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Preventivo in 24 ore

Analisi Legionella Italia
Norma UNIVigente01 giugno 2008

UNI EN 806 - Impianti per acqua destinata al consumo umano all'interno degli edifici

Le cinque parti della serie europea su progettazione, dimensionamento, installazione, esercizio e manutenzione della rete idrica interna, lette in chiave di rischio legionella.

Punti chiave

  • Serie europea CEN in cinque parti, recepita da UNI: la parte 2 nel 2008, la parte 4 nel 2010, la parte 5 nel 2012.
  • Si applica alla rete interna dell'edificio a valle del punto di consegna, cioè proprio al sistema di distribuzione domestico del D.Lgs. 18/2023.
  • La parte 2 tratta la progettazione, inclusa la protezione dal riflusso con rinvio alla EN 1717.
  • La parte 3 offre un metodo semplificato di dimensionamento delle tubazioni, utile a evitare reti sovradimensionate con acqua lenta.
  • La parte 4 regola installazione, prova di pressione, lavaggio e disinfezione prima della messa in servizio.
  • La parte 5 riguarda esercizio e manutenzione: ispezioni periodiche dei componenti e gestione delle utenze poco usate.
  • È una norma volontaria: diventa un riferimento di fatto quando la valutazione del rischio deve dimostrare che l'impianto è a regola d'arte.

Questa scheda serve a progettisti, installatori, manutentori e gestori che devono collegare la serie UNI EN 806 alla prevenzione della legionella. L'obiettivo è capire quale parte consultare in ogni fase di vita dell'impianto e quali difetti tipici aiuta a evitare. Temperature e procedure di disinfezione sono trattate nelle guide operative collegate.

Le cinque parti in sintesi

La serie è stata sviluppata dal CEN e recepita da UNI con edizioni successive. Ogni parte corrisponde a una fase del ciclo di vita dell'impianto, ed è il modo più semplice per orientarsi.

  • Parte 1 - Generalità: definizioni, campo di applicazione e requisiti comuni alle altre parti.
  • Parte 2 - Progettazione (UNI EN 806-2:2008): schema della rete, scelta dei componenti, protezione dal riflusso, criteri per acqua fredda e calda.
  • Parte 3 - Dimensionamento delle tubazioni, metodo semplificato: calcolo dei diametri in funzione delle unità di carico dei punti di prelievo.
  • Parte 4 - Installazione (UNI EN 806-4:2010): posa, prova di pressione, riempimento, lavaggio e disinfezione prima dell'uso.
  • Parte 5 - Esercizio e manutenzione (UNI EN 806-5:2012): gestione ordinaria, ispezioni periodiche dei componenti, interventi su impianti o tratti poco utilizzati.

In Italia la progettazione degli impianti idrici fa riferimento anche alla norma nazionale UNI 9182. Le due norme vanno lette insieme, e nella pratica il capitolato indica quale riferimento prevale per ciascun aspetto.

Perché una norma impiantistica conta per la legionella

Legionella prolifera dove l'acqua ristagna, resta tiepida e trova biofilm e depositi. Sono tutte condizioni che nascono da scelte di progetto e di posa. Una rete con tratti morti, accumuli sovradimensionati o ricircolo non bilanciato resta a rischio anche con una buona manutenzione.

La UNI EN 806 non fissa soglie microbiologiche e non cita il piano di autocontrollo. Fornisce però i criteri tecnici per costruire e gestire una rete in cui l'acqua si rinnova e mantiene la temperatura. Le Linee guida nazionali del 7 maggio 2015 partono proprio da questi aspetti quando chiedono di valutare la rete interna.

Il collegamento con il D.Lgs. 18/2023

Il D.Lgs. 23 febbraio 2023 n. 18 introduce la valutazione e la gestione del rischio dei sistemi di distribuzione domestici, cioè la rete interna degli edifici. Per gli edifici prioritari comprende il parametro Legionella con valore di 1.000 UFC/L. Quando la valutazione individua un difetto impiantistico, la UNI EN 806 è il riferimento tecnico per descrivere come correggerlo.

Edifici prioritari, valutazione del rischio della rete interna e parametro Legionella.

D.Lgs. 18/2023: obblighi per i sistemi di distribuzione domestici

Dalla norma al cantiere: difetti tipici e parte di riferimento

Nei sopralluoghi sulle reti interne ricorrono sempre gli stessi difetti. L'elenco che segue li abbina alla parte della serie da consultare per correggerli o, meglio, per evitarli in fase di progetto.

  • Rami morti lasciati dopo una ristrutturazione: parti 2 e 4, tracciato della rete e rimozione delle derivazioni non più servite.
  • Tubazioni sovradimensionate e acqua lenta: parte 3, dimensionamento sulle portate reali dei punti di prelievo.
  • Rete fredda posata vicino a quella calda senza isolamento: parti 2 e 4, scelta del tracciato e coibentazione.
  • Assenza di valvole di intercettazione per settore: parte 2, sezionamento che permette di disinfettare un tratto senza fermare tutto.
  • Messa in servizio senza lavaggio o con l'impianto pieno per settimane prima dell'uso: parte 4, sequenza di riempimento, lavaggio e disinfezione.
  • Filtri, addolcitori e dispositivi antiriflusso mai ispezionati: parte 5, frequenze di ispezione e manutenzione dei componenti.
  • Piani o camere chiusi per mesi: parte 5, gestione delle utenze poco usate e ripristino prima della riapertura.

Come una rete con derivazioni dismesse è stata individuata e messa in sicurezza.

Caso studio: rami morti in un condominio

Checklist per la consegna di un impianto nuovo o ristrutturato

Chi riceve un impianto dall'installatore ha interesse a verificare che le fasi previste dalle parti 4 e 5 siano documentate. La sequenza che segue è un esempio di controllo alla consegna, da adattare al capitolato.

  1. Ricevere lo schema as built della rete, con accumuli, colonne, ricircolo e valvole di settore.
  2. Verificare il verbale della prova di pressione con data, pressione di prova ed esito.
  3. Controllare che il lavaggio e la disinfezione prima dell'uso siano registrati, con prodotto, tempi e risciacquo finale.
  4. Chiedere l'elenco dei componenti soggetti a manutenzione periodica, come filtri, addolcitori, disconnettori e miscelatori termostatici.
  5. Concordare un piano di manutenzione con frequenze e responsabili, da allegare al registro dell'impianto.
  6. Se l'edificio resta inutilizzato prima dell'apertura, programmare il flussaggio e un campionamento di verifica prima dell'arrivo degli utenti.
  7. Aggiornare la valutazione del rischio legionella con la nuova configurazione della rete.

Esempio: un hotel di 40 camere rifà due piani durante l'inverno e riapre ad aprile. Senza lavaggio, disinfezione documentata e flussaggio delle camere rimaste chiuse, le nuove tubazioni restano piene d'acqua ferma per mesi. La checklist sposta questi passaggi prima della riapertura, invece che dopo il primo esito positivo.

I valori di temperatura da mantenere e le operazioni periodiche sulla rete idrica.

Temperature, ricircolo e disinfezione: la manutenzione preventiva

Limiti e uso corretto della norma

La UNI EN 806 è volontaria e non sostituisce né la valutazione del rischio né il campionamento. Non indica i punti di prelievo, le frequenze di analisi o le azioni in caso di positività, che restano affidati alle Linee guida 2015. Il suo valore sta nel dare un linguaggio tecnico comune a chi progetta, posa e gestisce la rete.

Citarla nel documento di valutazione del rischio è utile quando si propone una modifica impiantistica. Scrivere che un ramo va eliminato secondo i criteri della parte 2 è più verificabile di un generico adeguamento della rete. Il testo integrale delle parti si acquista dal catalogo UNI.

Un tecnico verifica schema, rami morti, temperature e punti critici e imposta il campionamento.

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FAQ

Domande frequenti

  • La UNI EN 806 è obbligatoria per legge?

    No, è una norma tecnica volontaria. Diventa però un riferimento di fatto quando si deve dimostrare che un impianto è realizzato e gestito a regola d'arte, ad esempio nella valutazione del rischio dei sistemi di distribuzione domestici prevista dal D.Lgs. 18/2023 o in un contenzioso. Molti capitolati di appalto la richiamano espressamente insieme alla UNI 9182.

  • Quale parte della UNI EN 806 riguarda la manutenzione?

    La parte 5, UNI EN 806-5:2012, dedicata a esercizio e manutenzione. Tratta la gestione ordinaria della rete, le ispezioni periodiche dei componenti come filtri e dispositivi antiriflusso e gli interventi sulle utenze poco usate. Per la prevenzione della legionella va affiancata al piano di autocontrollo e al registro dei controlli della struttura.

  • La norma vale anche per gli impianti esistenti?

    Le parti su progettazione e installazione si applicano soprattutto ai nuovi impianti e alle ristrutturazioni. La parte 5 su esercizio e manutenzione è invece utile anche per reti esistenti. Non impone di rifare un impianto datato, ma offre i criteri per decidere quali interventi correttivi proporre quando la valutazione del rischio trova criticità.

  • La UNI EN 806 indica soglie di Legionella?

    No. La serie non contiene valori microbiologici. Le soglie di 100, 1.000 e 10.000 UFC/L e il criterio dei campioni positivi sono nelle Linee guida nazionali del 2015. Il valore di parametro di 1.000 UFC/L per i sistemi di distribuzione domestici è nel D.Lgs. 18/2023. La UNI EN 806 agisce prima, sulle condizioni che favoriscono la crescita.

Conformità

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Applicabilità

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Applichiamo questo riferimento normativo sul campo nelle principali città servite, con il supporto delle ASL/ATS competenti per territorio.

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