Il campionamento è l'atto tecnico iniziale di qualunque analisi legionella. La procedura corretta prevede: identificazione dei punti rappresentativi (mandata, ricircolo, accumuli, punti distali rappresentativi, doccette poco usate), misurazione preliminare di temperatura e flusso, prelievo in contenitore sterile contenente neutralizzante del cloro (tiosolfato), registrazione della catena di custodia e trasporto al laboratorio in tempi brevi, al riparo dalla luce, secondo le condizioni indicate dalle Linee guida 2015 e dalla UNI EN ISO 19458.
Il protocollo distingue tra campionamento "al primo getto" (acqua stagnante che rappresenta lo stato del biofilm distale) e "dopo flussaggio e disinfezione del rubinetto" (acqua di rete che rappresenta lo stato di mandata). Entrambi gli approcci hanno significato diagnostico complementare.
Il numero di punti varia in base alla complessità dell'impianto e al settore: pochi punti in una piccola struttura ricettiva, fino a decine in un grande ospedale.
CAMPIONAMENTO NELLA GESTIONE DELL'IMPIANTO
Il giorno del prelievo il gestore deve garantire l'accesso a centrale termica, accumuli e camere scelte, spesso con un addetto che conosca le chiavi dei cavedi. Dalla qualità del campionamento dipende quanto vale il referto: un punto scelto male o un contenitore senza tiosolfato producono un dato che l'ASL può contestare e che obbliga a ripetere la campagna, pagando due volte trasferta e analisi. Conviene quindi che il piano elenchi in anticipo i punti, la modalità di prelievo prevista per ciascuno e chi firma il verbale. In una residenza per anziani di 80 posti letto, per esempio, il tecnico preleva in mandata, ricircolo, fondo accumulo e in sei docce di piani diversi, annotando per ogni punto temperatura, orario e tempo di scorrimento.
Errori ed equivoci frequenti
- Applicare a tutti i punti la stessa modalità, magari con lungo scorrimento iniziale, quando l'obiettivo del prelievo richiederebbe invece il primo getto per fotografare il terminale.
- Scegliere sempre gli stessi punti comodi vicino alla centrale, lasciando senza controllo le colonne più lontane e le camere usate di rado.
- Affidare il prelievo a personale interno senza formazione e senza verbale firmato, rendendo debole la catena di custodia in caso di verifica.
FAQ: CAMPIONAMENTO
- Chi può eseguire il campionamento legionella?
- Il prelievo va eseguito da personale formato, idealmente dello stesso laboratorio accreditato che analizza il campione o da tecnici che ne seguono le procedure. Servono contenitori sterili con neutralizzante, misura della temperatura, verbale con orario e punto e consegna rapida al laboratorio. Un campionamento documentato così rende il risultato difendibile davanti all'ASL.
- Quanti punti campionare per la legionella in un edificio?
- Non esiste un numero unico: dipende da dimensioni dell'impianto, numero di colonne, accumuli e tipo di utenza. Le Linee guida 2015 indicano come base, per ogni rete di acqua calda, mandata, ricircolo, fondo degli accumuli e alcuni terminali rappresentativi, scelti fra i più lontani. Il numero definitivo va motivato nella valutazione del rischio.
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SETTORI INTERESSATI
DALLA DEFINIZIONE ALL'INTERVENTO
Sopralluogo, valutazione del rischio, campionamento e referti accreditati ISO 11731 sul tuo impianto.