Quando serve la procedura e chi la applica
L'iperclorazione shock è una disinfezione straordinaria dell'impianto con cloro ad alta concentrazione, seguita da risciacquo. Si usa dopo un referto oltre le soglie di intervento, prima di riaprire dopo un lungo fermo o dopo lavori che hanno aperto la rete. La esegue un tecnico formato; la struttura la approva e ne conserva la registrazione.
Il modello va completato a freddo, quando non c'è un'emergenza. In quel momento si raccolgono volumi, materiali e schema dell'impianto, e si concordano i valori con il tecnico. Dopo un referto positivo resta solo da applicarlo.
Come adattare e applicare il modello
- Inserite i dati dell'impianto: volume di ogni accumulo, materiali delle tubazioni, presenza di addolcitori, filtri o dosatori. Alcuni materiali e guarnizioni tollerano male le alte concentrazioni di cloro: il tecnico deve confermarne la compatibilità.
- Individuate nella tabella dei dosaggi la riga del vostro volume di accumulo e trascrivete quantità di prodotto e tempo di contatto stabiliti dal tecnico.
- Definite l'isolamento: utenze da chiudere, modalità di avviso a ospiti, pazienti o condòmini, segnaletica sui terminali per tutta la durata del trattamento.
- Preparate i DPI previsti dalla checklist del modello e verificate la ventilazione del locale in cui si maneggia la soluzione concentrata.
- Immettete il cloro e aprite i terminali in sequenza finché il disinfettante arriva a ogni punto, poi lasciate agire per il tempo di contatto previsto.
- A fine contatto risciacquate e misurate il cloro residuo libero: l'acqua torna in uso solo con valori compatibili con il consumo umano.
- Compilate la sezione finale con data, orari, quantità impiegate, valori misurati e firma del tecnico responsabile, e allegatela al fascicolo dell'impianto.
- Programmate il campionamento di verifica secondo i tempi del piano di autocontrollo, a impianto tornato in uso normale.
Esempio di calcolo per un accumulo da 1.500 litri
Esempio: un accumulo da 1.500 litri e una concentrazione obiettivo fissata dal tecnico, per ipotesi 50 mg/L di cloro libero. Servono 1.500 × 50 = 75.000 mg, cioè 75 grammi di cloro attivo. Con un ipoclorito di sodio commerciale al 12% di cloro attivo occorrono circa 625 grammi di prodotto.
Il calcolo copre solo il volume dell'accumulo. Le tubazioni contengono altra acqua e consumano cloro a contatto con biofilm e incrostazioni: per questo la procedura prevede la verifica della concentrazione ai terminali, non solo in centrale. Valore obiettivo e tempo di contatto restano una scelta del tecnico, in base all'impianto.
Errori tipici rilevati dopo una bonifica
- Nessuna verifica del residuo: senza misure di cloro libero a fine contatto e dopo il risciacquo non si dimostrano né l'efficacia né la sicurezza dell'acqua restituita all'uso.
- Concentrazione verificata solo in centrale: i terminali lontani possono ricevere molto meno cloro, proprio dove il rischio è maggiore.
- Terminali esclusi: soffioni, docce poco usate e rami secondari dimenticati restano colonizzati e ricontaminano la rete.
- Ricampionamento troppo ravvicinato: un prelievo fatto subito dopo il risciacquo non descrive la ricolonizzazione che può avvenire nelle settimane successive.
- Registrazione incompleta: senza orari, quantità e firma, all'ispettore resta solo una dichiarazione verbale.
Riferimenti: Linee guida 2015 e D.Lgs. 18/2023
Le Linee guida nazionali del 7 maggio 2015 indicano la disinfezione dell'impianto tra le azioni correttive quando i campionamenti superano le soglie: sempre oltre 10.000 UFC/L, e nella fascia 1.001-10.000 UFC/L quando oltre il 20% dei campioni è positivo. Alla disinfezione va affiancata la revisione della valutazione del rischio, perché senza correggere la causa la colonizzazione tende a tornare.
Il D.Lgs. 18/2023 disciplina la qualità dell'acqua destinata al consumo umano fino al rubinetto. Dopo il trattamento l'acqua deve rispettarne i requisiti prima di tornare all'uso. L'acqua di risciacquo ad alta concentrazione va scaricata in fognatura in modo controllato, non dispersa all'esterno.
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