Per chi è e perché la chiusura cambia il rischio
La checklist è rivolta a chi gestisce strutture stagionali: hotel al mare o in montagna, agriturismi, campeggi, stabilimenti con docce. Vale anche per edifici rimasti fermi per ristrutturazione. Dopo settimane senza prelievi l'acqua ristagna, si intiepidisce e il biofilm nelle tubazioni può svilupparsi.
La soglia indicata è una chiusura di 30 giorni o più. Il documento è diviso in quattro fasi successive: ispezione visiva, flussaggio, analisi e documentazione. Ogni fase va completata e firmata prima di passare alla successiva.
Le fasi in ordine di esecuzione
- Ispezione visiva: stato di accumuli, bollitori e vasi di espansione, perdite, coibentazioni danneggiate, terminali incrostati, modifiche fatte durante la chiusura.
- Riavvio dell'acqua calda: riportate accumulo e ricircolo alle temperature di esercizio e attendete che si stabilizzino prima di aprire i terminali.
- Flussaggio progressivo: aprite i punti dal più vicino alla centrale verso i distali, acqua calda e fredda, piano per piano. Annotate data e ora per ogni zona.
- Verifica delle temperature: misurate mandata, ritorno e punti distali e confrontate i valori con le soglie della checklist prima di ammettere i clienti.
- Eventuale disinfezione: se la valutazione del rischio o lo storico dei referti lo richiedono, eseguite shock termico o iperclorazione con una procedura scritta.
- Campionamento: prelevate i campioni per Legionella sui punti del piano, a distanza adeguata dall'eventuale disinfezione e con tempo sufficiente per ricevere il referto prima dell'apertura.
- Documentazione: aggiornate DVR, registro dei controlli e piano di autocontrollo, poi datate e firmate la checklist.
Esempio di calendario: agriturismo chiuso cinque mesi
Esempio: un agriturismo con 8 camere e una piscina esterna, chiuso da novembre a marzo, con apertura fissata al 25 aprile. Il calendario lascia margine per un eventuale secondo intervento. La piscina segue un riferimento distinto, l'Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003, e va gestita a parte.
- Fine marzo, circa 4 settimane prima: ispezione visiva, pulizia e disincrostazione di soffioni e rompigetto, riavvio della caldaia.
- Inizio aprile: flussaggio progressivo di camere e servizi comuni, prime misure di temperatura.
- Prima metà di aprile: disinfezione, se prevista dal DVR, e successivo campionamento sui punti del piano.
- Seconda metà di aprile: arrivo del referto, che con il metodo colturale richiede diversi giorni di incubazione.
- Pochi giorni prima dell'apertura: ultimo flussaggio delle camere, aggiornamento dei documenti e firma della checklist.
Se il referto supera le soglie delle Linee guida 2015, il margine di due settimane consente di intervenire e ricampionare senza spostare l'apertura. Partire una settimana prima significa invece ricevere l'esito a stagione iniziata.
Errori tipici in una riapertura
- Flussaggio il giorno prima dell'arrivo degli ospiti, senza aver riportato l'acqua calda in temperatura: si muove acqua tiepida nella rete senza effetto utile.
- Campionamento subito dopo la disinfezione: il campione descrive l'effetto immediato del trattamento, non lo stato dell'impianto in esercizio.
- Referto atteso dopo l'apertura: con il metodo colturale servono giorni, e un esito sfavorevole arriva con le camere già occupate.
- Flussaggio senza ordine: aprire i terminali a caso lascia tratti in cui l'acqua ferma non viene mai rinnovata.
- Documenti non aggiornati: gli interventi fatti durante la chiusura, come una caldaia nuova, devono entrare nel DVR prima della riapertura.
Riferimenti: Linee guida 2015 e D.Lgs. 18/2023
Le Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi del 7 maggio 2015 considerano il ristagno dell'acqua un fattore di rischio rilevante. La riapertura dopo una chiusura è quindi un momento in cui le misure di controllo vanno verificate, non presunte. La checklist traduce questa esigenza in una sequenza documentata, utile da mostrare all'ASL.
Il D.Lgs. 23 febbraio 2023 n. 18 inserisce strutture ricettive e campeggi tra gli edifici prioritari dell'allegato VIII. Per questi edifici il gestore idrico deve valutare e gestire il rischio del sistema di distribuzione interna entro il 2029, e le riaperture documentate anno dopo anno fanno parte di questa gestione.
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