Vai al contenuto principale

Preventivo in 24 ore

Analisi Legionella Italia

Metodi analitici

Sterilizzazione termica

Trattamento mediante calore di componenti impiantistici (es. accumuli, filtri) per inattivare la legionella.

Tecniche di campionamento, conta in laboratorio, identificazione e tipizzazione.

La sterilizzazione termica è il trattamento mediante calore (acqua a temperatura elevata, vapore, riscaldamento prolungato) di componenti dell'impianto idrico per ridurre la carica microbica. Si applica tipicamente a serbatoi di accumulo, filtri, sezioni isolabili, terminali smontabili.

La temperatura e il tempo necessari dipendono dalla specie batterica: per la legionella si considera che a 60 °C la mortalità sia rapida (oltre il 90% in pochi minuti), a 70 °C praticamente istantanea, mentre tra 50 e 55 °C servono tempi più lunghi.

A differenza dello shock termico applicato all'intera rete, la sterilizzazione termica può essere effettuata in maniera mirata su singoli componenti, riducendo l'impatto operativo. È particolarmente utile come misura complementare durante la manutenzione programmata o dopo modifiche impiantistiche.

In pratica

STERILIZZAZIONE TERMICA NELLA GESTIONE DELL'IMPIANTO

Il manutentore la propone quando un componente isolabile, come un accumulo da 500 litri, un filtro a cartuccia o un gruppo di soffioni smontati, risulta colonizzato e non conviene trattare tutta la rete. Portare il solo accumulo a 70 °C per un tempo definito, con successivo svuotamento e risciacquo, ferma l'impianto per poche ore e non espone gli utenti ai rischi di ustione tipici dello shock termico generalizzato. La scelta incide sui costi: un intervento mirato richiede meno ore di presidio e meno acqua scaricata. Va però documentato nel registro di autocontrollo con temperature raggiunte, durata e operatore, e seguito da un campionamento di verifica che ne dimostri l'efficacia.

Errori ed equivoci frequenti

  • Intendere la sterilizzazione come garanzia di assenza totale di batteri: sui componenti d'impianto si ottiene una forte riduzione, e il biofilm residuo può ricolonizzare.
  • Misurare la temperatura solo sul generatore e non sul componente trattato: se l'accumulo stratifica, il fondo può restare sotto i 60 °C per tutto il ciclo.
  • Rimontare filtri o terminali trattati senza sostituire guarnizioni degradate e incrostate, che ospitano biofilm protetto dal calore e annullano il beneficio.
Domande frequenti

FAQ: STERILIZZAZIONE TERMICA

A che temperatura muore la legionella?
La mortalità cresce rapidamente con la temperatura. Intorno a 60 °C la maggior parte della popolazione batterica viene inattivata in pochi minuti, a 70 °C l'effetto è quasi immediato, mentre fra 50 e 55 °C servono tempi molto più lunghi. Biofilm e calcare proteggono però i batteri, quindi il calore va mantenuto abbastanza a lungo su tutte le superfici.
Meglio la sterilizzazione termica o lo shock termico dell'intera rete?
Dipende da dove si trova la contaminazione. Se il problema è localizzato in un accumulo, in un filtro o in un gruppo di terminali, il trattamento mirato è più rapido, economico e sicuro. Se le positività interessano punti distali in zone diverse dell'edificio, la colonizzazione riguarda probabilmente la rete e serve un intervento esteso, definito nel piano di bonifica.
Glossario

TERMINI CORRELATI

Applicabilità

SETTORI INTERESSATI

Servizio accreditato

DALLA DEFINIZIONE ALL'INTERVENTO

Sopralluogo, valutazione del rischio, campionamento e referti accreditati ISO 11731 sul tuo impianto.