Lo shock termico è una procedura di bonifica che sfrutta la rapida inattivazione della legionella alle alte temperature. Il protocollo classico prevede di portare la temperatura di mandata sopra i 70 °C e di mantenerla aperta a ciascun punto distale per almeno 30 minuti, in modo che l'acqua calda raggiunga ogni terminale a una temperatura non inferiore a 60 °C.
È una tecnica efficace, priva di residui chimici, particolarmente utile in ambiti sanitari. Richiede però attenzione al rischio di scottature (vanno chiusi i punti accessibili agli utenti) e al carico termico su tubazioni e accumuli (alcuni materiali plastici o gomme tollerano male le alte temperature ripetute).
Lo shock termico è raramente risolutivo da solo: va combinato con eliminazione dei rami morti, manutenzione dei terminali e successivo mantenimento delle temperature corrette di esercizio.
SHOCK TERMICO NELLA GESTIONE DELL'IMPIANTO
La scelta di uno shock termico arriva di solito dopo un referto con cariche elevate e chiede al gestore decisioni organizzative prima ancora che tecniche: chiudere al pubblico i piani interessati, avvisare il personale, verificare che il generatore porti davvero l'acqua sopra i 70 °C e che tubazioni in plastica e guarnizioni lo sopportino. Servono inoltre persone che aprano uno per uno i terminali e misurino la temperatura, un costo in ore di lavoro spesso sottostimato. Un hotel di 40 camere, per dire, programma l'intervento in un giorno di bassa occupazione, assegna due addetti per piano, registra la temperatura raggiunta a ogni doccia e fissa nel piano la data del prelievo di verifica, lasciando trascorrere il tempo necessario perché il risultato sia significativo.
Errori ed equivoci frequenti
- Misurare i 70 °C solo in centrale termica e considerare riuscito l'intervento senza verificare la temperatura effettivamente raggiunta su ciascun punto distale.
- Ripetere shock termici a ogni positività senza cercare la causa, come rami morti o ricircolo insufficiente, così la contaminazione ritorna dopo poche settimane.
- Eseguire l'intervento con docce accessibili agli ospiti, esponendo persone vulnerabili o bambini a un rischio concreto di ustione.
FAQ: SHOCK TERMICO
- Lo shock termico elimina definitivamente la legionella?
- Abbatte rapidamente la carica nell'acqua e in parte nel biofilm, ma raramente da solo risolve il problema. Se restano rami morti, accumuli tiepidi o ricircolo debole, la colonizzazione riprende. All'intervento devono quindi seguire correzioni impiantistiche, temperature di esercizio corrette e un campionamento di verifica che ne dimostri l'efficacia nel tempo.
- Quali impianti non sopportano lo shock termico?
- Possono avere problemi reti in materiale plastico non idoneo alle alte temperature, guarnizioni e flessibili datati, alcuni miscelatori e accumuli con limiti di esercizio inferiori a 70 °C. Prima dell'intervento conviene verificare schede tecniche e stato dei componenti con il manutentore. Dove i limiti sono stringenti si valuta una disinfezione chimica alternativa.
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SETTORI INTERESSATI
DALLA DEFINIZIONE ALL'INTERVENTO
Sopralluogo, valutazione del rischio, campionamento e referti accreditati ISO 11731 sul tuo impianto.