Estate veronese e plessi chiusi: perché il prelievo va fatto prima della campanella
Le estati della pianura veronese sono lunghe e afose, e i locali tecnici delle scuole, spesso sottotetti o seminterrati poco ventilati, raggiungono temperature elevate. In queste condizioni anche l'acqua fredda nelle tubazioni può superare i 20 °C, la soglia sopra la quale la legionella inizia a moltiplicarsi. Se nel plesso si svolgono centri estivi solo in alcune aule, il resto dell'impianto resta comunque fermo.
Per questo suggeriamo un protocollo in due tempi: flussaggio guidato di tutti i terminali nell'ultima settimana di agosto e campionamento sui punti più rappresentativi pochi giorni prima dell'ingresso degli alunni. Così l'esito arriva in tempo per eventuali correzioni e la scuola dispone di un documento datato da conservare nel registro.
Nei plessi più vecchi, costruiti tra gli anni Sessanta e Ottanta, il sopralluogo serve anche a individuare i tratti rimasti senza utenza dopo accorpamenti di aule, trasformazioni di bagni o spostamenti della mensa: rami morti che nessuno ricorda e che ad ogni riapertura rimettono in circolo acqua stagnante. Quando possibile suggeriamo all'ente proprietario di eliminarli durante i lavori estivi.