Le strutture ricettive (hotel, residence, BnB, agriturismi, ostelli, campeggi, navi da crociera) costituiscono una categoria a rischio elevato per la legionellosi, per più ragioni: presenza di camere e bagni periodicamente non utilizzati, reti idriche estese, doccette con produzione di aerosol, turnover continuo di ospiti che impedisce di tracciare facilmente eventuali casi.
La Circolare del Ministero della Salute n. 400.2/9/5708 del 29 dicembre 1993 e le successive Linee guida nazionali del 2015 forniscono per queste strutture indicazioni specifiche su valutazione del rischio, piano di autocontrollo, campionamento periodico e procedure di apertura/riapertura stagionale.
In caso di caso confermato di legionellosi associata a una struttura ricettiva, scattano l'indagine epidemiologica, il sopralluogo ASL e l'eventuale richiesta di bonifica. Le piattaforme OTA e i tour operator richiedono in modo crescente documentazione di conformità.
STRUTTURE RICETTIVE NELLA GESTIONE DELL'IMPIANTO
Per un albergatore il tema legionella si concretizza in tre momenti: la riapertura stagionale, la gestione delle camere poco occupate e le richieste di documentazione da parte di tour operator o catene. In ciascuno servono prove scritte: flussaggi registrati, temperature misurate, rapporti di prova di un laboratorio accreditato. Il costo della prevenzione resta contenuto se pianificato, mentre un caso associato alla struttura può comportare chiusure parziali e danni reputazionali difficili da recuperare. Un hotel di montagna aperto da dicembre ad aprile, per fare un caso concreto, programma due settimane prima dell'apertura lo svuotamento e la disinfezione dell'accumulo, il flussaggio di tutte le docce e un campionamento sui punti più lontani, così da accogliere gli ospiti con esiti già disponibili.
Errori ed equivoci frequenti
- Ritenersi esclusi perché si gestisce un BnB con poche camere: le Linee guida chiedono la valutazione del rischio anche alle piccole strutture, con misure proporzionate all'impianto.
- Affidare il flussaggio delle camere vuote al personale ai piani solo a voce, senza un registro che indichi data, punti trattati e durata dell'erogazione.
- Campionare solo dopo l'apertura stagionale: i risultati arrivano a ospiti già presenti, quando eventuali correttivi richiedono la chiusura di stanze occupate.
FAQ: STRUTTURE RICETTIVE
- Un hotel è obbligato a fare le analisi della legionella?
- Sì, nel senso che le Linee guida nazionali del 2015 includono le strutture turistico-ricettive fra quelle che devono valutare il rischio e programmare controlli analitici periodici, con frequenze legate al livello di rischio rilevato. Se la struttura ha dipendenti si aggiunge la valutazione del rischio biologico prevista dal D.Lgs. 81/2008. Le analisi vanno affidate a laboratori accreditati per la prova.
- Cosa fare prima di riaprire una struttura stagionale?
- Prima della riapertura conviene pulire e disinfettare gli accumuli di acqua calda, portarli in temperatura, flussare a lungo tutte le utenze, comprese docce e rubinetti delle camere, e verificare filtri e soffioni. Un campionamento eseguito con anticipo permette di ricevere i referti prima dell'arrivo degli ospiti. Tutte le operazioni vanno registrate nel piano di autocontrollo.
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DALLA DEFINIZIONE ALL'INTERVENTO
Sopralluogo, valutazione del rischio, campionamento e referti accreditati ISO 11731 sul tuo impianto.