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Preventivo in 24 ore

Analisi Legionella Italia

Biologia

Legionellosi non-pneumophila

Forma di legionellosi causata da specie diverse da L. pneumophila, sottostimata perché non rilevata dall'antigene urinario.

Microrganismi, ecologia, meccanismi di moltiplicazione e patogenesi della legionella.

La legionellosi non-pneumophila è provocata da specie come L. longbeachae, L. micdadei, L. bozemanii, L. dumoffii, responsabili di circa il 5-10% dei casi clinici complessivi e di una quota più alta nei pazienti immunocompromessi. Il test rapido dell'antigene urinario rileva solo L. pneumophila sierogruppo 1, perciò questi casi richiedono coltura su BCYE o PCR multitarget per essere diagnosticati. La sintomatologia è sovrapponibile a quella della malattia dei legionari ma la letalità nei trapiantati può superare il 30%. In Italia il numero di isolamenti ambientali di non-pneumophila è in crescita, soprattutto in reti complesse e a temperature subottimali. Esempi: isolamento di L. anisa in un sistema di acqua calda sanitaria a 48 °C; cluster nosocomiale di L. micdadei in reparto oncoematologico.

In pratica

LEGIONELLOSI NON-PNEUMOPHILA NELLA GESTIONE DELL'IMPIANTO

Questo concetto entra nella gestione degli impianti soprattutto nelle strutture sanitarie con pazienti fragili, dove il comitato infezioni chiede al laboratorio di identificare la specie e non solo di contare le colonie. Se il referto ambientale riporta Legionella spp. diverse da pneumophila, il risk manager deve decidere se trattarle con la stessa priorità: in reparti di oncologia o trapianti la risposta di solito è sì. Ne derivano costi diversi, perché l'identificazione di specie richiede test aggiuntivi o metodi molecolari. Si pensi a una clinica in cui il campionamento semestrale rileva L. anisa in un'unità di degenza: il gruppo operativo aggiorna la valutazione del rischio, introduce filtri terminali sulle docce dei pazienti immunodepressi e programma un controllo ravvicinato.

Errori ed equivoci frequenti

  • Archiviare come tranquillizzante un referto con sole specie non-pneumophila in una struttura per lungodegenti, senza confrontarlo con la vulnerabilità clinica degli ospiti esposti.
  • Chiedere al laboratorio una semplice conta totale senza specificare la necessità di identificare specie e sierogruppo, perdendo informazioni utili alla valutazione clinica.
Domande frequenti

FAQ: LEGIONELLOSI NON-PNEUMOPHILA

Le soglie in UFC/L valgono anche per le legionelle non-pneumophila?
Sì: le tabelle delle Linee guida nazionali del 2015 esprimono i livelli di intervento come conta di Legionella spp., senza distinguere la specie. L'identificazione entra poi nella valutazione del rischio: la presenza di L. pneumophila sierogruppo 1 pesa di più nella popolazione generale, mentre con pazienti immunocompromessi anche altre specie giustificano misure aggiuntive a parità di concentrazione.
Il laboratorio identifica sempre la specie di legionella?
Non sempre. L'analisi colturale di routine conferma l'appartenenza al genere e di norma distingue L. pneumophila, con il sierogruppo, dalle altre legionelle tramite test di agglutinazione. Per attribuire una specie diversa servono prove aggiuntive, come spettrometria di massa o sequenziamento, che vanno richieste esplicitamente quando la struttura ospita pazienti a rischio elevato.
Glossario

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Applicabilità

SETTORI INTERESSATI

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