Centrali termiche condominiali del dopoguerra e loro punti critici
Nei condomini ternani dell'epoca della ricostruzione e dell'espansione legata all'acciaieria la produzione di acqua calda sanitaria è spesso affidata a un grande bollitore in centrale, con un anello di ricircolo che serve più scale. Nel tempo molte caldaie sono state sostituite con generatori a condensazione: ottimo per i consumi, ma talvolta la temperatura di accumulo viene ridotta sotto i 55 °C per massimizzare il rendimento, e il ritorno del ricircolo arriva in centrale tiepido.
Le colonne in acciaio zincato, corrose e incrostate dal calcare dell'acqua locale, offrono superfici ideali per il biofilm. A complicare il quadro ci sono gli appartamenti sfitti, che lasciano tratti di rete fermi per mesi. Nelle palazzine con molti anziani soli, dove alcuni bagni vengono usati poco, l'effetto è simile anche senza unità formalmente vuote.
Diverso il caso delle palazzine basse e dei villini di Città Giardino, dove l'acqua calda è spesso autonoma: qui il condominio risponde soprattutto di eventuali accumuli di acqua fredda e degli impianti comuni, come irrigazione o fontane, e il controllo può essere più leggero. Il sopralluogo iniziale serve proprio a capire in quale delle due situazioni ci si trova.
- Accumulo abbassato dopo la sostituzione della caldaia
- Ritorno del ricircolo sotto i 50 °C sulle scale più lontane
- Colonne zincate corrose e unità sfitte