Punti chiave
- Approvate il 7 maggio 2015 con Accordo Rep. Atti n. 79/CSR, sostituiscono integralmente le linee guida del 2000 e i due documenti del 2005.
- Impostano la prevenzione su tre fasi collegate: valutazione del rischio, gestione del rischio e comunicazione del rischio.
- Per gli impianti idrici fissano quattro fasce di concentrazione (fino a 100, 101-1.000, 1.001-10.000, oltre 10.000 UFC/L) con il criterio del 20% di campioni positivi.
- Nei reparti sanitari con pazienti ad altissimo rischio l'obiettivo è l'assenza di Legionella rilevabile.
- Torri evaporative e condensatori evaporativi hanno indicazioni e fasce proprie, distinte dalla rete idrica.
- Non prevedono sanzioni dirette: l'omessa valutazione del rischio nei luoghi di lavoro ricade nell'art. 55 c.1 del D.Lgs. 81/2008.
Le Linee guida 2015 sono il documento tecnico nazionale che dice come prevenire la legionellosi negli edifici e negli impianti. Le ha approvate la Conferenza Stato-Regioni con l'Accordo del 7 maggio 2015, Rep. Atti n. 79/CSR. Valgono per chiunque gestisca impianti che producono aerosol: hotel, strutture sanitarie, RSA, terme, impianti sportivi, condomini e aziende.
Questa scheda spiega la natura giuridica del testo, la sua struttura e il modo corretto di leggerne le tabelle. Le procedure operative di dettaglio, settore per settore, sono trattate nella guida pratica dedicata del blog.
Che valore giuridico hanno le Linee guida 2015
Un Accordo in Conferenza Stato-Regioni non è una legge ordinaria. È un'intesa tra Governo e Regioni che fissa criteri comuni, poi recepiti dalle Regioni con proprie delibere. L'Emilia-Romagna, per esempio, con una delibera di Giunta del 2017 ha recepito l'Accordo n. 79/CSR e lo ha integrato con tabelle regionali.
La forza vincolante arriva da tre canali. Il primo è il D.Lgs. 81/2008: il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi, compreso quello biologico, e le Linee guida sono il metodo tecnico di riferimento. Il secondo sono le delibere regionali. Il terzo è la vigilanza: ASL e ATS usano le Linee guida come metro per giudicare se il rischio è stato gestito con diligenza.
Come è organizzato il documento
Conoscere l'indice aiuta a trovare in fretta la parte che interessa e a citarla correttamente in un DVR o in una risposta all'ASL. Il testo segue cinque blocchi principali, seguiti da allegati tecnici.
- Aspetti generali: agente patogeno, fonti, modalità di trasmissione per inalazione di aerosol, forme cliniche e diagnosi di laboratorio.
- Sorveglianza e indagine epidemiologica: notifica dei casi, scheda di sorveglianza, registro nazionale e indagine ambientale.
- Protocollo di controllo del rischio: valutazione, gestione e comunicazione del rischio, con le tabelle degli interventi per concentrazione.
- Metodi di prevenzione e controllo nella rete idrica: filtrazione al punto d'uso, trattamento termico, raggi UV, clorazione, biossido di cloro, monoclorammina, perossido di idrogeno, acido peracetico.
- Progettazione, realizzazione e gestione degli impianti: reti idriche, impianti aeraulici, torri evaporative e condensatori evaporativi.
La tabella degli interventi negli impianti idrici
La parte più consultata è la tabella che collega la concentrazione di Legionella, espressa in UFC/L, alle azioni da intraprendere. Le azioni dipendono da due variabili: il valore misurato e la percentuale di campioni positivi sul totale prelevati. La presenza di casi di legionellosi associati alla struttura rende gli interventi più stringenti.
- Fino a 100 UFC/L: nessun intervento straordinario, prosegue il programma di controllo previsto dalla valutazione del rischio.
- 101-1.000 UFC/L: verificare che le misure di controllo siano applicate; se oltre il 20% dei campioni è positivo, rivedere la valutazione del rischio.
- 1.001-10.000 UFC/L: verificare le misure e ricampionare; se oltre il 20% dei campioni è positivo, disinfezione dell'impianto e revisione della valutazione del rischio.
- Oltre 10.000 UFC/L: disinfezione dell'impianto, nuovo campionamento e revisione della valutazione del rischio, in presenza o in assenza di casi.
Esempio di lettura con il criterio del 20%
Esempio: un hotel di 40 camere preleva 10 campioni. Due risultano a 600 UFC/L, gli altri sotto il limite di rilevabilità. I positivi sono il 20%, non oltre: basta verificare che temperature, flussaggi e manutenzioni siano applicati come previsto. Se i positivi fossero tre su dieci (30%), la valutazione del rischio andrebbe rivista.
Lo stesso esempio a 4.000 UFC/L su tre punti porta invece a disinfezione e revisione. Un errore frequente nei controlli è leggere solo il valore più alto del referto e ignorare il numero di punti positivi, che nella tabella pesa quanto la concentrazione.
Fascia per fascia, cosa significa il valore riportato dal laboratorio e quali errori evitare nella lettura.
Come interpretare le soglie UFC/L sul refertoValutazione, gestione e comunicazione del rischio
Il cambio di passo rispetto al 2000 è l'approccio basato sul rischio. Non basta campionare: occorre conoscere l'impianto, individuare i punti in cui l'acqua ristagna o resta tra 25 e 45 °C e capire chi è esposto all'aerosol. La valutazione va rivista periodicamente e ogni volta che cambiano impianto, destinazione d'uso o esiti analitici.
Chi risponde della valutazione dipende dal contesto. Nei luoghi di lavoro è un obbligo non delegabile del datore di lavoro, che si avvale dell'RSPP e di tecnici competenti; nelle strutture sanitarie entra in gioco la direzione sanitaria. La comunicazione riguarda personale, utenti e, quando servono, le autorità sanitarie.
- Schema aggiornato degli impianti idrici, aeraulici e delle torri, con i punti di prelievo numerati.
- Documento di valutazione del rischio datato e firmato.
- Piano di controllo con temperature, flussaggi, manutenzioni e frequenza dei campionamenti.
- Rapporti di prova con metodo UNI EN ISO 11731:2017, oggi il riferimento per la ricerca colturale.
- Registro degli interventi correttivi e dei ricampionamenti di verifica.
Soggetti obbligati, punti da campionare, bonifica e verifiche successive spiegati in chiave pratica.
Guida operativa alle Linee guida 2015 per gestori e RSPPCosa le Linee guida non dicono e dove cercarlo
Le Linee guida non fissano un valore di parametro per l'acqua potabile né sanzioni. Il valore di 1.000 UFC/L per i sistemi di distribuzione interni viene dal D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva (UE) 2020/2184. Gli obblighi verso i lavoratori e le relative sanzioni stanno nel D.Lgs. 81/2008. Le piscine hanno un riferimento proprio, l'Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003.
Il decreto sulle acque destinate al consumo umano e il suo rapporto con le Linee guida 2015.
D.Lgs. 18/2023: valore di parametro e scadenze per gli edifici prioritariGli articoli del Titolo X che rendono obbligatoria la valutazione del rischio legionella nei luoghi di lavoro.
D.Lgs. 81/2008: la legionella nel DVR del datore di lavoroMappatura dell'impianto, punti di prelievo e valutazione del rischio impostati secondo l'Accordo 2015.
Prenota un sopralluogo per applicare le Linee guida alla tua strutturaDomande frequenti
Le Linee guida 2015 sono obbligatorie?
Non sono una legge e non contengono sanzioni proprie. Diventano però vincolanti nei fatti: il D.Lgs. 81/2008 obbliga il datore di lavoro a valutare il rischio biologico, molte Regioni le hanno recepite con delibere e le ASL le usano come riferimento nei controlli. Chi gestisce impianti che producono aerosol e se ne discosta deve saper dimostrare di aver adottato misure almeno equivalenti.
Le linee guida del 2000 sono ancora valide?
No. Il testo del 2015 sostituisce integralmente le Linee guida pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 103 del 5 maggio 2000 e i due documenti del 2005 per strutture turistico-ricettive e termali e per i laboratori. Una valutazione del rischio che cita ancora come riferimento principale il documento del 2000 va aggiornata, anche perché il metodo analitico oggi richiamato è la UNI EN ISO 11731:2017.
Cosa significa il criterio del 20% dei campioni positivi?
Indica la quota di punti di prelievo in cui Legionella è stata trovata, rispetto al totale dei campioni della stessa campagna. Nelle fasce 101-1.000 e 1.001-10.000 UFC/L superare il 20% fa scattare azioni più incisive: revisione della valutazione del rischio e, nella fascia più alta, disinfezione. Per questo il numero di punti campionati deve essere adeguato all'impianto.
Le soglie valgono anche per gli ospedali?
Le fasce generali valgono per le reti idriche degli edifici. Le strutture sanitarie adottano una gestione più restrittiva e, nei reparti con pazienti ad altissimo rischio, l'obiettivo è l'assenza di Legionella rilevabile. Molte Regioni hanno inoltre linee guida specifiche per l'ambito sanitario, da consultare insieme al testo nazionale.
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Traduciamo questo riferimento normativo in misure concrete: sopralluogo, DVR Legionella, piano di autocontrollo e campionamenti accreditati.
SETTORI COLLEGATI
DOVE OPERIAMO
Applichiamo questo riferimento normativo sul campo nelle principali città servite, con il supporto delle ASL/ATS competenti per territorio.