Accumuli d'acqua fredda nel caldo della pianura casertana
Il modello più diffuso nei parchi residenziali costruiti fra gli anni '70 e '90 attorno al centro prevede vasche di accumulo nei locali tecnici o sui terrazzi e un'autoclave che rilancia l'acqua ai piani alti. Nei mesi caldi della pianura campana questi volumi, se sovradimensionati rispetto ai consumi reali, restano fermi per ore in ambienti non coibentati: l'acqua fredda entra così nella fascia di temperatura in cui la legionella si moltiplica.
Le ristrutturazioni dei singoli appartamenti aggiungono un secondo problema: tratti di tubazione dismessi ma ancora collegati alle colonne montanti, che diventano rami morti. Dove esiste invece una centrale termica condominiale con produzione di acqua calda, il controllo si estende a bollitore, mandata e ricircolo.
- Vasche e serbatoi su terrazzo o in locale tecnico non coibentato
- Autoclavi con membrane e precariche mai verificate
- Rami morti lasciati da lavori nelle singole unità