Edifici chiusi a metà: centri estivi, nidi di luglio e palestre serali
A Milano molte scuole non si svuotano del tutto in estate. Alcuni plessi ospitano i centri estivi comunali, i nidi restano aperti per parte di luglio e le palestre sono date in uso ad associazioni sportive la sera. Il risultato è un edificio usato a zone: un'ala con i bagni in funzione, il resto con l'acqua ferma per settimane. Alla ripresa di settembre la stagnazione non è uniforme, e un flussaggio generico rischia di trascurare proprio i terminali dimenticati.
Molti plessi non hanno una cucina di produzione ma un refettorio dove i pasti arrivano già pronti: i punti critici sono quindi lavelli di sporzionamento, lavastoviglie e spogliatoi del personale addetto, oltre ai bagni.
L'acqua dell'acquedotto milanese, prelevata dalla falda, ha una durezza medio-alta: nei bollitori delle palestre e nei rompigetto dei lavabi il calcare si accumula rapidamente e protegge il biofilm. Decalcificazione dei terminali e spurgo dei bollitori andrebbero inseriti nel capitolato di manutenzione che l'ente affida alla ditta esterna, non lasciati all'iniziativa della singola scuola.
- Ali chiuse accanto ad ambienti usati dai centri estivi
- Refettori con lavastoviglie e spogliatoi del personale
- Acqua di falda dura con incrostazioni su rompigetto e bollitori