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Analisi Legionella Italia

Biologia

Biofilm

Pellicola adesa alle superfici interne delle tubazioni in cui la legionella trova nutrimento e protezione dai disinfettanti.

Microrganismi, ecologia, meccanismi di moltiplicazione e patogenesi della legionella.

Il biofilm è un aggregato complesso di microrganismi (batteri, alghe, protozoi, funghi) immerso in una matrice polimerica autoprodotta, che aderisce alle superfici a contatto con l'acqua. Si forma rapidamente in qualunque rete idrica, anche di nuova costruzione, e ha uno spessore variabile da pochi micron a diversi millimetri.

Per la legionella il biofilm rappresenta un habitat ideale: la protegge dalle concentrazioni standard di cloro, la nutre grazie alle sostanze rilasciate dagli altri microrganismi e le offre simbiosi con amebe e protozoi che la ospitano amplificandone la replicazione. Per questa ragione una bonifica efficace non può limitarsi a una clorazione superficiale ma deve aggredire meccanicamente o termicamente il biofilm consolidato.

La lotta al biofilm passa da: progettazione idraulica con velocità sufficiente, eliminazione dei rami morti, manutenzione periodica degli accumuli, scelta accurata dei materiali e disinfezioni d'urto programmate.

In pratica

BIOFILM NELLA GESTIONE DELL'IMPIANTO

Durante un sopralluogo il biofilm non si vede quasi mai, ma si intuisce da segnali precisi: rompigetto incrostati, flessibili delle docce opacizzati, referti positivi che ritornano poche settimane dopo una clorazione. Per il gestore conta perché sposta la spesa dalla disinfezione alla manutenzione: sostituire soffioni, eliminare tratti ciechi e pulire i fondi dei bollitori costa meno che ripetere shock termici a vuoto. Il DVR dovrebbe indicare dove la pellicola è più probabile, cioè punti poco usati, accumuli e terminali in gomma. Capita, per esempio, in una palestra con 14 docce: la positività persistente di due sole postazioni si risolve rimuovendo un vecchio tubo di collegamento verso un lavabo dismesso e cambiando i flessibili, senza bonificare l'intera rete.

Errori ed equivoci frequenti

  • Pensare che una iperclorazione con esito negativo abbia eliminato il biofilm: spesso colpisce solo le cellule sospese, mentre quelle protette nella matrice ricolonizzano l'acqua in poche settimane.
  • Ritenere immuni le reti nuove o in multistrato: la pellicola si forma già nei primi giorni di esercizio, soprattutto se l'impianto resta fermo dopo il collaudo.
  • Prelevare solo dopo lungo scorrimento quando si vuole valutare il terminale: è il primo getto a trascinare con sé il biofilm del rubinetto e del flessibile.
Domande frequenti

FAQ: BIOFILM

Come si elimina il biofilm dalle tubazioni dell'acqua?
Serve combinare azione meccanica, termica o chimica: flussaggi ad alta velocità, shock termico sopra i 70 °C sui terminali, disinfezione con biocidi a concentrazione adeguata e sostituzione dei componenti più colonizzati come flessibili e rompigetto. Senza correggere ristagni e temperature, però, la pellicola si riforma, quindi la bonifica va abbinata a interventi strutturali sull'impianto.
Il biofilm nell'acqua è pericoloso per la salute?
La pellicola in sé non è un contaminante da bere, ma ospita batteri e amebe che possono passare nell'acqua erogata. Il problema principale riguarda Legionella, che al suo interno si moltiplica protetta dai disinfettanti e viene rilasciata con l'aerosol di docce e rubinetti. Per questo va gestita nel piano di autocontrollo anche quando l'acqua appare limpida.
Glossario

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