La monoclorammina (NH₂Cl) si forma dalla reazione di cloro libero con ammoniaca in rapporto controllato (in peso Cl₂:N circa 4-5:1, che corrisponde a un rapporto molare vicino a 1:1). Rispetto al cloro libero presenta vantaggi significativi per la gestione della legionella nelle reti idriche estese: maggiore stabilità (si degrada più lentamente), migliore penetrazione del biofilm, minore produzione di trialometani (sottoprodotti cancerogeni), efficacia mantenuta a pH più elevato.
È utilizzata da numerosi ospedali negli USA e in UK come disinfettante residuale continuo nella rete di distribuzione interna, con concentrazioni di 1-3 mg/L. In Italia l'uso è autorizzato ma meno diffuso rispetto ai paesi anglosassoni. Limiti: richiede dosaggio preciso (la diclorammina formata con eccesso di cloro è meno efficace), può corrodere alcune leghe metalliche e gomme, richiede monitoraggio del rapporto Cl:N.
Esempio applicativo: dosaggio in continuo di monoclorammina nella rete di acqua calda sanitaria di un ospedale, con monitoraggio del residuo e del rapporto Cl:N ai terminali.
MONOCLORAMMINA NELLA GESTIONE DELL'IMPIANTO
Se ne parla quando un ospedale o una grande struttura sanitaria ha reti molto estese in cui il cloro libero si esaurisce prima di arrivare ai reparti più lontani. Valutare un impianto a monoclorammina significa mettere sul tavolo il costo del sistema di dosaggio, il monitoraggio quotidiano del residuo e del rapporto fra cloro e ammoniaca, la compatibilità con guarnizioni e tubazioni esistenti e gli adempimenti verso l'autorità sanitaria. In cambio si ottiene un residuo più stabile ai terminali e un'azione più profonda sul biofilm. La valutazione nasce spesso da misure di cloro libero quasi nulle ai piani alti, dove la monoclorammina può mantenere un residuo misurabile.
Errori ed equivoci frequenti
- Dosare cloro e ammoniaca senza controllarne il rapporto: un eccesso di cloro produce dicloroammine e tricloroammine, meno efficaci e responsabili di odori sgradevoli.
- Aspettarsi la rapidità d'azione del cloro libero: la monoclorammina è un ossidante più lento e non è indicata per trattamenti d'urto in tempi brevi.
- Trascurare la nitrificazione nei tratti con poca circolazione, dove l'ammoniaca residua può alimentare batteri nitrificanti e far calare il disinfettante.
FAQ: MONOCLORAMMINA
- Monoclorammina o biossido di cloro: quale scegliere contro la legionella?
- Non esiste una scelta valida per tutti. Il biossido di cloro agisce più rapidamente ma genera sottoprodotti come i cloriti, da tenere sotto controllo; la monoclorammina è più persistente nelle reti estese ma richiede attenzione a nitrificazione e materiali. La decisione dipende da chimica dell'acqua, lunghezza della rete e tubazioni, e va verificata con un periodo di monitoraggio.
- La monoclorammina è sicura per l'acqua potabile?
- Può essere impiegata nel rispetto della normativa sulle acque destinate al consumo umano, oggi il D.Lgs. 18/2023, e del Regolamento biocidi, con prodotti e sistemi autorizzati. Richiede monitoraggio costante di residuo, ammoniaca e nitriti. Non è adatta all'acqua per dialisi senza trattamenti specifici e risulta tossica per i pesci negli acquari.
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Sopralluogo, valutazione del rischio, campionamento e referti accreditati ISO 11731 sul tuo impianto.