Punti chiave
- I Rapporti ISTISAN sono la collana di rapporti tecnici dell'Istituto Superiore di Sanità (ISSN 1123-3117); il numero 05/27 appartiene alle uscite del 2005.
- Un Rapporto ISTISAN è un documento tecnico-scientifico: non ha il valore di indirizzo di un Accordo approvato in Conferenza Stato-Regioni.
- Fino al 2015 il quadro nazionale sulla legionellosi era formato dalle Linee guida del 4 aprile 2000 e dalle due Linee guida approvate il 13 gennaio 2005, per strutture turistico-ricettive e termali e per i laboratori.
- Le Linee guida del 7 maggio 2015 riuniscono, aggiornano e integrano in un unico testo quei documenti, che oggi non sono più il riferimento operativo.
- Le soglie di intervento oggi applicate sono quelle del 2015: 100, 1.000 e 10.000 UFC/L, con il criterio della percentuale di campioni positivi.
- In un documento di valutazione del rischio la fonte vigente va citata per prima; un riferimento anteriore al 2015 si usa solo come supporto, dopo averne verificato titolo e contenuto.
Questa scheda nasce da una domanda frequente: un documento tecnico nazionale pubblicato prima del 2015 si può ancora citare? La risposta breve è sì, come documentazione di supporto, ma non come fonte di soglie e obblighi. Di seguito trovate la cronologia dei documenti e una procedura per verificarli prima di inserirli nel DVR.
Che cosa sono i Rapporti ISTISAN
Rapporti ISTISAN è la collana con cui l'Istituto Superiore di Sanità pubblica rapporti tecnici, metodi analitici e atti di lavoro dei propri gruppi. La numerazione indica anno e progressivo: 05/27 è il ventisettesimo rapporto del 2005. I volumi sono archiviati e scaricabili dal sito dell'ISS.
Un Rapporto ISTISAN ha valore scientifico e tecnico, ma non è un atto di indirizzo. Le indicazioni che le ASL usano come riferimento nelle verifiche sono quelle approvate in Conferenza Stato-Regioni e recepite dalle Regioni. Per questo il peso di un rapporto tecnico dipende dal fatto che il suo contenuto sia stato ripreso nelle linee guida vigenti.
Cronologia dei documenti nazionali sulla legionellosi
Il quadro attuale è il risultato di tre passaggi successivi. Conoscerli aiuta a capire da dove vengono molte prassi ancora diffuse e perché alcune non sono più aggiornate.
- 4 aprile 2000: Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 103 del 5 maggio 2000; primo documento nazionale organico.
- 13 gennaio 2005: Linee guida recanti indicazioni sulla legionellosi per i gestori di strutture turistico-ricettive e termali, Gazzetta Ufficiale n. 28 del 4 febbraio 2005.
- 13 gennaio 2005: Linee guida recanti indicazioni ai laboratori con attività di diagnosi microbiologica e controllo ambientale della legionellosi, Gazzetta Ufficiale n. 29 del 5 febbraio 2005.
- 7 maggio 2015: Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi, approvate in Conferenza Stato-Regioni; riuniscono e aggiornano i documenti precedenti.
- 23 febbraio 2023: D.Lgs. n. 18, recepimento della Direttiva UE 2020/2184; introduce Legionella tra i parametri dei sistemi di distribuzione domestici, con valore di 1.000 UFC/L.
Ambito, valutazione del rischio, campionamento e soglie del documento oggi in vigore.
Linee guida del 7 maggio 2015: la scheda completaCosa resta utile dei documenti anteriori al 2015
I documenti del 2000 e del 2005 hanno costruito il lessico ancora in uso: impianti a rischio, piano di autocontrollo, controllo dei punti distali, bonifica termica e chimica. Le Linee guida 2015 hanno conservato questa impostazione, ma l'hanno spostata su una valutazione del rischio più strutturata e su soglie aggiornate.
- Ricostruzione storica: capire perché un impianto è stato gestito in un certo modo negli anni passati.
- Approfondimento tecnico: descrizioni di impianti o procedure di laboratorio da confrontare con la prassi attuale.
- Formazione del personale: materiale di contesto sull'evoluzione delle regole.
- Non utili per: soglie di intervento, frequenze di campionamento, criteri di accettabilità e azioni correttive, che vanno presi dal testo del 2015.
Anche il metodo di laboratorio è cambiato. I documenti di quegli anni si riferivano alle norme ISO allora vigenti, sostituite nel 2017 dalla UNI EN ISO 11731:2017. Un rapporto di prova emesso oggi deve citare l'edizione 2017.
Edizioni sostituite, struttura della norma e controlli sul rapporto di prova.
UNI EN ISO 11731:2017: la norma sul metodo colturaleProcedura per verificare una fonte prima di citarla nel DVR
La valutazione del rischio è un obbligo del datore di lavoro, non delegabile, e l'RSPP collabora alla sua stesura. Ogni fonte citata deve reggere a una verifica documentale. La sequenza che segue vale per qualunque rapporto tecnico, non solo per quelli dell'ISS.
- Annotare collana, numero e anno esatti, ad esempio Rapporti ISTISAN 05/27, 2005.
- Scaricare il documento dall'archivio ufficiale dell'ente e non da copie su siti terzi.
- Controllare titolo, autori e oggetto, e verificare che riguardi davvero l'argomento per cui viene citato.
- Confrontare la data con quella delle Linee guida 2015 e del D.Lgs. 18/2023.
- Se il documento è precedente, verificare se l'indicazione è stata ripresa, modificata o superata nel testo vigente.
- Nel DVR citare per prima la fonte vigente e indicare l'altra come riferimento tecnico di supporto.
- Registrare la data di consultazione, così da sapere quando ricontrollare.
Un errore tipico nei documenti di valutazione
Capita di trovare DVR o piani di autocontrollo copiati da modelli datati, con soglie o frequenze prese dai documenti del 2000 o del 2005. Altre volte un Rapporto ISTISAN viene presentato come se fosse la linea guida nazionale. In entrambi i casi il documento appare non aggiornato e va rivisto sul testo del 2015.
Esempio: un piano di autocontrollo di una RSA cita come base normativa le linee guida del 2000 e un rapporto tecnico del 2005. La revisione corretta sostituisce i riferimenti con le Linee guida 2015 e il D.Lgs. 18/2023 per la rete interna. Le soglie diventano 100, 1.000 e 10.000 UFC/L, e i documenti precedenti scendono nella bibliografia.
Struttura del documento, fonti da citare e revisione periodica.
Valutazione del rischio legionella: come impostare il DVRUn tecnico aggiorna riferimenti, soglie e piano di campionamento sul quadro normativo vigente.
Richiedi la revisione del DVR legionellaDomande frequenti
Il Rapporto ISTISAN 05/27 è ancora in vigore?
Un Rapporto ISTISAN non entra in vigore come una norma: è un documento tecnico dell'ISS che resta consultabile in archivio. Per la legionellosi il riferimento operativo dal 7 maggio 2015 sono le Linee guida approvate in Conferenza Stato-Regioni, che hanno sostituito i documenti nazionali del 2000 e del 2005. Prima di citarlo, verificatene titolo e oggetto sul sito ISS.
Le linee guida del 2000 e del 2005 si possono ancora applicare?
Non come riferimento principale. Le Linee guida del 7 maggio 2015 riuniscono e aggiornano in un unico testo le indicazioni del 4 aprile 2000 e dei due documenti del 13 gennaio 2005. Soglie, valutazione del rischio e campionamento vanno quindi presi dal testo del 2015. I documenti precedenti restano utili come contesto storico e tecnico.
Che differenza c'è tra un Rapporto ISTISAN e una linea guida nazionale?
Il Rapporto ISTISAN è una pubblicazione tecnico-scientifica dell'Istituto Superiore di Sanità. Una linea guida nazionale sulla legionellosi viene invece approvata in Conferenza Stato-Regioni e recepita dalle Regioni, che la usano come riferimento per i controlli delle ASL. Un rapporto tecnico conta nella misura in cui il suo contenuto è stato ripreso nel testo vigente.
Quali soglie di Legionella vanno indicate oggi nel piano di autocontrollo?
Quelle delle Linee guida del 7 maggio 2015: 100, 1.000 e 10.000 UFC/L, con azioni crescenti e il criterio della percentuale di campioni positivi sul totale. Per l'acqua destinata al consumo umano nei sistemi di distribuzione domestici vale inoltre il valore di parametro di 1.000 UFC/L del D.Lgs. 18/2023. Le soglie dei documenti anteriori non vanno più usate.
VERIFICA LA TUA STRUTTURA
Traduciamo questo riferimento normativo in misure concrete: sopralluogo, DVR Legionella, piano di autocontrollo e campionamenti accreditati.
SETTORI COLLEGATI
DOVE OPERIAMO
Applichiamo questo riferimento normativo sul campo nelle principali città servite, con il supporto delle ASL/ATS competenti per territorio.