Lo shock termico è una procedura di bonifica che sfrutta la rapida inattivazione della legionella alle alte temperature. Il protocollo classico prevede di portare la temperatura di mandata sopra i 70 °C e di mantenerla aperta a ciascun punto distale per almeno 30 minuti, in modo che l'acqua calda raggiunga ogni terminale a una temperatura non inferiore a 60 °C.
È una tecnica efficace, priva di residui chimici, particolarmente utile in ambiti sanitari. Richiede però attenzione al rischio di scottature (vanno chiusi i punti accessibili agli utenti) e al carico termico su tubazioni e accumuli (alcuni materiali plastici o gomme tollerano male le alte temperature ripetute).
Lo shock termico è raramente risolutivo da solo: va combinato con eliminazione dei rami morti, manutenzione dei terminali e successivo mantenimento delle temperature corrette di esercizio.
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