La bonifica è l'insieme delle azioni straordinarie messe in campo quando una rete idrica risulta contaminata oltre le soglie indicate dalle Linee guida. Può essere termica (shock termico con acqua a 70-80 °C ai punti distali), chimica (iperclorazione, biossido di cloro, perossido di idrogeno con argento, monoclorammina) o combinata.
La scelta della tecnica dipende da diversi fattori: materiale delle tubazioni, presenza di pazienti vulnerabili, possibilità di interrompere il servizio, entità della contaminazione. In ambito sanitario, ad esempio, lo shock termico può essere preferito per evitare residui chimici nell'acqua potabile, mentre nelle reti molto estese il trattamento chimico in continuo è più sostenibile.
Ogni bonifica deve essere documentata, verificata da nuovi campionamenti post-trattamento e seguita da un piano di mantenimento che ne consolidi i risultati. La soglia generalmente considerata di intervento per ambienti ad alto rischio è 10⁴ UFC/L, con misure proporzionali alla carica rilevata.
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