La valutazione del rischio è il processo metodologico attraverso il quale si identifica la probabilità di esposizione alla legionella in una struttura, si stima la gravità delle conseguenze potenziali e si definiscono le misure di prevenzione e protezione. È prevista dal D.Lgs 81/2008 in materia di rischio biologico e specificata dalle Linee guida nazionali 2015 per la legionellosi.
La metodologia integra: analisi documentale (schema impiantistico, storia delle non conformità), sopralluogo, raccolta di parametri operativi (temperature, ricircolo, manutenzioni), eventuale campionamento iniziale, valutazione qualitativa o semi-quantitativa per ambiente e per categoria d'uso.
Il risultato confluisce nel DVR Legionella e orienta il piano di autocontrollo. È un'attività dinamica: va aggiornata in occasione di modifiche dell'impianto, esiti analitici non conformi, cambi di destinazione d'uso o nuove evidenze epidemiologiche.
VALUTAZIONE DEL RISCHIO NELLA GESTIONE DELL'IMPIANTO
Il direttore di un hotel o il datore di lavoro di un'azienda con docce negli spogliatoi la incontra al primo sopralluogo del consulente e poi a ogni cambiamento rilevante. Dalla valutazione dipendono quanti punti campionare, con quale frequenza, quali interventi impiantistici mettere a bilancio e quali procedure affidare al personale. Se si ristruttura un'ala aggiungendo dieci camere, nascono nuovi rami e il ricircolo può allungarsi: il documento va aggiornato prima della riapertura, non al rinnovo successivo. Allo stesso modo, un esito sopra soglia o un caso di legionellosi segnalato tra gli ospiti impongono di rivedere le ipotesi di partenza. Una valutazione ferma da anni difficilmente regge a un controllo.
Errori ed equivoci frequenti
- Scambiare la valutazione del rischio per il campionamento: le analisi verificano le misure adottate, ma non sostituiscono lo studio dell'impianto e delle condizioni d'uso.
- Usare un modello generico scaricato online, senza schema idraulico né misure di temperatura, ottenendo un documento formalmente completo ma inutile per decidere gli interventi.
- Considerarla chiusa una volta redatta: modifiche impiantistiche, cambi d'uso ed esiti non conformi richiedono un aggiornamento anche fuori dalle scadenze previste.
FAQ: VALUTAZIONE DEL RISCHIO
- Chi deve fare la valutazione del rischio legionella?
- La responsabilità resta del datore di lavoro o del gestore della struttura, che per le attività lavorative ne risponde ai sensi del D.Lgs. 81/2008, Titolo X. Nella pratica la redazione è affidata a un consulente con competenze impiantistiche e microbiologiche, che lavora con l'RSPP e con il manutentore e si appoggia a un laboratorio accreditato per le analisi.
- Ogni quanto va aggiornata la valutazione del rischio legionella?
- Le Linee guida 2015 prevedono una revisione periodica e, in ogni caso, un aggiornamento quando cambiano l'impianto o la sua gestione, quando gli esiti analitici superano le soglie o quando si verificano casi di legionellosi associati alla struttura. Strutture sanitarie e ricettive tendono a riesaminarla più spesso, in ragione della vulnerabilità degli utenti e della complessità delle reti.
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DALLA DEFINIZIONE ALL'INTERVENTO
Sopralluogo, valutazione del rischio, campionamento e referti accreditati ISO 11731 sul tuo impianto.