Punti chiave
- Il testo nazionale specifico per i gestori è l'Accordo del 13 gennaio 2005 (G.U. n. 28 del 4 febbraio 2005), sostituito nel 2015 dalle Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi.
- Il documento 2005 chiedeva un responsabile della valutazione del rischio, una revisione almeno ogni 2 anni e un registro firmato degli interventi.
- Misure 2005 ancora in uso: acqua calda oltre 50 °C ai punti d'uso, fredda sotto 20 °C, scorrimento settimanale nelle camere libere, serbatoi disinfettati almeno due volte l'anno.
- Le Regioni possono adottare indirizzi propri: esempio, la Puglia con la DGR n. 920 del 6 maggio 2015 (BURP n. 79 del 9 giugno 2015) per strutture turistico-ricettive e a uso collettivo.
- I regolamenti comunali d'igiene derivano dal Testo unico delle leggi sanitarie (R.D. 27 luglio 1934, n. 1265) e variano da Comune a Comune.
- Il D.Lgs. 18/2023 fissa per Legionella nei sistemi di distribuzione domestici il valore di parametro di 1.000 UFC/L.
Chi cerca il "regolamento d'igiene per strutture ricettive" non troverà un unico testo valido in tutta Italia. Le regole sulla legionella per hotel, B&B, campeggi e agriturismi stanno su tre livelli: nazionale, regionale e comunale. Il riferimento tecnico principale sono le Linee guida approvate in Conferenza Stato-Regioni il 7 maggio 2015.
Questa pagina spiega da dove vengono le regole, cosa resta del modello nazionale del 2005 e come ricostruire quali disposizioni valgono per una struttura in un certo Comune. La lista completa degli adempimenti di un hotel è invece nella checklist dedicata.
Gli adempimenti in ordine operativo: valutazione del rischio, autocontrollo, registro, campionamenti.
Checklist degli obblighi legionella per hotel e B&BI tre livelli di regole: chi decide cosa
- Livello nazionale, Linee guida 2015: valutazione e gestione del rischio, campionamento, soglie a 100, 1.000 e 10.000 UFC/L, interventi dopo un caso.
- Livello nazionale, D.Lgs. 18/2023: qualità dell'acqua destinata al consumo umano, con Legionella tra i parametri dei sistemi di distribuzione domestici a 1.000 UFC/L.
- Livello regionale, delibere e linee di indirizzo: possono precisare frequenze, modulistica, ruolo delle ASL e strutture interessate.
- Livello comunale, regolamento d'igiene: requisiti igienici di locali e servizi, approvvigionamento idrico, ispezioni e sanzioni locali.
- Livello aziendale, piano di autocontrollo: il documento con cui il gestore dimostra di applicare tutto quanto sopra.
Quando due livelli regolano lo stesso aspetto, conviene applicare la regola più dettagliata o più severa. Un indirizzo regionale non può abbassare le tutele nazionali, ma può renderle più precise.
Il modello nazionale del 2005 per i gestori
Il documento che più si avvicina a un "regolamento modello" è l'Accordo del 13 gennaio 2005 per i gestori di strutture turistico-ricettive e termali. Il testo stesso si definiva un insieme di suggerimenti tecnici, ma precisava che non seguirli non esonera il gestore dalla responsabilità verso gli ospiti. Nel 2015 è stato riunito e sostituito dalle Linee guida nazionali.
Le sue misure operative sono ancora la base di molti piani di autocontrollo. Riportate in forma di elenco, con i valori originali del 2005:
- Acqua calda: oltre 50 °C ai punti d'uso, con avvisi o valvole termostatiche contro le scottature.
- Acqua fredda: sotto 20 °C; se non è possibile, valutare la disinfezione della rete fredda.
- Camere non occupate: far scorrere acqua da rubinetti e docce per alcuni minuti almeno una volta a settimana e sempre prima dell'arrivo dell'ospite.
- Soffioni e rompigetto: puliti e senza calcare, sostituiti quando necessario.
- Serbatoi di acqua calda: svuotati, disincrostati e disinfettati almeno due volte l'anno.
- Torri di raffreddamento e condensatori evaporativi: pulizia e disinfezione almeno due volte l'anno.
- Filtri dell'acqua: pulizia e disinfezione ogni 1-3 mesi.
- Circuito dell'acqua calda: disinfezione a inizio stagione e dopo interventi sugli scambiatori, ad esempio con 50 ppm di cloro libero per 1 ora o 20 ppm per 2 ore.
- Vasche idromassaggio: sostituzione di almeno metà dell'acqua ogni giorno, cloro tra 2 e 3 mg/L, controlli almeno tre volte al giorno.
Cronologia dei documenti nazionali dal 1993 al 2015 e come correggere i riferimenti datati.
Perché la circolare del 2000 e le linee guida 2005 sono superateIndirizzi regionali: un esempio concreto
Diverse Regioni hanno adottato propri atti sulla legionellosi. La Puglia, con la DGR n. 920 del 6 maggio 2015 pubblicata nel BURP n. 79 del 9 giugno 2015, ha approvato gli "Indirizzi operativi per la prevenzione e il controllo della legionellosi nelle strutture turistico-ricettive e ad uso collettivo". La delibera li qualifica come linea di indirizzo vincolante per le ASL.
Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna hanno documenti propri, descritti nelle pagine regionali di questa sezione. Prima di scrivere o aggiornare il piano conviene verificare sul sito della Regione se esiste una delibera più recente.
Un esempio di recepimento regionale con indicazioni per strutture ricettive e sanitarie.
Linee guida della Regione Veneto sulla legionellosiIl regolamento comunale d'igiene
I regolamenti locali d'igiene e sanità trovano fondamento nel Testo unico delle leggi sanitarie, R.D. 27 luglio 1934, n. 1265. Sono approvati dai Comuni e trattano requisiti dei locali, servizi igienici, approvvigionamento idrico e scarichi. Alcune Regioni hanno predisposto un regolamento tipo, come la Lombardia, che i Comuni hanno poi adottato e modificato.
I testi più vecchi spesso non nominano la legionella. Questo non riduce gli obblighi: la prevenzione discende comunque dalle Linee guida nazionali, dal D.Lgs. 18/2023 e, per i dipendenti, dal D.Lgs. 81/2008.
Come ricostruire le regole valide per la vostra struttura
- Scaricare dal sito del Comune il regolamento d'igiene vigente e cercare le parti su strutture ricettive, acqua e impianti.
- Verificare sul bollettino ufficiale della Regione delibere sulla legionellosi e sulle strutture turistico-ricettive.
- Chiedere al servizio di igiene pubblica dell'ASL se esistono modelli o procedure locali per il piano di autocontrollo.
- Confrontare tutto con le Linee guida 2015 e applicare la disposizione più precisa per ciascun punto.
- Riportare nel piano le fonti consultate, con data e numero dell'atto.
Esempio: un B&B di 6 camere aperto da aprile a ottobre. Il regolamento comunale non cita la legionella, la Regione ha una delibera con modulistica propria. Il piano segue le Linee guida 2015, usa i moduli regionali e prevede scorrimento settimanale delle camere libere e campionamento prima della riapertura.
Verifica di impianti e documenti rispetto a norme nazionali, indirizzi regionali e regolamento locale.
Prenota un sopralluogo nella tua struttura ricettivaDomande frequenti
Esiste un regolamento d'igiene nazionale per hotel e B&B?
No. A livello nazionale ci sono le Linee guida 2015 sulla legionellosi e il D.Lgs. 18/2023 sull'acqua destinata al consumo umano. I regolamenti d'igiene sono comunali e cambiano da un territorio all'altro. Per questo il piano di autocontrollo di una struttura deve citare le fonti nazionali, regionali e locali che si applicano davvero.
Le linee guida 2005 per le strutture turistico-ricettive valgono ancora?
Non come testo autonomo: le Linee guida del 7 maggio 2015 le hanno riunite e sostituite. Molte misure pratiche del 2005, come le temperature ai punti d'uso e lo scorrimento nelle camere libere, sono però ancora presenti nella prassi. Nei documenti conviene citare le Linee guida 2015 come fonte e aggiornare valori e soglie.
Un B&B o un affittacamere ha gli stessi obblighi di un hotel?
Il principio è lo stesso: chi mette a disposizione docce e acqua calda a ospiti deve valutare e gestire il rischio legionella. Cambia la complessità: un impianto piccolo con boiler singolo richiede un piano più semplice e meno punti di prelievo. Alcuni indirizzi regionali distinguono le strutture per dimensione, quindi va verificata la delibera della propria Regione.
Chi controlla il rispetto di queste regole?
Il controllo spetta all'ASL, attraverso il servizio di igiene e sanità pubblica, che verifica documenti, impianti e, se necessario, preleva campioni. In caso di casi di legionellosi collegati alla struttura l'ASL svolge l'indagine epidemiologica e ambientale. Il Comune interviene per gli aspetti del regolamento locale e per eventuali provvedimenti sull'esercizio.
VERIFICA LA TUA STRUTTURA
Traduciamo questo riferimento normativo in misure concrete: sopralluogo, DVR Legionella, piano di autocontrollo e campionamenti accreditati.
SETTORI COLLEGATI
DOVE OPERIAMO
Applichiamo questo riferimento normativo sul campo nelle principali città servite, con il supporto delle ASL/ATS competenti per territorio.