Calcare, palestre e riscaldamento: dove si annida il rischio nei plessi bresciani
Nella rete bresciana l'acqua arriva con una durezza elevata: nei bollitori delle cucine interne e degli spogliatoi delle palestre il calcare si accumula sul fondo e offre riparo al biofilm, soprattutto dove la temperatura di accumulo è stata abbassata per contenere i consumi energetici. Molte scuole primarie e secondarie di primo grado hanno palestre aperte anche alle società sportive del quartiere la sera: le docce restano così in uso intermittente, con alcune file di soffioni quasi mai aperte.
Un caso frequente nei plessi comunali è la sostituzione della caldaia con un generatore a condensazione o l'allaccio al teleriscaldamento cittadino: interventi utili per l'efficienza, che però cambiano temperature di produzione e tempi di riscaldamento dell'acqua sanitaria. Dopo lavori di questo tipo suggeriamo sempre un prelievo di verifica e l'aggiornamento della valutazione del rischio, perché l'impianto non è più quello descritto nel documento precedente.
Nei nidi e nelle scuole dell'infanzia il punto delicato sono i lavabi ad altezza bambino e i miscelatori termostatici che limitano la temperatura in uscita: proteggono dalle scottature, ma mantengono l'acqua miscelata in una fascia favorevole alla proliferazione se la manutenzione non è regolare.
- Bollitori delle cucine interne con temperatura di accumulo ridotta
- Docce delle palestre usate solo in alcune fasce orarie
- Miscelatori termostatici nei bagni di nidi e scuole dell'infanzia