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Analisi Legionella Italia

Metodi analitici

Referto

Documento firmato dal laboratorio accreditato che riporta gli esiti dell'analisi di legionella sui campioni d'acqua.

Tecniche di campionamento, conta in laboratorio, identificazione e tipizzazione.

Il referto di laboratorio è il documento ufficiale che chiude il ciclo analitico. Deve riportare: identificativo del campione, data di prelievo, data di accettazione e di emissione, metodo utilizzato (UNI EN ISO 11731:2017), volume filtrato, terreni di coltura, eventuali pretrattamenti, conta espressa in UFC/L con relativo limite di quantificazione, specie identificata (L. pneumophila sierogruppo 1, L. pneumophila sierogruppi 2-16, Legionella non pneumophila), firma del responsabile tecnico del laboratorio.

Un referto privo di queste informazioni o emesso da laboratorio non accreditato ISO 17025 ha limitato valore in caso di verifica ASL o di contenzioso. Il referto (per i laboratori accreditati, formalmente "rapporto di prova") va archiviato per il periodo previsto dal piano di autocontrollo o dalle disposizioni regionali, allegato al piano e protocollato.

La lettura va sempre contestualizzata: una positività su un punto distale può richiedere un nuovo prelievo prima di azioni di bonifica generalizzate.

In pratica

REFERTO NELLA GESTIONE DELL'IMPIANTO

Il referto arriva sulla scrivania dell'amministratore di condominio o del direttore d'albergo e va letto voce per voce prima di decidere. Il valore in UFC/L si confronta con le soglie delle Linee guida 2015, ma conta anche dove è stato eseguito il prelievo: una positività sul punto più lontano dal bollitore, con temperatura misurata di 42 °C, racconta un problema di ricircolo prima ancora che di terminale. Il documento serve poi a dimostrare all'autorità sanitaria che l'autocontrollo è stato svolto, collegandolo al punto del piano di campionamento e alle azioni correttive. Un esempio frequente è la positività isolata in una camera poco usata: il consulente può chiedere prelievi prima e dopo flussaggio per capire se il problema è del terminale o della rete.

Errori ed equivoci frequenti

  • Chiamare referto il documento che i laboratori accreditati emettono come rapporto di prova: usare il termine corretto aiuta a richiederlo e a verificarne i requisiti ISO/IEC 17025.
  • Leggere solo il numero finale ignorando metodo e limite di quantificazione: senza questi dati non si capisce se un "non rilevato" sia davvero un esito favorevole.
  • Archiviare i rapporti in una cartella email senza collegarli al punto di prelievo e alle azioni correttive, rendendo impossibile ricostruire la storia dell'impianto.
Domande frequenti

FAQ: REFERTO

Come si legge un referto di analisi della legionella?
Si parte dall'identificativo del punto e dalla data di prelievo, poi si controllano il metodo (UNI EN ISO 11731:2017), la conta in UFC/L e la specie identificata. Il valore va confrontato con le soglie delle Linee guida 2015 e con la temperatura registrata al prelievo. Infine si verificano la firma del responsabile e il riferimento all'accreditamento della prova eseguita.
Un referto di un laboratorio non accreditato è valido?
Non esiste un divieto assoluto di utilizzarlo, ma il suo peso è limitato. Le Linee guida 2015 indicano il ricorso a laboratori che operano secondo UNI EN ISO/IEC 17025 e, in caso di verifica dell'autorità sanitaria o di contenzioso, un rapporto privo di accreditamento sulla prova specifica viene facilmente contestato. Conviene controllare che la prova Legionella compaia nell'elenco ACCREDIA del laboratorio.
Glossario

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