Punti chiave
- Atti regionali: decreto DG Sanità n. 2907 del 28 febbraio 2005 e decreto DG Sanità n. 1751 del 24 febbraio 2009 sulla prevenzione e il controllo della legionellosi in Lombardia.
- Con la nota della DG Salute prot. H1.2015.0023648 del 5 agosto 2015 la Regione ha trasmesso al sistema sanitario le Linee guida nazionali approvate in Conferenza Stato-Regioni il 7 maggio 2015.
- Per soglie, campionamenti e azioni correttive il riferimento tecnico sono le Linee guida 2015: 100, 1.000 e 10.000 UFC/L e il criterio del 20% di campioni positivi.
- Vigilanza, indagini sui casi e prescrizioni sono in capo alle ATS (Agenzie di Tutela della Salute), istituite dalla legge regionale 11 agosto 2015, n. 23 al posto delle ASL.
- Le ATS emanano proprie istruzioni operative per i settori a rischio, ad esempio per le strutture turistico-ricettive, e organizzano campagne mirate come quella collegata ai Giochi di Milano-Cortina 2026.
- Il quadro regionale non sostituisce gli obblighi nazionali: valutazione del rischio ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e, per i sistemi idrici interni, del D.Lgs. 18/2023.
In Lombardia chi gestisce un impianto idrico a rischio legionella deve applicare i criteri tecnici delle Linee guida nazionali del 7 maggio 2015, che la Regione ha trasmesso alle aziende sanitarie nell’agosto 2015. Le linee guida regionali storiche, approvate nel 2005 e aggiornate nel 2009, restano il contesto da cui nasce l’organizzazione dei controlli. La vigilanza sul territorio è affidata alle ATS.
Questa pagina ricostruisce la sequenza degli atti regionali, spiega come si raccordano con la normativa nazionale e descrive cosa chiede in concreto un ispettore ATS. Le indicazioni tecniche di dettaglio, comuni a tutte le Regioni, sono trattate nella scheda dedicata all’Accordo Stato-Regioni 2015.
Gli atti regionali lombardi in ordine cronologico
La Lombardia è stata tra le prime Regioni a dotarsi di un proprio documento sulla legionellosi, recependo le Linee guida nazionali del 2000 e gli accordi del 2005 sulle strutture turistico-ricettive e sui laboratori. Gli atti successivi hanno aggiornato quel testo senza cambiare l’impostazione: indicazioni per i gestori, compiti dei servizi di igiene pubblica, gestione dei casi.
- 28 febbraio 2005: decreto della Direzione Generale Sanità n. 2907, prime linee guida regionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi.
- 24 febbraio 2009: decreto della Direzione Generale Sanità n. 1751, linee guida aggiornate per la prevenzione e il controllo della legionellosi in Lombardia.
- 7 maggio 2015: la Conferenza Stato-Regioni approva le nuove Linee guida nazionali, che riuniscono in un solo testo i documenti del 2000 e del 2005.
- 5 agosto 2015: la Direzione Generale Salute trasmette le Linee guida nazionali al sistema sanitario regionale (nota prot. H1.2015.0023648).
- 11 agosto 2015: la legge regionale n. 23 riorganizza il servizio sanitario lombardo; le ASL lasciano il posto alle ATS per la tutela della salute e alle ASST per l’erogazione delle prestazioni.
- Novembre 2025: ATS della Città Metropolitana di Milano avvia un questionario sul rischio legionella per le strutture ricettive delle province di Milano e Lodi, nell’ambito del piano sanitario per i Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026.
Soglie 100, 1.000 e 10.000 UFC/L, criterio del 20% dei campioni positivi e misure per ciascun tipo di impianto.
Scheda sulle Linee guida nazionali del 7 maggio 2015Chi controlla: ATS, ASST e laboratori
Dopo la riforma del 2015 la Lombardia separa la funzione di tutela da quella di erogazione. Le otto ATS programmano e svolgono la vigilanza igienico-sanitaria, ricevono le notifiche dei casi e conducono le indagini ambientali. Le ASST gestiscono ospedali e servizi territoriali e, come strutture sanitarie, sono a loro volta soggette agli obblighi di prevenzione.
Ogni ATS pubblica istruzioni proprie. Un esempio è il documento di ATS Bergamo sulle strutture turistico-ricettive (LG.SISP 04-1 del 7 aprile 2017), che chiede di individuare una persona responsabile del rischio, di disporre di un protocollo di controllo e manutenzione degli impianti idrici e di climatizzazione con un piano di analisi, e di conservare le dichiarazioni di conformità degli impianti ai sensi del D.M. 37/2008.
Quando scatta l’indagine ambientale
La notifica di un caso collegato a un soggiorno o a una struttura porta l’ATS a ispezionare gli impianti, a prelevare campioni e a verificare la documentazione. Il focolaio del 2024 nei Comuni di Corsico e Buccinasco mostra la scala possibile: secondo l’aggiornamento di EpiCentro (ISS) del 13 novembre 2024, 61 casi notificati, 4 decessi e campionamenti in oltre 80 siti, comprese torri di raffreddamento di edifici pubblici e insediamenti produttivi.
In quella circostanza l’ATS ha disposto anche la manutenzione straordinaria e la bonifica degli impianti idrici interni risultati contaminati. È il tipo di prescrizione che un gestore deve saper eseguire in tempi brevi, con un piano di intervento già scritto.
Le azioni nelle prime 24-72 ore dopo un referto positivo o una prescrizione dell’autorità sanitaria.
Piano di emergenza in caso di positivitàCosa chiede un controllo ATS: checklist per il gestore
Le richieste ATS seguono la struttura delle Linee guida 2015. Nel piano per Milano-Cortina 2026, come riportato dalle associazioni di categoria, l’ATS di Milano ha indicato alle strutture ricettive tre documenti di base, con requisiti aggiuntivi per centri benessere, piscine e vasche idromassaggio.
- Valutazione del rischio legionella specifica, redatta da un tecnico qualificato, che analizzi tutti gli impianti a rischio e indichi le misure esistenti e quelle da adottare.
- Campionamento periodico dei punti critici della rete, almeno una volta l’anno, con referti di un laboratorio che applica la UNI EN ISO 11731:2017.
- Registri della manutenzione ordinaria e straordinaria: pulizia dei serbatoi, sostituzione dei rompigetto, flussaggi, trattamenti di disinfezione.
- Per SPA, piscine, idromassaggi e aree termali: sezione dedicata nel piano di autocontrollo, registri di manutenzione specifici e un programma di campionamento per ciascun servizio.
- Schema aggiornato dell’impianto con i punti di prelievo e le temperature di mandata e ricircolo dell’acqua calda.
- Evidenza delle azioni correttive dopo ogni esito sopra 1.000 UFC/L e dei campioni di verifica successivi.
Esempio: un hotel di 60 camere a Milano
Esempio: un hotel di 60 camere con produzione centralizzata di acqua calda, ricircolo e una piccola SPA con vasca idromassaggio. La valutazione del rischio individua come punti critici il bollitore, il ritorno del ricircolo, le docce più distanti su ogni piano e la vasca. Il piano prevede almeno un campionamento annuale della rete e un programma separato per la vasca.
Se un campione della rete risulta tra 1.000 e 10.000 UFC/L, le Linee guida 2015 distinguono in base alla quota di campioni positivi: con oltre il 20% dei punti positivi è richiesta la disinfezione dell’impianto, seguita da nuovi campioni di verifica. Ogni passaggio va annotato nel registro, che è il primo documento richiesto dall’ATS in caso di controllo.
Campionamenti, valutazione del rischio e supporto nei controlli ATS per strutture di Milano e provincia.
Analisi legionella a MilanoRapporto con gli obblighi nazionali
Gli atti lombardi si sommano agli obblighi nazionali e non li sostituiscono. Il datore di lavoro valuta il rischio biologico ai sensi del Titolo X del D.Lgs. 81/2008, dove Legionella pneumophila è classificata nel gruppo 2 dell’allegato XLVI; è un obbligo non delegabile, nel quale l’RSPP collabora.
Il D.Lgs. 18/2023 ha inserito Legionella tra i parametri dei sistemi di distribuzione domestici, con valore di parametro di 1.000 UFC/L, e ha introdotto la valutazione e gestione del rischio dei sistemi idrici interni degli edifici prioritari. Condomini, alberghi e RSA lombardi devono quindi coordinare il piano regionale con entrambe le norme.
Calendario operativo per mettere in ordine valutazione del rischio, registri e referti prima dell’ispezione.
Prepararsi a un audit ATS in 14 giorniVerifica degli impianti e della documentazione richiesta dalle ATS lombarde, con piano di campionamento dedicato.
Prenota un sopralluogo tecnicoDomande frequenti
In Lombardia vale ancora il decreto regionale del 2009?
Il decreto DG Sanità n. 1751 del 24 febbraio 2009 resta l’atto regionale di riferimento, ma è anteriore alle Linee guida nazionali del 7 maggio 2015, che la Regione ha trasmesso alle aziende sanitarie nell’agosto 2015. Per soglie in UFC/L, metodi analitici e azioni correttive le ATS applicano il testo nazionale. Conviene quindi impostare piano e registri sulle Linee guida 2015.
Ogni quanto vanno fatte le analisi legionella in un hotel lombardo?
La frequenza discende dalla valutazione del rischio. Nel piano per Milano-Cortina 2026 l’ATS di Milano ha indicato alle strutture ricettive un campionamento dei punti critici almeno annuale, con programmi specifici per SPA, piscine e idromassaggi. Strutture con ospiti fragili, impianti estesi o positività pregresse hanno bisogno di frequenze più ravvicinate, motivate per iscritto nel documento.
Chi notifica un caso di legionellosi e cosa succede dopo?
Il medico che pone la diagnosi segnala il caso al servizio di igiene e sanità pubblica dell’ATS competente. L’ATS ricostruisce le esposizioni del paziente e, se emerge un collegamento con una struttura, ispeziona gli impianti, preleva campioni e verifica la documentazione. Può prescrivere bonifiche, sostituzioni di componenti o limitazioni d’uso fino alla verifica degli esiti.
Un condominio in Lombardia deve fare la valutazione del rischio legionella?
Il condominio non è un luogo di lavoro in senso stretto, ma il D.Lgs. 18/2023 riguarda anche i sistemi di distribuzione domestici e fissa per Legionella un valore di parametro di 1.000 UFC/L. Le Linee guida 2015 raccomandano la valutazione del rischio per impianti centralizzati con accumulo e ricircolo. In caso di casi tra i residenti, l’ATS può chiedere campionamenti e interventi.
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Traduciamo questo riferimento normativo in misure concrete: sopralluogo, DVR Legionella, piano di autocontrollo e campionamenti accreditati.
SETTORI COLLEGATI
DOVE OPERIAMO
Applichiamo questo riferimento normativo sul campo nelle principali città servite, con il supporto delle ASL/ATS competenti per territorio.