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Preventivo in 24 ore

Analisi Legionella Italia

Metodi analitici

Iperclorazione

Bonifica chimica d'urto della rete idrica con cloro a concentrazioni elevate, generalmente 20-50 mg/L.

Tecniche di campionamento, conta in laboratorio, identificazione e tipizzazione.

L'iperclorazione è una procedura di bonifica che prevede la saturazione temporanea della rete con soluzioni di cloro libero a concentrazioni elevate, tipicamente 20-50 mg/L mantenute per alcune ore. Si distinguono protocolli con concentrazioni più basse e tempi di contatto lunghi (es. 5-10 mg/L per 24 ore) e protocolli con concentrazioni alte e tempi brevi (50 mg/L per 1-2 ore).

Durante l'intervento tutti i punti distali devono essere aperti per garantire che il disinfettante raggiunga ogni ramo. Si chiude poi la rete all'utenza, si lascia agire e si esegue il risciacquo fino al ritorno della clorazione di routine. Vanno controllati i materiali (alcune guarnizioni o tubazioni in materiali plastici degradano), gli scarichi e l'eventuale contatto con utenti vulnerabili.

È efficace contro la fase planctonica della legionella ma da sola spesso non è risolutiva contro biofilm consolidati: va combinata con interventi meccanici, eliminazione dei rami morti e successivo mantenimento.

In pratica

IPERCLORAZIONE NELLA GESTIONE DELL'IMPIANTO

Chi organizza un'iperclorazione deve risolvere prima un problema logistico che chimico: l'impianto va sottratto all'uso per tutto il tempo di contatto e nessuno deve aprire un rubinetto senza saperlo. In una RSA questo significa coordinare reparti, cucina e lavanderia, affiggere avvisi su ogni punto d'erogazione e prevedere acqua alternativa per gli ospiti. Vanno anche verificati i materiali, il dosaggio e il punto di scarico dell'acqua clorata, che non va mandata a caso in fognatura. In un capannone con spogliatoi, ad esempio, il trattamento si esegue di venerdì sera, con apertura sequenziale dei terminali finché il cloro libero misurato all'ultimo rubinetto raggiunge il valore previsto, contatto notturno e risciacquo il sabato mattina, così il lunedì gli addetti trovano le docce già ripristinate.

Errori ed equivoci frequenti

  • Misurare il cloro solo all'ingresso della rete: se il valore non è confermato sui terminali più lontani, quei rami restano di fatto non trattati.
  • Confondere iperclorazione e clorazione continua: la prima è un intervento d'urto temporaneo, la seconda un mantenimento a basse concentrazioni che richiede impianto di dosaggio e controlli frequenti.
Domande frequenti

FAQ: IPERCLORAZIONE

Dopo l'iperclorazione quando si può riutilizzare l'acqua?
Solo dopo il risciacquo completo della rete e la verifica che il cloro libero ai terminali sia tornato ai valori ordinari di esercizio. La misura si esegue con un kit colorimetrico o un fotometro su più punti distali. Fino a quel momento l'acqua non va usata per bere, cucinare o lavarsi, e i punti vanno segnalati come fuori servizio.
L'iperclorazione rovina le tubazioni?
Concentrazioni elevate di cloro possono accelerare la corrosione dell'acciaio zincato e degradare alcune guarnizioni e materiali plastici, soprattutto se l'intervento viene ripetuto spesso. Per questo prima del trattamento si verifica la compatibilità dei materiali con il produttore o con l'installatore e si limita il numero di cicli, preferendo correggere le cause della contaminazione.
Glossario

TERMINI CORRELATI

Applicabilità

SETTORI INTERESSATI

Servizio accreditato

DALLA DEFINIZIONE ALL'INTERVENTO

Sopralluogo, valutazione del rischio, campionamento e referti accreditati ISO 11731 sul tuo impianto.