Palazzi del dopoguerra e mini-alloggi universitari: due reti, due problemi
Nei grandi condomini costruiti fra gli anni Cinquanta e Settanta nei quartieri fuori porta, la produzione di acqua calda è spesso affidata a un unico bollitore in centrale termica con un anello di ricircolo progettato per un uso familiare costante. Oggi molti appartamenti sono abitati da una o due persone, alcuni restano sfitti, altri sono stati frazionati: la portata reale è più bassa di quella di progetto e le colonne più lontane faticano a mantenere la temperatura.
Nel centro storico e lungo le direttrici universitarie il problema si sposta sulle unità affittate agli studenti. Tra giugno e settembre interi piani restano senza consumi, e l'acqua ferma nelle diramazioni verso i bagni si intiepidisce proprio nei mesi più caldi. Al rientro di ottobre, la prima doccia della mattina è quella che produce l'aerosol più carico.
C'è poi il tema della comunicazione: nei condomini con molti proprietari non residenti o fondi di investimento è difficile ottenere l'accesso agli alloggi per i prelievi distali. Per questo concordiamo con l'amministratore un'unità campione per colonna, scelta tra quelle più lontane dalla centrale e più facilmente accessibili, e indichiamo nella relazione perché è rappresentativa dell'intero stabile.