La clorazione consiste nell'introdurre nell'acqua composti del cloro (ipoclorito di sodio, biossido di cloro, monoclorammina) per abbattere la carica microbica. In regime continuo le concentrazioni residue tipiche sono 0,2-0,5 mg/L di cloro libero per l'acqua potabile, valori che possono essere insufficienti contro la legionella protetta nel biofilm.
Il biossido di cloro è più efficace contro il biofilm rispetto all'ipoclorito e meno influenzato dal pH, ma richiede generatori dedicati e controlli sui sottoprodotti (cloriti, clorati). La monoclorammina ha persistenza maggiore in reti estese ed è utilizzata negli ospedali.
La clorazione di routine non sostituisce la corretta progettazione idraulica e la gestione delle temperature, ma le integra. In caso di bonifica si ricorre all'iperclorazione, con concentrazioni temporanee molto più elevate.
CLORAZIONE NELLA GESTIONE DELL'IMPIANTO
La decisione di installare una stazione di dosaggio del cloro arriva di solito dopo uno o più referti positivi, quando l'amministratore o il facility manager cerca una misura stabile oltre alla bonifica. Prima di firmare il preventivo conviene valutare tre aspetti: il residuo realmente misurabile ai punti più lontani, la compatibilità delle tubazioni con l'ossidante scelto e il costo dei controlli analitici sui sottoprodotti. In molte reti la clorazione funziona solo se accompagnata da un ricircolo bilanciato. Uno stabilimento con spogliatoi e docce usate a turni, misurando ogni settimana il cloro libero all'ultima doccia della linea, può scoprire che il valore si azzera nel fine settimana: la soluzione diventa allora un flussaggio programmato il lunedì mattina, non un dosaggio più alto.
Errori ed equivoci frequenti
- Misurare il cloro residuo solo vicino alla stazione di dosaggio: il dato utile è quello rilevato ai terminali più distanti e meno utilizzati della rete.
- Aumentare il dosaggio per compensare un ricircolo inefficiente, con il risultato di accelerare la corrosione delle tubazioni zincate senza risolvere il problema idraulico.
- Pensare che l'acqua dell'acquedotto, già clorata, protegga anche la rete interna: il residuo si consuma rapidamente nei serbatoi e nei tratti caldi.
FAQ: CLORAZIONE
- La clorazione elimina la legionella dall'impianto?
- Riduce la carica batterica nell'acqua circolante, ma raramente elimina la legionella protetta nel biofilm e nelle amebe. Per questo il trattamento continuo va inteso come misura di contenimento, efficace solo se il residuo arriva ai terminali e se temperature, ricircolo e manutenzione sono gestiti correttamente. I campionamenti periodici verificano se la strategia sta funzionando.
- Clorazione continua o iperclorazione: quando si usa l'una o l'altra?
- L'iperclorazione è un intervento d'urto: si porta la rete a concentrazioni elevate per un tempo definito, poi si risciacqua e si verifica il ritorno a valori compatibili con il consumo. Si usa dopo esiti sopra soglia, prima di una riapertura o dopo lavori. Il dosaggio continuo serve invece a mantenere sotto controllo reti con criticità strutturali che non si possono eliminare a breve.
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Sopralluogo, valutazione del rischio, campionamento e referti accreditati ISO 11731 sul tuo impianto.