Vai al contenuto principale

Preventivo in 24 ore

Analisi Legionella Italia
Decreto LegislativoVigente14 gennaio 1997

D.P.R. 14 gennaio 1997 - Approvazione dell'atto di indirizzo e coordinamento alle regioni e province autonome in materia di requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi per l'esercizio delle attività sanitarie

L'atto che fissa i requisiti minimi per autorizzare ospedali, ambulatori e strutture residenziali. Non cita la Legionella e non fissa temperature dell'acqua calda: il rischio entra nelle verifiche attraverso impianti, manutenzione, requisiti regionali e Linee guida 2015.

Punti chiave

  • Natura giuridica: atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni, adottato in attuazione del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502. Le Regioni lo recepiscono con propri requisiti, che possono essere più severi.
  • Ambito: strutture che erogano prestazioni in regime ambulatoriale, di ricovero per acuti a ciclo continuativo o diurno e in regime residenziale o semiresidenziale.
  • Il testo non menziona la Legionella e non fissa temperature per l'acqua calda: le affermazioni contrarie, frequenti online, non trovano riscontro nel decreto.
  • Requisiti generali rilevanti: conformità alle norme su igiene dei luoghi di lavoro e condizioni microclimatiche, impianti di climatizzazione nelle aree critiche, piano di manutenzione delle apparecchiature.
  • Esempio di valori fissati per il gruppo operatorio: temperatura 20-24 °C, umidità relativa 40-60%, 15 ricambi d'aria esterna all'ora senza ricircolo, filtrazione dell'aria al 99,97%.
  • La gestione del rischio Legionella nelle strutture sanitarie si basa oggi sulle Linee guida del 7 maggio 2015 e sul D.Lgs. 18/2023, letti insieme ai requisiti regionali di autorizzazione.

Il D.P.R. 14 gennaio 1997 stabilisce i requisiti minimi che una struttura sanitaria deve avere per essere autorizzata all'esercizio. Non contiene disposizioni specifiche sulla Legionella e non indica temperature per l'acqua calda sanitaria. Pesa comunque sul rischio legionella, perché impianti e manutenzione sono requisiti verificati per ottenere e mantenere l'autorizzazione.

La pagina chiarisce cosa dice davvero il decreto, dove si aggancia il rischio Legionella e quali documenti tenere pronti per le verifiche di autorizzazione e accreditamento. I protocolli operativi di campionamento in ospedale e RSA sono trattati nelle guide di settore.

Che cos'è il decreto e a chi si applica

Il decreto è un atto di indirizzo e coordinamento rivolto alle Regioni e alle Province autonome, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 1997, Supplemento Ordinario n. 37. Attua il D.Lgs. 502/1992 sul riordino del Servizio sanitario nazionale. Fissa una soglia minima uguale in tutta Italia, che ogni Regione recepisce e integra nei propri requisiti di autorizzazione.

  • Strutture ambulatoriali: poliambulatori, ambulatori specialistici, laboratori, centri di diagnostica.
  • Strutture di ricovero per acuti, a ciclo continuativo o diurno, con requisiti per area di degenza, gruppo operatorio, rianimazione, pronto soccorso.
  • Strutture residenziali e semiresidenziali, ad esempio per riabilitazione e salute mentale, secondo le tipologie del decreto.
  • Strutture pubbliche e private allo stesso modo: l'autorizzazione all'esercizio è necessaria per tutte.

L'autorizzazione all'esercizio è distinta dall'accreditamento istituzionale, che serve per erogare prestazioni per conto del Servizio sanitario nazionale e richiede requisiti ulteriori. Entrambi sono disciplinati dalle Regioni nel quadro del D.Lgs. 502/1992.

Cosa dice il decreto sugli impianti

Tra i requisiti generali, il decreto chiede che le strutture rispettino le leggi vigenti in materie come antincendio, sicurezza elettrica, igiene dei luoghi di lavoro, smaltimento dei rifiuti e condizioni microclimatiche. Non ripete il contenuto di quelle norme: rinvia ad esse. Per questo la conformità igienica degli impianti diventa, indirettamente, un requisito per l'autorizzazione.

Per alcune aree il decreto fissa valori impiantistici precisi. L'esempio più citato è il gruppo operatorio, dove l'impianto di climatizzazione è uno dei punti più delicati anche per la Legionella, se prevede umidificazione.

  • Temperatura interna invernale ed estiva: compresa tra 20 e 24 °C.
  • Umidità relativa invernale ed estiva: compresa tra 40 e 60%.
  • Ricambi d'aria: 15 volumi all'ora di aria esterna, senza ricircolo.
  • Filtrazione dell'aria: con efficienza del 99,97%.

Sul piano organizzativo il decreto prevede l'inventario delle apparecchiature e un piano di manutenzione documentato. Applicato agli impianti idrici e aeraulici, è il punto in cui un verificatore chiede i registri di flussaggi, disinfezioni e pulizie delle unità di trattamento aria.

Dove entra il rischio Legionella

Nelle strutture sanitarie il rischio Legionella dipende da tre fonti normative diverse, che si sommano ai requisiti del decreto. Chi prepara una verifica di autorizzazione o di accreditamento deve averle presenti tutte.

  • Linee guida 2015 per la prevenzione e il controllo della legionellosi: valutazione del rischio, piano di campionamento, soglie a 100, 1.000 e 10.000 UFC/L, gestione dei casi di origine nosocomiale.
  • D.Lgs. 18/2023: le strutture sanitarie rientrano tra gli edifici prioritari per la valutazione e gestione del rischio dei sistemi di distribuzione domestici; per Legionella il valore di parametro è 1.000 UFC/L.
  • D.Lgs. 81/2008, Titolo X: valutazione del rischio biologico per il personale, con Legionella nel gruppo 2 dell'Allegato XLVI.
  • Requisiti regionali di autorizzazione e accreditamento: molte Regioni chiedono procedure scritte sulla gestione degli impianti idrici e sulla prevenzione delle infezioni correlate all'assistenza.

Un esempio di indirizzo regionale specifico per ospedali e strutture socio-sanitarie.

Linee guida dell'Emilia-Romagna per le strutture sanitarie

Documenti da preparare per la verifica

Una verifica di autorizzazione o di accreditamento non è un controllo dedicato alla Legionella, ma gli impianti vengono esaminati. La raccolta che segue aiuta a dimostrare che la manutenzione richiesta dal decreto copre anche questo rischio.

  1. Schemi aggiornati della rete idrica: produzione e accumulo dell'acqua calda, ricircolo, rami poco usati, reparti serviti.
  2. Documento di valutazione del rischio Legionella, con data di revisione e nome di chi l'ha redatto e approvato.
  3. Piano di manutenzione degli impianti idrici e aeraulici, con frequenze e responsabili.
  4. Registro delle temperature misurate in mandata, ricircolo e punti distali.
  5. Referti di laboratorio dei campionamenti, con metodo dichiarato e punti di prelievo identificabili.
  6. Procedure per i reparti a rischio più alto e per la gestione dei terminali poco usati.
  7. Verbali delle azioni correttive dopo esiti fuori soglia e dei controlli successivi.
  8. Evidenza del coordinamento con il comitato o il gruppo per il controllo delle infezioni correlate all'assistenza.

Esempio: un poliambulatorio con 8 ambulatori, un piccolo blocco chirurgico e docce solo negli spogliatoi del personale. La valutazione considera la rete dell'acqua calda, l'unità di trattamento aria del blocco operatorio e le docce. Il piano di manutenzione e il DVR del personale richiamano gli stessi impianti, con registri unici.

Reparti a rischio, frequenze di campionamento e gestione dei casi nosocomiali.

Protocollo legionella per ospedali e strutture sanitarie

Come impostare valutazione e controlli quando gli ospiti sono anziani e fragili.

DVR legionella per RSA con protocolli rinforzati

Sopralluogo, campionamento con laboratorio accreditato e valutazione del rischio per strutture sanitarie.

Servizio analisi legionella per RSA e cliniche
FAQ

Domande frequenti

  • Il D.P.R. 14 gennaio 1997 parla di Legionella?

    No. Il decreto fissa requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi generali e non nomina la Legionella. Il collegamento è indiretto: richiede conformità alle norme igieniche e microclimatiche, impianti adeguati e un piano di manutenzione. Le misure specifiche contro la Legionella si trovano nelle Linee guida 2015 e nei requisiti regionali che le recepiscono.

  • Il decreto è ancora in vigore?

    Sì. Resta il riferimento nazionale per i requisiti minimi di autorizzazione delle strutture sanitarie. Nel tempo le Regioni hanno emanato propri requisiti di autorizzazione e accreditamento, spesso molto più dettagliati. Per una verifica concreta conta quindi la normativa della propria Regione, che deve rispettare almeno la soglia del decreto.

  • Un risultato positivo per Legionella può costare l'autorizzazione?

    Un singolo esito fuori soglia non comporta di per sé la perdita dell'autorizzazione. Conta come la struttura reagisce: azioni correttive previste dalle Linee guida 2015, ricampionamenti, aggiornamento della valutazione. Se invece emergono carenze stabili negli impianti o nella manutenzione, l'autorità regionale può applicare le misure previste dalla propria normativa su autorizzazione e accreditamento.

  • Gli ambulatori senza degenza devono occuparsi di Legionella?

    Sì, in proporzione al rischio. Un ambulatorio con lavandini e acqua fredda ha esposizione limitata, ma riuniti odontoiatrici, docce, umidificatori o accumuli di acqua calda richiedono valutazione e controlli. Gli obblighi verso il personale valgono comunque, perché il D.Lgs. 81/2008 impone di valutare tutti i rischi presenti, compreso quello biologico.

Conformità

VERIFICA LA TUA STRUTTURA

Traduciamo questo riferimento normativo in misure concrete: sopralluogo, DVR Legionella, piano di autocontrollo e campionamenti accreditati.

Applicabilità

SETTORI COLLEGATI

Copertura territoriale

DOVE OPERIAMO

Applichiamo questo riferimento normativo sul campo nelle principali città servite, con il supporto delle ASL/ATS competenti per territorio.

Normativa correlata

ALTRI RIFERIMENTI