La stratificazione termica è la naturale tendenza dell'acqua più calda a salire verso l'alto del serbatoio e di quella fredda a depositarsi sul fondo, in virtù delle diverse densità. In un bollitore ben gestito la stratificazione è desiderabile perché massimizza l'efficienza, ma diventa critica per la legionella quando la zona inferiore resta stabilmente fra 25 e 45 °C per ore o giorni. La soluzione passa da cicli antilegionella programmati (riscaldamento dell'intero volume a 60-65 °C per almeno 30 minuti, frequenza giornaliera o settimanale) e da bollitori con miscelazione controllata. Il monitoraggio richiede sonde di temperatura in alto, media e basso.
STRATIFICAZIONE TERMICA NELLA GESTIONE DELL'IMPIANTO
Il tecnico incontra la stratificazione quando legge le sonde di un bollitore: 62 °C in alto e 38 °C sul fondo, nonostante il termostato indichi una temperatura corretta. In una palestra o in una RSA quel fondo tiepido è una riserva di contaminazione che alimenta la rete a ogni prelievo intenso. Le decisioni riguardano la regolazione del ciclo antilegionella, l'eventuale aggiunta di una pompa di destratificazione e il consumo energetico, da bilanciare con la sicurezza. Un centro sportivo con docce molto usate la sera, ad esempio, programma il riscaldamento dell'intero volume nelle ore notturne e posiziona una sonda vicino allo scarico di fondo, così da verificare nel registro che anche lo strato inferiore raggiunga la temperatura prevista.
Errori ed equivoci frequenti
- Affidarsi al solo termometro in testa al bollitore, che misura lo strato più caldo e nasconde la zona inferiore dove l'acqua può restare per ore a temperature favorevoli.
- Programmare il ciclo antilegionella senza verificare che resistenza o scambiatore riscaldino davvero il fondo del serbatoio, soprattutto negli accumuli di grande volume.
- Trascurare lo scarico periodico dei sedimenti, che sul fondo isolano termicamente l'acqua e offrono nutrienti al biofilm.
FAQ: STRATIFICAZIONE TERMICA
- Come si evita la stratificazione termica nel bollitore?
- Si alternano cicli che portano tutto il serbatoio a temperatura di sicurezza, una pompa di destratificazione che rimescola gli strati e la lettura di sonde poste in alto, a metà e in basso. Lo spurgo periodico dal fondo elimina i sedimenti che peggiorano lo scambio termico. Tempi e temperature del ciclo vanno fissati nel piano di autocontrollo.
- La stratificazione termica è sempre un problema?
- No. In un accumulo ben dimensionato la stratificazione migliora il rendimento, perché l'acqua più calda resta disponibile in alto per l'utenza. Diventa critica quando lo strato inferiore si mantiene a lungo tra 25 e 45 °C senza essere periodicamente portato a temperatura di sicurezza, condizione che favorisce la crescita della legionella.
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Sopralluogo, valutazione del rischio, campionamento e referti accreditati ISO 11731 sul tuo impianto.