento ma indicativi di una stabilizzazione non ancora completa. Il terzo ciclo, condotto nove mesi dopo l'inizio del percorso e sei dopo le modifiche idrauliche, ha restituito esiti negativi su tutti e sei i punti. L'amministratore ha potuto presentare in assemblea un quadro chiaro: il problema era strutturale, è stato risolto strutturalmente, il piano annuale ora monitora una rete pulita. I costi complessivi (campionamenti + intervento idraulico) sono risultati inferiori alla somma dei tre shock termici inutili eseguiti negli anni precedenti.

Il pattern rivelatore

Quando un edificio mostra positività ricorrenti che però cambiano terminale, la prima ipotesi non deve essere il singolo terminale ma la rete. È un pattern che si vede frequentemente negli edifici costruiti tra anni Cinquanta e Settanta e successivamente modificati senza coordinamento, dove ogni intervento ha aggiunto un ramo o sezionato una porzione lasciando dietro di sé tratti di tubatura non più utilizzati ma ancora idraulicamente collegati.

Su questo edificio, le quattro positività registrate nei due anni precedenti il nostro intervento si distribuivano su quattro terminali diversi. Nessuno dei quattro era ricorrente. Letto correttamente, era il sintomo di una rete che ospitava biofilm in porzioni non monitorate e periodicamente rilasciava carica nei terminali distali a seconda dei pattern di utilizzo.

Il sopralluogo: ascoltare l'impianto

La giornata di sopralluogo è stata densa. Termocamera per individuare zone fredde sospette sulle colonne, prove di flusso sui terminali distali, intervista al termoidraulico che seguiva lo stabile da diciassette anni. È stato lui a ricordarsi che, nel 1998, una colonna montante era stata isolata dopo la ristrutturazione di un appartamento al quinto piano: l'aveva chiusa con una valvola ma non l'aveva sezionata e nessuno la utilizzava più.

Le modifiche idrauliche

  • Sezionamento fisico della vecchia colonna montante isolata (rimozione di circa quattro metri di tubatura).
  • Rimozione delle derivazioni alle due unità sfitte da oltre dieci anni, con tappo a monte.
  • Sostituzione di una valvola di non ritorno sul ricircolo, individuata difettosa durante il sopralluogo.
  • Ribilanciamento termico del ricircolo con regolazione di tre detentori per garantire temperatura uniforme sui terminali distali.
  • Aggiornamento della mappa idraulica con consegna di copia all'amministratore e al termoidraulico.

La comunicazione in assemblea

Abbiamo accompagnato l'amministratore in due assemblee. Nella prima abbiamo presentato la diagnosi e il piano dei costi, distinguendo chiaramente la parte di campionamento (a carico ordinario del piano legionella) dalla parte di intervento idraulico (lavoro straordinario sull'impianto). Nella seconda, a fine percorso, abbiamo presentato i risultati con un grafico che mostrava l'andamento dei valori sui sei punti nei tre cicli. I condomini hanno approvato il rinnovo del contratto annuale di monitoraggio senza obiezioni.

Per la prima volta in tre anni siamo usciti dall'assemblea con i condomini che chiedevano dettagli tecnici invece di chi fosse il colpevole. Avere un piano chiaro e dei risultati misurabili cambia il tono di tutta la riunione.
Amministratore del condominio
Non ho mai capito perché i tre shock termici precedenti non avessero funzionato. Quando mi è stato spiegato che il problema erano i rami morti, mi è sembrato ovvio in retrospettiva. Era anche un problema di approccio: cercavamo una soluzione veloce a un problema che richiedeva un percorso.
Amministratore di condominio · Edificio storico trentacinque unità, Roma centro

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