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Preventivo in 24 ore

Analisi Legionella Italia

Gestione operativa

Ristagno idrico

Condizione in cui l'acqua rimane ferma in una tubazione per ore o giorni, determinando il principale fattore di rischio per la proliferazione di legionella.

Procedure operative, registri, bonifiche, ruoli e responsabilità nella prevenzione.

Il ristagno idrico si verifica quando l'acqua in una tubazione non viene rinnovata per un periodo sufficiente a far scendere (o salire) la temperatura nel range critico (25-45 °C) e a consumare il disinfettante residuale. È la condizione precursore più frequente della colonizzazione da legionella e si realizza in: rami morti, punti distali non utilizzati (camere chiuse, impianti fuori stagione), serbatoi sovradimensionati, tratti di rete a bassa portata.

Le conseguenze del ristagno si sommano: abbattimento del residuo di cloro, equalizzazione della temperatura con quella dell'ambiente circostante, sviluppo del biofilm in assenza di shear stress fluidodinamico, proliferazione delle amebe e conseguente amplificazione della carica batterica.

Le Linee guida 2015 e la norma UNI EN 806-5 raccomandano flussaggi regolari (almeno settimanali) per tutti i punti non utilizzati quotidianamente. In strutture stagionali (hotel estivi, piscine) la procedura di apertura deve prevedere un flussaggio estensivo e campionamento prima della riapertura.

In pratica

RISTAGNO IDRICO NELLA GESTIONE DELL'IMPIANTO

Il ristagno è il fattore che più spesso emerge confrontando la planimetria dell'edificio con l'uso reale dei locali: bagni di uffici dismessi, docce di palestre aziendali chiuse, ali di hotel attivate solo in alta stagione. Per il gestore il rimedio più economico è organizzativo, cioè un programma di flussaggi con responsabili e registro; quello più costoso è strutturale, come l'eliminazione di tratti inutilizzati. La valutazione del rischio dovrebbe indicare quale strada adottare punto per punto. Una sede aziendale passata al lavoro ibrido, che lascia vuoto un piano per mesi, ne è un buon esempio: il responsabile della sicurezza inserisce nel piano di autocontrollo l'apertura settimanale di lavabi e docce del piano, con durata dell'erogazione e firma dell'addetto.

Errori ed equivoci frequenti

  • Flussare soltanto i rubinetti dimenticando docce, soffioni e attacchi di lavatrici o lavastoviglie dismesse, che restano punti morti collegati alla rete.
  • Dimenticare il ristagno sull'acqua fredda, che d'estate o vicino a tubazioni calde può raggiungere temperature favorevoli alla crescita batterica.
  • Eseguire il flussaggio delle docce senza precauzioni per l'operatore, esponendolo proprio all'aerosol che la procedura dovrebbe aiutare a prevenire.
Pratica

ESEMPI APPLICATIVI

  • Camera d'albergo chiusa per 3 settimane con doccia non flussata: temperatura rubinetto 36 °C, cloro non rilevabile, carica 4×10³ UFC/L.
  • Flussaggio settimanale programmato su 45 camere fuori uso in hotel 4 stelle.
Domande frequenti

FAQ: RISTAGNO IDRICO

Quanto deve durare il flussaggio di un rubinetto poco usato?
Non esiste una durata unica valida per ogni impianto: l'indicazione pratica è far scorrere l'acqua fino al raggiungimento di una temperatura stabile, misurata con termometro, sia sull'acqua calda sia sulla fredda. La durata adottata e la frequenza vanno fissate nel piano di autocontrollo e annotate a ogni intervento, insieme al nome di chi lo esegue.
Che differenza c'è fra ristagno e ramo morto?
Il ramo morto è un difetto strutturale: un tratto di tubazione chiuso o scollegato dalle utenze, in cui l'acqua non scorre mai. Il ristagno è invece una condizione d'uso, che riguarda anche rubinetti funzionanti ma usati di rado. Per questo il primo si elimina con lavori sull'impianto, mentre il secondo si gestisce con flussaggi programmati e registrati.
Glossario

TERMINI CORRELATI

Applicabilità

SETTORI INTERESSATI

Servizio accreditato

DALLA DEFINIZIONE ALL'INTERVENTO

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