Con "responsabile della sicurezza idrica" (RSI) si indica nella prassi la persona o il gruppo che coordina la gestione del rischio dei sistemi di distribuzione idrica interni. Il D.Lgs 18/2023 (recepimento della Direttiva 2020/2184) non crea una figura formale con questo nome: affida la valutazione e la gestione del rischio dei sistemi di distribuzione interni degli edifici prioritari (tra cui strutture sanitarie, socio-sanitarie e ricettive) al gestore idrico della distribuzione interna, cioè al soggetto responsabile della rete interna dell'edificio. Chi svolge questo ruolo coordina la valutazione del rischio, valida il piano di campionamento, gestisce i rapporti con la ASL e con i laboratori accreditati; deve possedere competenze tecniche specifiche (impiantistica idraulica, microbiologia, normativa) o avvalersi di un team multidisciplinare. Non sostituisce il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP): la valutazione dei rischi per i lavoratori ai sensi del D.Lgs 81/2008 resta in capo al datore di lavoro e i due ambiti vanno coordinati.
RESPONSABILE DELLA SICUREZZA IDRICA NELLA GESTIONE DELL'IMPIANTO
In un ospedale, in una RSA o in un grande albergo serve qualcuno che tenga insieme valutazione del rischio, piano di campionamento, manutenzioni e rapporti con laboratorio e ASL. Il D.Lgs. 18/2023 chiede la valutazione e gestione del rischio dei sistemi di distribuzione idrica interni negli edifici prioritari: senza un referente unico, temperature, flussaggi e referti finiscono in mani diverse e nessuno vede il quadro completo. In una RSA con due manutentori esterni, sarà il referente idrico a verificare che il flussaggio delle camere libere sia registrato, a confrontare gli esiti con il piano e a decidere quando chiedere un ricampionamento. Nominarlo per iscritto, con compiti e deleghe definiti, semplifica anche le risposte durante un audit.
Errori ed equivoci frequenti
- Ritenere che la figura sostituisca l'RSPP: il referente idrico gestisce gli aspetti tecnici della rete, mentre la valutazione dei rischi per i lavoratori resta nel perimetro del D.Lgs. 81/2008.
- Nominare una persona senza tempo né accesso ai dati di manutenzione e ai rapporti di prova: una delega formale priva di strumenti operativi non migliora la gestione del rischio.
- Limitare il ruolo agli ospedali: anche alberghi, centri benessere e strutture con utenza vulnerabile gestiscono reti complesse che beneficiano di un coordinamento unico.
FAQ: RESPONSABILE DELLA SICUREZZA IDRICA
- Il responsabile della sicurezza idrica è obbligatorio?
- Il D.Lgs. 18/2023 impone la valutazione e gestione del rischio dei sistemi idrici interni negli edifici prioritari e la affida al gestore della distribuzione interna, senza disciplinare un titolo professionale con questo nome. Nella pratica le strutture individuano un referente, interno o esterno, che coordina il piano e ne cura l'attuazione per conto del gestore.
- Quali competenze deve avere chi gestisce la sicurezza idrica di un edificio?
- Servono conoscenze di impianti idrosanitari, di microbiologia delle acque e della normativa applicabile, dalle Linee guida 2015 al D.Lgs. 18/2023. Altrettanto importanti sono la capacità di leggere i rapporti di prova, interpretare le misure di temperatura e coordinare manutentori, laboratorio e direzione. Nelle strutture complesse il ruolo è spesso svolto da un gruppo multidisciplinare.
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SETTORI INTERESSATI
DALLA DEFINIZIONE ALL'INTERVENTO
Sopralluogo, valutazione del rischio, campionamento e referti accreditati ISO 11731 sul tuo impianto.