La rete di distribuzione comprende colonne montanti, distribuzioni di piano e diramazioni fino ai punti distali. La progettazione corretta evita tratti con velocità di flusso troppo basse, che favoriscono ristagni e sviluppo del biofilm. Materiali consigliati sono rame, acciaio inox AISI 316 e materiali plastici idonei al contatto con acqua potabile, come il polietilene reticolato (PE-X) e il polipropilene (PP-R); vanno evitati materiali porosi o degradabili. Il tracciato deve minimizzare i percorsi e ridurre il numero di raccordi a T. Una rete sovradimensionata (volumi elevati, basse portate) è uno dei principali fattori di rischio insieme ai rami morti.
RETE DI DISTRIBUZIONE NELLA GESTIONE DELL'IMPIANTO
Quando si ristruttura un piano o si aggiunge un'ala, la rete di distribuzione cambia e con essa il rischio: tratti nuovi poco usati, vecchie diramazioni lasciate cieche, colonne non più bilanciate sul ricircolo. Per l'amministratore o il direttore tecnico ogni modifica impiantistica dovrebbe quindi innescare l'aggiornamento della valutazione del rischio e degli schemi idraulici allegati al piano. Schemi aggiornati riducono anche i costi delle bonifiche, perché consentono di intervenire sul ramo giusto invece che sull'intero edificio. Lo dimostra il caso, frequente, del condominio che trasforma due negozi al piano terra in uffici: al sopralluogo emerge una diramazione ancora collegata ma senza terminali, che il consulente fa eliminare riportando il nuovo tracciato sullo schema.
Errori ed equivoci frequenti
- Affidarsi a schemi idraulici di progetto mai aggiornati, che non mostrano tratti aggiunti, by-pass o diramazioni dismesse ma ancora collegate.
- Sovradimensionare tubazioni e accumuli "per sicurezza", ottenendo velocità basse, tempi di permanenza lunghi e acqua che si raffredda lungo il percorso.
- Ignorare la vicinanza fra tubazioni dell'acqua fredda e calda nei cavedi, che può riscaldare la rete fredda oltre i 20 °C.
FAQ: RETE DI DISTRIBUZIONE
- Come si capisce se la rete idrica favorisce la legionella?
- Segnali tipici sono acqua calda che impiega molto ad arrivare ai terminali, temperature di ritorno del ricircolo basse, acqua fredda tiepida in estate e tratti senza utilizzo. Un sopralluogo con misure di temperatura nei punti critici, confrontate con lo schema idraulico, permette di individuare dove intervenire prima ancora del campionamento.
- Quali materiali sono adatti alle tubazioni dell'acqua sanitaria?
- Si usano comunemente rame, acciaio inossidabile e materiali plastici idonei al contatto con acqua destinata al consumo umano, come il polietilene reticolato (PE-X) o il polipropilene random (PP-R). Conta soprattutto che il materiale sopporti le temperature di esercizio e le bonifiche termiche o chimiche previste dal piano. Raccordi e guarnizioni scadenti possono favorire il biofilm.
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SETTORI INTERESSATI
DALLA DEFINIZIONE ALL'INTERVENTO
Sopralluogo, valutazione del rischio, campionamento e referti accreditati ISO 11731 sul tuo impianto.