La detartrificazione chimica è la rimozione delle incrostazioni minerali (carbonato di calcio, idrossidi) e dei depositi organici dalle superfici di scambio termico mediante circolazione di soluzioni acide a circuito chiuso. Per scambiatori a piastre tipicamente acido citrico 5-10% per 4-8 ore a 50-60 °C; per fasci tubieri acido cloridrico inibito.
DETTAGLIO TECNICO
La detartrificazione è una manutenzione preventiva critica: l'incrostazione riduce l'efficienza termica e impedisce di raggiungere la temperatura di esercizio richiesta (60 °C all'accumulo ACS), creando di fatto una zona a rischio. È raccomandata annualmente per scambiatori a piastre in acque dure, biennale negli altri casi.
DETARTRIFICAZIONE CHIMICA SCAMBIATORI NELLA GESTIONE DELL'IMPIANTO
La detartrificazione degli scambiatori entra nel piano di autocontrollo quando il manutentore nota che la produzione di acqua calda fatica a raggiungere le temperature di esercizio o che i consumi energetici salgono senza motivo. Un'incrostazione sulle piastre riduce lo scambio termico e crea zone tiepide dove la legionella trova condizioni favorevoli; programmare l'intervento in modo preventivo costa meno di una bonifica d'urgenza. Un albergo in una zona con acqua molto dura può fissare la pulizia chimica dello scambiatore a piastre prima dell'alta stagione, chiedere alla ditta un rapporto con prodotto usato, durata del ciclo e neutralizzazione dei reflui, e controllare nel registro che le temperature di accumulo tornino ai valori previsti dopo il riavvio.
Errori ed equivoci frequenti
- Rimettere in servizio lo scambiatore senza risciacquo e neutralizzazione completi, lasciando residui acidi che danneggiano guarnizioni e superfici.
- Usare lo stesso acido per qualsiasi materiale: rame, acciaio e leghe hanno compatibilità diverse e richiedono prodotti e inibitori adatti.
- Considerare la detartrificazione una disinfezione: rimuove calcare e depositi, ma dopo l'intervento può essere necessaria una disinfezione specifica.
SINONIMI E VARIANTI
- disincrostazione scambiatori
- decalcificazione tecnica
FAQ: DETARTRIFICAZIONE CHIMICA SCAMBIATORI
- Con che frequenza pulire uno scambiatore di calore per la legionella?
- Dipende soprattutto dalla durezza dell'acqua, dalle ore di funzionamento e dalle indicazioni del costruttore. Con acque dure molti piani prevedono una pulizia annuale, mentre altrove l'intervallo può essere più lungo. Il segnale da monitorare è la difficoltà a mantenere la temperatura di accumulo prevista, da annotare nel registro.
- Quali acidi si usano per decalcificare uno scambiatore?
- Per gli scambiatori a piastre si impiegano spesso soluzioni a base di acido citrico o sulfammico, mentre per alcuni fasci tubieri si usano acidi più forti con inibitori di corrosione. La scelta va fatta in base ai materiali e alle istruzioni del costruttore, con dispositivi di protezione, risciacquo finale e corretto smaltimento dei reflui.
RIFERIMENTI ISTITUZIONALI
- Accordo Stato-Regioni 7 maggio 2015 — Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi (manutenzione degli impianti)
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DALLA DEFINIZIONE ALL'INTERVENTO
Sopralluogo, valutazione del rischio, campionamento e referti accreditati ISO 11731 sul tuo impianto.