Riserve idriche, caldo di settembre e plessi sparsi lungo lo Stretto
La storia idrica recente della città, segnata da crisi come quella del 2015 legata all'acquedotto di Fiumefreddo, ha spinto molte scuole a dotarsi di serbatoi di accumulo e gruppi di pressurizzazione. Durante la chiusura estiva quell'acqua non si rinnova; nelle cisterne collocate sui terrazzi o in locali poco ventilati la temperatura sale ben oltre i 25 °C, condizione favorevole alla crescita della legionella e al biofilm sulle pareti.
Il patrimonio scolastico messinese è poi molto disperso: plessi ricostruiti dopo il terremoto del 1908 e nel dopoguerra, scuole dell'infanzia nei villaggi da Ganzirri a Mili, istituti superiori con palestre e docce usate solo per poche ore alla settimana. Ogni plesso ha il proprio impianto, spesso piccolo ma con tubazioni lunghe.