Cisterne, autoclavi e acqua fredda che non è più fredda
Il clima mite dello Stretto ha un rovescio: per buona parte dell'anno l'acqua fredda che arriva ai reparti non è affatto fredda. Se il serbatoio è sul lastrico solare o in un locale non coibentato, d'estate l'acqua può arrivare ai rubinetti ben oltre i 20 °C, nella fascia in cui la legionella si moltiplica. Le Linee guida 2015 trattano questa condizione come un fattore di rischio da gestire, non come un dettaglio impiantistico.
Le interruzioni del servizio idrico aggiungono un secondo effetto: quando la fornitura riprende, la pressione e i flussi cambiano bruscamente, smuovendo sedimenti e biofilm dalle pareti delle tubazioni. Per questo nelle strutture di Sbarre, Gallico o Pellaro inseriamo sempre nel piano un prelievo sul fondo degli accumuli e uno sul primo terminale dopo l'autoclave.
- fondo e uscita delle cisterne di riserva
- acqua fredda ai terminali più lontani nei mesi estivi
- primo punto a valle dell'autoclave dopo le interruzioni
- docce assistite e lavabi delle stanze di degenza