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Preventivo in 24 ore

Analisi Legionella Italia
Linee guidaVigente24 febbraio 2009

Linee guida Regione Lombardia per la prevenzione e il controllo della legionellosi

Dal decreto DG Sanità n. 1751 del 24 febbraio 2009 alla trasmissione delle Linee guida nazionali 2015: cosa vale oggi in Lombardia, come lavorano le ATS e cosa controllano nelle strutture.

Punti chiave

  • Atti regionali: decreto DG Sanità n. 2907 del 28 febbraio 2005 e decreto DG Sanità n. 1751 del 24 febbraio 2009 sulla prevenzione e il controllo della legionellosi in Lombardia.
  • Con la nota della DG Salute prot. H1.2015.0023648 del 5 agosto 2015 la Regione ha trasmesso al sistema sanitario le Linee guida nazionali approvate in Conferenza Stato-Regioni il 7 maggio 2015.
  • Per soglie, campionamenti e azioni correttive il riferimento tecnico sono le Linee guida 2015: 100, 1.000 e 10.000 UFC/L e il criterio del 20% di campioni positivi.
  • Vigilanza, indagini sui casi e prescrizioni sono in capo alle ATS (Agenzie di Tutela della Salute), istituite dalla legge regionale 11 agosto 2015, n. 23 al posto delle ASL.
  • Le ATS emanano proprie istruzioni operative per i settori a rischio, ad esempio per le strutture turistico-ricettive, e organizzano campagne mirate come quella collegata ai Giochi di Milano-Cortina 2026.
  • Il quadro regionale non sostituisce gli obblighi nazionali: valutazione del rischio ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e, per i sistemi idrici interni, del D.Lgs. 18/2023.

In Lombardia chi gestisce un impianto idrico a rischio legionella deve applicare i criteri tecnici delle Linee guida nazionali del 7 maggio 2015, che la Regione ha trasmesso alle aziende sanitarie nell’agosto 2015. Le linee guida regionali storiche, approvate nel 2005 e aggiornate nel 2009, restano il contesto da cui nasce l’organizzazione dei controlli. La vigilanza sul territorio è affidata alle ATS.

Questa pagina ricostruisce la sequenza degli atti regionali, spiega come si raccordano con la normativa nazionale e descrive cosa chiede in concreto un ispettore ATS. Le indicazioni tecniche di dettaglio, comuni a tutte le Regioni, sono trattate nella scheda dedicata all’Accordo Stato-Regioni 2015.

Gli atti regionali lombardi in ordine cronologico

La Lombardia è stata tra le prime Regioni a dotarsi di un proprio documento sulla legionellosi, recependo le Linee guida nazionali del 2000 e gli accordi del 2005 sulle strutture turistico-ricettive e sui laboratori. Gli atti successivi hanno aggiornato quel testo senza cambiare l’impostazione: indicazioni per i gestori, compiti dei servizi di igiene pubblica, gestione dei casi.

  1. 28 febbraio 2005: decreto della Direzione Generale Sanità n. 2907, prime linee guida regionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi.
  2. 24 febbraio 2009: decreto della Direzione Generale Sanità n. 1751, linee guida aggiornate per la prevenzione e il controllo della legionellosi in Lombardia.
  3. 7 maggio 2015: la Conferenza Stato-Regioni approva le nuove Linee guida nazionali, che riuniscono in un solo testo i documenti del 2000 e del 2005.
  4. 5 agosto 2015: la Direzione Generale Salute trasmette le Linee guida nazionali al sistema sanitario regionale (nota prot. H1.2015.0023648).
  5. 11 agosto 2015: la legge regionale n. 23 riorganizza il servizio sanitario lombardo; le ASL lasciano il posto alle ATS per la tutela della salute e alle ASST per l’erogazione delle prestazioni.
  6. Novembre 2025: ATS della Città Metropolitana di Milano avvia un questionario sul rischio legionella per le strutture ricettive delle province di Milano e Lodi, nell’ambito del piano sanitario per i Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026.

Soglie 100, 1.000 e 10.000 UFC/L, criterio del 20% dei campioni positivi e misure per ciascun tipo di impianto.

Scheda sulle Linee guida nazionali del 7 maggio 2015

Chi controlla: ATS, ASST e laboratori

Dopo la riforma del 2015 la Lombardia separa la funzione di tutela da quella di erogazione. Le otto ATS programmano e svolgono la vigilanza igienico-sanitaria, ricevono le notifiche dei casi e conducono le indagini ambientali. Le ASST gestiscono ospedali e servizi territoriali e, come strutture sanitarie, sono a loro volta soggette agli obblighi di prevenzione.

Ogni ATS pubblica istruzioni proprie. Un esempio è il documento di ATS Bergamo sulle strutture turistico-ricettive (LG.SISP 04-1 del 7 aprile 2017), che chiede di individuare una persona responsabile del rischio, di disporre di un protocollo di controllo e manutenzione degli impianti idrici e di climatizzazione con un piano di analisi, e di conservare le dichiarazioni di conformità degli impianti ai sensi del D.M. 37/2008.

Quando scatta l’indagine ambientale

La notifica di un caso collegato a un soggiorno o a una struttura porta l’ATS a ispezionare gli impianti, a prelevare campioni e a verificare la documentazione. Il focolaio del 2024 nei Comuni di Corsico e Buccinasco mostra la scala possibile: secondo l’aggiornamento di EpiCentro (ISS) del 13 novembre 2024, 61 casi notificati, 4 decessi e campionamenti in oltre 80 siti, comprese torri di raffreddamento di edifici pubblici e insediamenti produttivi.

In quella circostanza l’ATS ha disposto anche la manutenzione straordinaria e la bonifica degli impianti idrici interni risultati contaminati. È il tipo di prescrizione che un gestore deve saper eseguire in tempi brevi, con un piano di intervento già scritto.

Le azioni nelle prime 24-72 ore dopo un referto positivo o una prescrizione dell’autorità sanitaria.

Piano di emergenza in caso di positività

Cosa chiede un controllo ATS: checklist per il gestore

Le richieste ATS seguono la struttura delle Linee guida 2015. Nel piano per Milano-Cortina 2026, come riportato dalle associazioni di categoria, l’ATS di Milano ha indicato alle strutture ricettive tre documenti di base, con requisiti aggiuntivi per centri benessere, piscine e vasche idromassaggio.

  1. Valutazione del rischio legionella specifica, redatta da un tecnico qualificato, che analizzi tutti gli impianti a rischio e indichi le misure esistenti e quelle da adottare.
  2. Campionamento periodico dei punti critici della rete, almeno una volta l’anno, con referti di un laboratorio che applica la UNI EN ISO 11731:2017.
  3. Registri della manutenzione ordinaria e straordinaria: pulizia dei serbatoi, sostituzione dei rompigetto, flussaggi, trattamenti di disinfezione.
  4. Per SPA, piscine, idromassaggi e aree termali: sezione dedicata nel piano di autocontrollo, registri di manutenzione specifici e un programma di campionamento per ciascun servizio.
  5. Schema aggiornato dell’impianto con i punti di prelievo e le temperature di mandata e ricircolo dell’acqua calda.
  6. Evidenza delle azioni correttive dopo ogni esito sopra 1.000 UFC/L e dei campioni di verifica successivi.

Esempio: un hotel di 60 camere a Milano

Esempio: un hotel di 60 camere con produzione centralizzata di acqua calda, ricircolo e una piccola SPA con vasca idromassaggio. La valutazione del rischio individua come punti critici il bollitore, il ritorno del ricircolo, le docce più distanti su ogni piano e la vasca. Il piano prevede almeno un campionamento annuale della rete e un programma separato per la vasca.

Se un campione della rete risulta tra 1.000 e 10.000 UFC/L, le Linee guida 2015 distinguono in base alla quota di campioni positivi: con oltre il 20% dei punti positivi è richiesta la disinfezione dell’impianto, seguita da nuovi campioni di verifica. Ogni passaggio va annotato nel registro, che è il primo documento richiesto dall’ATS in caso di controllo.

Campionamenti, valutazione del rischio e supporto nei controlli ATS per strutture di Milano e provincia.

Analisi legionella a Milano

Rapporto con gli obblighi nazionali

Gli atti lombardi si sommano agli obblighi nazionali e non li sostituiscono. Il datore di lavoro valuta il rischio biologico ai sensi del Titolo X del D.Lgs. 81/2008, dove Legionella pneumophila è classificata nel gruppo 2 dell’allegato XLVI; è un obbligo non delegabile, nel quale l’RSPP collabora.

Il D.Lgs. 18/2023 ha inserito Legionella tra i parametri dei sistemi di distribuzione domestici, con valore di parametro di 1.000 UFC/L, e ha introdotto la valutazione e gestione del rischio dei sistemi idrici interni degli edifici prioritari. Condomini, alberghi e RSA lombardi devono quindi coordinare il piano regionale con entrambe le norme.

Calendario operativo per mettere in ordine valutazione del rischio, registri e referti prima dell’ispezione.

Prepararsi a un audit ATS in 14 giorni

Verifica degli impianti e della documentazione richiesta dalle ATS lombarde, con piano di campionamento dedicato.

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FAQ

Domande frequenti

  • In Lombardia vale ancora il decreto regionale del 2009?

    Il decreto DG Sanità n. 1751 del 24 febbraio 2009 resta l’atto regionale di riferimento, ma è anteriore alle Linee guida nazionali del 7 maggio 2015, che la Regione ha trasmesso alle aziende sanitarie nell’agosto 2015. Per soglie in UFC/L, metodi analitici e azioni correttive le ATS applicano il testo nazionale. Conviene quindi impostare piano e registri sulle Linee guida 2015.

  • Ogni quanto vanno fatte le analisi legionella in un hotel lombardo?

    La frequenza discende dalla valutazione del rischio. Nel piano per Milano-Cortina 2026 l’ATS di Milano ha indicato alle strutture ricettive un campionamento dei punti critici almeno annuale, con programmi specifici per SPA, piscine e idromassaggi. Strutture con ospiti fragili, impianti estesi o positività pregresse hanno bisogno di frequenze più ravvicinate, motivate per iscritto nel documento.

  • Chi notifica un caso di legionellosi e cosa succede dopo?

    Il medico che pone la diagnosi segnala il caso al servizio di igiene e sanità pubblica dell’ATS competente. L’ATS ricostruisce le esposizioni del paziente e, se emerge un collegamento con una struttura, ispeziona gli impianti, preleva campioni e verifica la documentazione. Può prescrivere bonifiche, sostituzioni di componenti o limitazioni d’uso fino alla verifica degli esiti.

  • Un condominio in Lombardia deve fare la valutazione del rischio legionella?

    Il condominio non è un luogo di lavoro in senso stretto, ma il D.Lgs. 18/2023 riguarda anche i sistemi di distribuzione domestici e fissa per Legionella un valore di parametro di 1.000 UFC/L. Le Linee guida 2015 raccomandano la valutazione del rischio per impianti centralizzati con accumulo e ricircolo. In caso di casi tra i residenti, l’ATS può chiedere campionamenti e interventi.

Conformità

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Applicabilità

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DOVE OPERIAMO

Applichiamo questo riferimento normativo sul campo nelle principali città servite, con il supporto delle ASL/ATS competenti per territorio.

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