Edifici a un piano, corridoi lunghi: perché il ricircolo è il punto debole
Molte strutture socio-sanitarie del Ternano sono state realizzate o ampliate a partire dagli anni '90 con impianti centralizzati e nuclei separati, per esempio un reparto Alzheimer distinto dalla residenza ordinaria. Quando la centrale termica è a un'estremità dell'edificio, l'acqua calda impiega molti metri per arrivare ai bagni del nucleo più lontano e il ricircolo, se non bilanciato, rientra in centrale troppo freddo.
D'estate il problema si inverte: le tubazioni dell'acqua fredda passano in controsoffitti e cavedi surriscaldati e possono superare i 20-25 °C. Nei nuclei protetti, dove gli ospiti non usano autonomamente i servizi, alcuni lavabi restano poco utilizzati per giorni. Sono proprio questi terminali, insieme alle docce assistite usate a orari fissi, a dare più spesso esiti positivi isolati, anche quando la centrale termica lavora alle temperature corrette.
- Ritorno del ricircolo dal nucleo più lontano
- Acqua fredda in controsoffitti non coibentati
- Lavabi e docce dei nuclei protetti a uso assistito