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Analisi Legionella Italia
Guida rapidaTutte le strutture2 pagine · HTML stampabile (A4)

Guida rapida al campionamento acqua per legionella

La guida rapida al campionamento spiega in due pagine come prelevare acqua per la ricerca di Legionella: quali punti scegliere, come gestire spurgo, primo e secondo litro, quali contenitori usare, come conservare ed etichettare i flaconi. Serve al tecnico interno per consegnare al laboratorio campioni validi e confrontabili nel tempo.

Cosa trovi dentro

  • Criteri di scelta dei punti di prelievo: distali, accumuli, torri evaporative
  • Procedura passo-passo: apertura rubinetto, spurgo, prelievo primo e secondo litro
  • Contenitori corretti per legionella (con sodio tiosolfato) vs analisi chimiche
  • Temperature di conservazione e tempi massimi di trasporto al laboratorio
  • Errori più comuni che invalidano il campione e come evitarli
  • Schema etichettatura flaconi e modulo di accompagnamento
Caricamento modulo di download risorsa in corso

A chi serve e in quali casi usarla

La guida è per manutentori e tecnici che eseguono i prelievi al posto del laboratorio o in affiancamento. Il risultato di un'analisi dipende in buona parte dal prelievo: un flacone sbagliato o un punto scelto male producono un dato che non descrive l'impianto.

Usatela come scheda da campo, insieme al modulo di accompagnamento del laboratorio. La procedura completa, con numero minimo di campioni e preparazione del punto, è descritta nella guida estesa del sito; qui l'attenzione è sull'organizzazione della giornata di prelievo.

Organizzare la giornata di prelievo

  1. Chiedete i flaconi al laboratorio: per Legionella servono contenitori sterili con sodio tiosolfato, che neutralizza il cloro residuo. I contenitori per le analisi chimiche non sono intercambiabili.
  2. Preparate l'elenco dei punti con codice, piano e locale: distali di acqua calda e fredda, accumuli, eventuali torri evaporative.
  3. Pianificate il giro in modo che i campioni arrivino al laboratorio entro i tempi indicati dalla guida, evitando prelievi a fine settimana se il laboratorio non riceve.
  4. A ogni punto misurate e annotate la temperatura dell'acqua: è richiesta dal modulo e aiuta a interpretare il referto.
  5. Eseguite il prelievo nella sequenza della guida: apertura del rubinetto, spurgo, primo e secondo litro dove previsti, senza toccare l'interno di flacone e tappo.
  6. Etichettate subito ogni flacone secondo lo schema della guida: codice del punto, data, ora, temperatura, tipo di campione.
  7. Conservate e trasportate i campioni alle condizioni indicate nel documento e consegnate il modulo di accompagnamento firmato.

Esempio: piano di prelievo per un hotel con sei punti

Esempio: un hotel di 30 camere con un accumulo, ricircolo e una SPA con docce emozionali. Il piano di autocontrollo prevede sei punti per il campionamento semestrale.

  • P1, accumulo acqua calda alla valvola di fondo: rappresenta l'acqua in uscita dalla produzione.
  • P2, ritorno del ricircolo in centrale: indica lo stato della rete di distribuzione.
  • P3, doccia della camera più lontana dalla centrale: punto distale caldo con aerosol.
  • P4, doccia di una camera poco occupata: punto a rischio di ristagno.
  • P5, doccia emozionale della SPA: aerosol intenso e utenza concentrata.
  • P6, rubinetto dell'acqua fredda all'ultimo piano: verifica del riscaldamento della rete fredda.

Con sei punti e un solo operatore il giro richiede poco più di un'ora. I codici P1-P6 devono coincidere con quelli del DVR e del registro temperature: così il referto si legge accanto alle temperature dello stesso punto.

Errori che invalidano il campione

  • Spurgo troppo lungo su un punto da campionare al primo getto: si preleva acqua di rete e non quella a cui è esposto l'utente al terminale.
  • Flacone senza tiosolfato o portato da casa: il cloro residuo continua ad agire durante il trasporto e può dare un falso negativo.
  • Temperatura non annotata: chi legge il referto perde un elemento chiave per interpretarlo.
  • Etichette incomplete o scritte a fine giro: il rischio di scambiare i campioni di due docce è concreto.
  • Tempi di consegna non rispettati: un campione arrivato in ritardo può essere rifiutato o dare un esito poco affidabile.
  • Prelievo dopo una disinfezione non segnalato sul modulo: il risultato va letto in modo diverso e il laboratorio deve saperlo.

Riferimenti: metodo, Linee guida 2015 e D.Lgs. 18/2023

Le Linee guida del 7 maggio 2015 contengono indicazioni su modalità di prelievo, trasporto e conservazione dei campioni ambientali. In caso di cluster prevedono che i campioni siano analizzati dai laboratori di riferimento regionali. Il conteggio si esegue con il metodo colturale UNI EN ISO 11731:2017, che esprime il risultato in UFC/L, l'unità delle soglie di intervento.

Il D.Lgs. 18/2023 fissa per Legionella nei sistemi di distribuzione interni un valore di parametro di 1.000 UFC/L. Per gli edifici prioritari il monitoraggio fa parte della valutazione del rischio a carico del gestore idrico: campioni prelevati male rendono inutilizzabile anche questo dato.

La procedura estesa, dal numero di campioni alla consegna al laboratorio.

Procedura di campionamento acqua legionella, passo per passo

Come scegliere i punti più rappresentativi del rischio.

Mappa dei punti di campionamento per tipo di impianto

Prezzi indicativi per campione e per piano di campionamento.

Quanto costano le analisi legionella
FAQ

Domande frequenti

  • Si può prelevare con un flacone qualsiasi purché sterile?

    No. Per Legionella il flacone deve essere sterile e contenere sodio tiosolfato, che neutralizza il cloro residuo e ne blocca l'azione durante il trasporto. Un contenitore sterile senza neutralizzante può dare un falso negativo. I flaconi vanno chiesti al laboratorio che esegue l'analisi, che li fornisce già preparati e del volume corretto.

  • Meglio prelevare al primo getto o dopo lo spurgo?

    Dipende dallo scopo. Il campione raccolto all'apertura del terminale descrive l'acqua ferma nel rubinetto o nel soffione, cioè quella a cui è esposto l'utente. Il campione raccolto dopo lo scorrimento descrive meglio la rete di distribuzione. La guida indica la sequenza operativa; lo scopo va scritto sul modulo, perché cambia la lettura del referto.

  • Il tecnico interno può eseguire i prelievi?

    Sì, se formato e se segue una procedura scritta come questa guida, con flaconi forniti dal laboratorio. In caso di cluster le Linee guida 2015 prevedono che i campioni ambientali siano analizzati dai laboratori di riferimento regionali. Per i controlli di routine molte strutture affidano i prelievi al laboratorio, che garantisce anche la catena di custodia.

  • Quanti punti bisogna campionare?

    Il numero dipende dalla dimensione dell'impianto e dal livello di rischio stabilito nel DVR. La guida aiuta a scegliere tra distali, accumuli e torri evaporative; numero minimo e distribuzione dei punti vanno fissati nel piano di autocontrollo. I punti devono restare gli stessi nei diversi cicli, così i referti si possono confrontare nel tempo.

Altre risorse utili

Dalla risorsa al sopralluogo

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