Punti chiave
- Atto: DGR n. 1250 del 28 settembre 2015, Recepimento dell’Intesa Stato-Regioni del 7 maggio 2015 sul documento Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi.
- Pubblicazione: Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 98 del 16 ottobre 2015; le Linee guida sono l’allegato A, parte integrante della delibera.
- Recepimento integrale: soglie 100, 1.000 e 10.000 UFC/L, criterio del 20% dei campioni positivi e misure per tipo di struttura sono quelle del testo nazionale.
- La delibera affida l’esecuzione alla struttura regionale di programmazione sanitaria e prevede la predisposizione di documenti di indirizzo e di monitoraggio.
- Controlli e indagini sono svolti dai Dipartimenti di Prevenzione delle 9 Aziende ULSS, riorganizzate dalla legge regionale 25 ottobre 2016, n. 19.
- Settori più esposti nel territorio: campeggi e villaggi del litorale, alberghi di città d’arte e lago, stabilimenti termali, impianti industriali con torri evaporative.
In Veneto le regole sulla legionella sono quelle delle Linee guida nazionali del 7 maggio 2015, recepite integralmente con la DGR n. 1250 del 28 settembre 2015. La Regione non ha riscritto soglie o procedure: le ha rese atto regionale. Chi gestisce un hotel, un campeggio, una RSA o un impianto con torri evaporative deve quindi seguire il testo nazionale, verificando con la propria Azienda ULSS eventuali indicazioni locali.
La scelta veneta è diversa da quella di Regioni che hanno scritto testi propri con tabelle aggiuntive. Il vantaggio per il gestore è la coerenza: un piano di autocontrollo conforme alle Linee guida 2015 è conforme anche all’atto regionale, senza doppie soglie da riconciliare.
Cosa dice la delibera 1250/2015
La delibera è pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 98 del 16 ottobre 2015. Il dispositivo è breve e contiene quattro elementi, utili per capire cosa ci si può aspettare dalla Regione e cosa invece resta affidato alle aziende sanitarie.
- Recepimento dell’intesa del 7 maggio 2015 tra Governo, Regioni e Province autonome sulle Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi.
- Allegato A: il testo delle Linee guida, che riunisce in un unico documento le precedenti linee guida nazionali e gli accordi del 2005.
- Nessuna spesa a carico del bilancio regionale.
- Incarico alla struttura regionale competente per la programmazione sanitaria di dare esecuzione all’atto, con la predisposizione di documenti di indirizzo e di monitoraggio.
Il testo recepito come allegato A: valutazione del rischio, fasce di intervento e misure per struttura.
Contenuto delle Linee guida nazionali 2015Chi applica le regole sul territorio
Con la legge regionale 25 ottobre 2016, n. 19, il Veneto ha istituito Azienda Zero e ridotto le aziende sanitarie territoriali a 9 Aziende ULSS. In ciascuna, il Dipartimento di Prevenzione, tramite il Servizio Igiene e Sanità Pubblica (SISP), riceve le notifiche, conduce le indagini sui casi e vigila sulle strutture.
Le singole ULSS pubblicano pagine informative, procedure ospedaliere e materiali per categorie di gestori. Per questo la prima verifica pratica è sul sito della propria azienda sanitaria: modelli di registro, moduli di comunicazione e incontri formativi cambiano da un territorio all’altro, pur partendo dallo stesso testo regionale.
I contesti veneti più esposti
Il Veneto concentra tipologie di impianti molto diverse. Le Linee guida 2015 contengono indicazioni specifiche per strutture turistico-ricettive, termali, sanitarie e per le torri di raffreddamento: la tabella seguente collega ciascun contesto al punto critico da presidiare.
- Campeggi e villaggi del litorale: blocchi docce con lunghi periodi di fermo invernale; punto critico la riapertura stagionale.
- Alberghi di Venezia, città d’arte e lago di Garda: reti estese, piani poco occupati in bassa stagione; punto critico il ristagno nei terminali.
- Stabilimenti termali del bacino euganeo: acque calde naturali e vasche; punto critico la gestione delle acque termali e delle vasche con aerosol.
- RSA e strutture sanitarie: ospiti fragili; punto critico la stratificazione del rischio e le frequenze di campionamento più ravvicinate.
- Distretti industriali con torri evaporative e condensatori: aerosol disperso all’esterno; punto critico il trattamento biocida continuo.
Blocchi docce, stagionalità e campionamenti per le strutture all’aria aperta.
Analisi legionella per campeggi e villaggiEsempio: riapertura di un campeggio sul litorale
Esempio: un campeggio con 4 blocchi servizi e 120 docce resta chiuso da ottobre ad aprile. Le Linee guida 2015 indicano, prima della riapertura, interventi su impianti rimasti inattivi: svuotamento e pulizia degli accumuli, disinfezione, flussaggio prolungato di tutti i terminali e sostituzione o pulizia di soffioni e rompigetto incrostati.
Dopo la disinfezione si eseguono campionamenti di verifica sui punti più sfavoriti. Se un blocco docce risulta tra 1.000 e 10.000 UFC/L con oltre il 20% dei punti positivi, la riapertura di quel blocco va rinviata fino a una nuova disinfezione e a esiti di verifica favorevoli. Ogni passaggio va registrato con data, operatore e risultato.
Checklist operativa per i gestori veneti
- Citare nel documento di valutazione del rischio sia le Linee guida 2015 sia la DGR 1250/2015.
- Individuare l’Azienda ULSS competente e il SISP di riferimento, con recapiti per comunicazioni e notifiche.
- Mantenere l’accumulo dell’acqua calda ad almeno 60 °C e la distribuzione non sotto 50 °C, con l’acqua fredda sotto 20 °C.
- Programmare il flussaggio dei terminali poco usati, in particolare camere libere e blocchi docce stagionali.
- Definire i punti di campionamento nella valutazione del rischio e affidare le analisi a un laboratorio che applica la UNI EN ISO 11731:2017.
- Registrare temperature, manutenzioni, disinfezioni ed esiti in un unico registro consultabile in sede.
- Riesaminare la valutazione del rischio dopo modifiche impiantistiche, cambi d’uso, esiti oltre 1.000 UFC/L o casi segnalati.
Restano fermi gli obblighi nazionali che la delibera non tocca: la valutazione del rischio biologico ai sensi del Titolo X del D.Lgs. 81/2008, obbligo non delegabile del datore di lavoro in cui l’RSPP collabora, e il valore di parametro di 1.000 UFC/L per Legionella nei sistemi di distribuzione domestici fissato dal D.Lgs. 18/2023.
Elenco degli interventi da completare e registrare prima di riaprire una struttura rimasta chiusa.
Checklist per la riapertura stagionaleCampionamenti e valutazione del rischio per hotel, strutture sanitarie e aziende di Venezia e provincia.
Analisi legionella a VeneziaVerifica di impianti e documentazione secondo le Linee guida 2015 recepite dalla DGR 1250/2015.
Prenota un sopralluogo tecnicoDomande frequenti
Il Veneto ha linee guida diverse da quelle nazionali?
No, per i contenuti tecnici. Con la DGR n. 1250 del 28 settembre 2015 la Regione ha recepito l’intesa del 7 maggio 2015 e ha allegato integralmente le Linee guida nazionali. Soglie, criteri di campionamento e misure per struttura coincidono. Le Aziende ULSS possono però diffondere materiali operativi propri, che vanno verificati sul sito dell’azienda competente.
A chi si rivolge un gestore veneto per una notifica o un controllo?
Al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda ULSS del territorio in cui si trova la struttura, in particolare al Servizio Igiene e Sanità Pubblica. È il servizio che riceve le segnalazioni dei casi, conduce le indagini ambientali e può prescrivere interventi. Conviene indicare nel piano di autocontrollo i recapiti aggiornati e la persona interna incaricata dei contatti.
Un campeggio deve fare analisi legionella prima di ogni stagione?
Le Linee guida 2015, recepite in Veneto, raccomandano interventi di pulizia, disinfezione e flussaggio prima di rimettere in servizio impianti rimasti inattivi, seguiti da campionamenti di verifica. La frequenza complessiva va fissata nella valutazione del rischio. Per un campeggio con blocchi docce fermi per mesi, il controllo di riapertura è la misura più difficile da giustificare se omessa.
Le acque termali seguono le stesse regole?
Le Linee guida 2015 dedicano indicazioni specifiche agli stabilimenti termali, che in Veneto si concentrano nel bacino euganeo. Le vasche con acqua calda e aerosol richiedono un piano di autocontrollo dedicato. Per le caratteristiche delle acque minerali e termali valgono anche le norme di settore, da coordinare con la valutazione del rischio legionella della struttura.
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Applichiamo questo riferimento normativo sul campo nelle principali città servite, con il supporto delle ASL/ATS competenti per territorio.