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Preventivo in 24 ore

Analisi Legionella Italia

Impianto

Temperatura di mandata

Temperatura dell'acqua calda all'uscita della centrale, raccomandata sopra i 55-60 °C per inibire la legionella.

Componenti idrosanitari, aeraulici e di processo dove la legionella può proliferare.

La temperatura di mandata è il valore di temperatura dell'acqua calda sanitaria misurato all'uscita del produttore (caldaia, scambiatore, bollitore). Le Linee guida nazionali raccomandano una temperatura di mandata di almeno 60 °C e una temperatura di ritorno del ricircolo non inferiore a 50-55 °C, per inibire la moltiplicazione della legionella lungo tutta la rete.

Valori più bassi, se mantenuti nel tempo, generano una finestra termica ottimale per la proliferazione del batterio, in particolare quando combinati con stagnazioni o biofilm consolidato. Valori troppo alti aumentano consumi energetici e rischio di scottature, da gestire con miscelatori termostatici al punto di erogazione e non a monte della rete.

La misura va effettuata con strumentazione tarata, registrata nel piano di autocontrollo e confrontata con i parametri di set point degli impianti.

In pratica

TEMPERATURA DI MANDATA NELLA GESTIONE DELL'IMPIANTO

Il valore di mandata è il primo numero che un tecnico annota entrando in centrale termica, ed è spesso quello che spiega un referto positivo. Se la caldaia è impostata a 50 °C per risparmiare, l'intera rete lavora nella fascia favorevole alla moltiplicazione batterica e nessuna disinfezione periodica compenserà a lungo quella scelta. Per il gestore significa bilanciare bolletta energetica, sicurezza contro le scottature e prevenzione: la soluzione tipica è tenere alta la produzione e installare miscelatori termostatici vicino ai terminali. Si pensi a un B&B con pompa di calore che arriva a 52 °C: una resistenza elettrica programmata porta l'accumulo sopra i 60 °C ogni notte e i valori finiscono nel piano di autocontrollo.

Errori ed equivoci frequenti

  • Fidarsi del termostato del generatore: il valore impostato può differire anche di diversi gradi da quello reale misurato con termometro tarato sulla tubazione di uscita.
  • Controllare solo la mandata trascurando il ritorno del ricircolo: una partenza a 60 °C con ritorno a 42 °C rivela tratti di rete che non restano in temperatura.
  • Installare un unico miscelatore centrale a valle del bollitore: abbassa la temperatura di tutta la distribuzione e annulla l'effetto protettivo della produzione ad alta temperatura.
Domande frequenti

FAQ: TEMPERATURA DI MANDATA

A che temperatura deve uscire l'acqua calda per evitare la legionella?
Il riferimento delle Linee guida nazionali 2015 è mantenere l'acqua calda in uscita dal sistema di produzione ad almeno 60 °C, con un ritorno del ricircolo non inferiore a 50 °C. Sotto queste soglie, e in particolare fra 25 e 45 °C, il batterio trova condizioni favorevoli alla moltiplicazione, soprattutto in presenza di ristagni e biofilm.
Come si misura correttamente la temperatura di mandata?
Si usa un termometro tarato, a contatto o a immersione, sul tubo di uscita dal bollitore o dallo scambiatore, a regime e dopo un prelievo d'acqua significativo. Il valore va confrontato con il set point impostato e annotato nel registro dell'impianto con data, ora e operatore, così da dimostrare nel tempo il rispetto dei parametri.
Glossario

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